La ripresa

Innovazione e sostenibilità disegnano il futuro degli scali

Nonostante le perdite abbiano superato quota 1,3 miliardi non si ferma il processo di rinnovamento del settore. Venezia incassa l’ok alla bretella ferroviaria e pianifica il vertiporto per il 2024

di Barbara Ganz

5' di lettura

La pandemia ha colpito duramente il sistema aeroportuale italiano, che ha chiuso l’anno con perdite tra 1,3 – 1,4 miliardi: un calo definito dalle associazioni che riuniscono gli scali (Assoaeroporti da un lato, Aeroporti 2030, nata da ADR e Save dall’altro) drammatico per gli aeroporti nazionali che hanno visto transitare nel 2021, sulla base di un’analisi dei dati disponibili, poco più di 80 milioni di passeggeri, con una flessione di quasi il 60% rispetto al 2019, ultimo anno di normalità prima della pandemia.
Nel dettaglio Venezia ha chiuso a quota 3milioni 437mila passeggeri (+23% rispetto al 2020; - 70% rispetto al 2019), mentre i dati di Treviso scontano la chiusura ai voli commerciali da aprile 2020 a tutto maggio 2021 e si fermano a poco più di 1 milione e 200mila (+164% rispetto al 2020; -62% rispetto al 2019). Verona minimizza le perdite, anche perché meno condizionata dall’assenza dei viaggiatori internazionali: 1.458.738 passeggeri (+40% rispetto al 2020; -60% rispetto al 2019).
Negli ultimi giorni del 2021 è stato pubblicato il decreto che permetterà agli scali di ricevere gli aiuti stanziati dal Governo per le perdite del 2020 e, alla luce di una situazione di calo di traffico significativa anche per il 2021: non si è fermato però il percorso per un’evoluzione del settore verso una connettività sempre più innovativa, intermodale e sostenibile. E mentre si lavora con l’obiettivo comune di contribuire a una stabile ripresa del traffico, molti sono i progetti già in campo.
Nei giorni scorsi Airbus, Snam e Save hanno firmato un accordo per promuovere l’utilizzo dell’idrogeno come vettore energetico sostenibile nel settore aeroportuale e nel trasporto aereo. Le tre aziende - si legge in una nota comune - condivideranno una strategia con l’obiettivo di contribuire a ridurre l’emissione dei gas serra legati all’attività aeroportuale, a partire dallo scalo Marco Polo di Venezia, gestito da Save. La collaborazione tra le società si articolerà su più ambiti, partendo dai fabbisogni futuri e le opzioni tecnologiche, portando all’individuazione di soluzioni tecniche e realizzative che verranno sperimentate attraverso progetti pilota per poi essere successivamente estesi su larga scala.
«La collaborazione con Airbus e Save – ha dichiarato Marco Alverà, ad di Snam – mira ad accompagnare uno degli scali aeroportuali più importanti d’Italia, in una città simbolo del nostro Paese nel mondo, verso l’obiettivo delle zero emissioni. L’idrogeno è una soluzione chiave per favorire la sostenibilità ambientale e la competitività di aeroporti, porti, trasporti pesanti e marittimi e di tutti i settori industriali difficili da decarbonizzare».
E per Monica Scarpa, ad del Gruppo Save, «la specificità e il valore di questo progetto di studio e di applicazione dell’idrogeno nel settore dell’aviazione, consistono in particolare nella condivisione di competenze che contemplano l’intera filiera, dalla produzione, allo stoccaggio, alla fornitura, fino all’utilizzo per l’aeronautica commerciale di questo combustibile che può dare un grande apporto alla sfida energetica del nostro pianeta. Per l’aeroporto di Venezia, significa contribuire fattivamente all’impegno per la riduzione delle emissioni nocive, in sintonia con l’obiettivo della nostra città di proporsi a livello internazionale come capitale della sostenibilità».
Intanto Venezia incassa anche l’approvazione data dal Cipess del progetto di collegamento ferroviario con l’aeroporto di Tessera, con ricadute per il territorio veneziano, e non solo, in termini di mobilità, infrastrutture, sviluppo economico e occupazione. La bretella sarà lunga circa 8 chilometri, di cui 3,4 in galleria. Il progetto prevede una nuova linea a doppio binario che si stacca dalla Linea Mestre - Trieste affiancando ad Est la bretella autostradale per l’Aeroporto Marco Polo per circa 4 km in superfice. A valle del Fiume Dese il tracciato continua in galleria verso l’aeroporto dove è prevista una stazione interrata passante a due binari collegata al terminal aeroportuale. Il tracciato prosegue poi a singolo binario realizzando un cappio e ricongiungendosi con il tratto in superfice.
La soluzione sviluppata consente di avere una linea passante nella stazione dell’aeroporto che permetterà di ridurre i tempi di stazionamento nel terminal e assicura una elevata capacità di trasporto. In ambito aeroportuale verrà realizzata una stazione interrata di due binari, con un modulo dei marciapiedi circa 330 metri, che assicura l’accesso non solo ai treni regionali ma anche ai treni a lunga percorrenza. Un intervento significativo anche in vista di eventi internazionali che interesseranno il Veneto come le Olimpiadi invernali 2026 di Cortina-Milano.
Uno sguardo al futuro prossimo: la UAM - Urban Air Mobility - rappresenta una delle forme di mobilità innovativa e sostenibile più promettenti per i prossimi anni. Il potenziale del settore è in forte crescita, con un valore di mercato per l’Europa stimabile in oltre 4 miliardi euro al 2030. In questo quadro nasce Urban Blue, un progetto di mobilità sostenibile che prevede la costituzione di una società partecipata da Aeroporti di Roma, Aeroporto di Venezia, Aeroports de la Cote d’Azur e Aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna per lo sviluppo delle infrastrutture di mobilità aerea urbana a live+llo internazionale.
«La società - spiegano i promotori - sarà aperta a nuovi partner industriali, tecnologici e finanziari per la progressiva espansione dell’UAM in diverse area geografiche, oltre che inizialmente in Italia e Francia, si occuperà di studiare, progettare, costruire e gestire le infrastrutture – anche conosciute come vertiporti – indispensabili per permettere ai velivoli elettrici a decollo verticale (e-VTOL) di collegare gli aeroporti con i centri abitati e favorire la mobilità intra-city, favorendo il decongestionamento del traffico nei centri urbani.
La società potrà contare sulla partnership industriale attivata nel 2020 con Volocopter, prima società al mondo a sviluppare ed operare velivoli e-VTOL per il trasporto di passeggeri e merci all’interno delle aree urbane. Il network iniziale di vertiporti includerà le aree di riferimento dei partners fondatori e potrà essere ampliato su altre geografie di interesse; in particolare a Roma, Nizza e Venezia l’avvio delle operazioni è pianificato entro due anni. Tali aree urbane prospettano infatti un elevato potenziale di mercato già all’avvio quali destinazioni di interesse mondiale, oltre a presentare elementi particolarmente adatti ai primi sviluppi di questa forma di mobilità, come ad esempio condizioni meteo favorevoli (che incrementano l’operabilità dei velivoli eVTOL) e geomorfologie pianeggianti o costiere. Per Venezia «l’obiettivo è di dotare l’aeroporto entro il 2024 di un vertiporto per veicoli elettrici a decollo verticale, che favoriranno la decongestione dell’area in cui incide il Marco Polo a elevato traffico automobilistico».

PASSEGGERI 2021

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-70%
Venezia
Ha contato 3.437.204 viaggiatori (+23% rispetto al 2020; - 70% rispetto al 2019)

-60%
Verona

I viaggiatori sono stati 1.458.738 (+40% rispetto al 2020; -60% rispetto al 2019

-62%
Treviso

Lo scalo è stato chiuso ai voli commerciali da aprile 2020 a tutto maggio 2021: il conteggio si ferma così a 1.221.946 passeggeri (+164% rispetto al 2020; -62% rispetto al 2019)

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