TERRITORIO

Innovazione e startup, la nuova scommessa di Fondazione Cuneo

Il presidente Giandomenico Genta: siamo entrati in Equiter per gestire fondi Bei. Guardiamo ai nostri investimenti con un occhio alla redditività ma come un investitore paziente

di Filomena Greco


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Fusione. Risale a un anno fa il via libera alla fusione con la Fondazione Cassa risparmio di Bra

5' di lettura

Accanto alla cultura, alla formazione e al recupero del patrimonio immobiliare, anche il sostegno all’innovazione e allo sviluppo. Giandomenico Genta, presidente della Fondazione Crc, racconta come l’ente sia spingendo per un ecosistema favorevole alla crescita di nuove idee e allo sviluppo di progetti innovativi e cita un esempio: «Lo sa che sono anche presidente di Satispay? I soci fondatori sono tutti giovani e io sono l’unico sopra la soglia dei cinquanta. Dall’unione di esperienze e visioni differenti è nata una delle aziende più innovative del panorama nazionale» dice. Per inciso, Satispay è una ex start up i cui fondatori sono cuneesi e che sta rivoluzionando il mondo dei pagamenti digitali smaterializzando il passaggio di denaro tra privati e nell’ambito commerciale mentre Giandomenico Genta è il presidente di una delle Fondazione più importanti del Piemonte, dopo Compagnia di San Paolo e Fondazione Crt.

Un anno fa il via libera alla fusione per incorporazione – è stata la prima operazione di questo genere in Italia – della Fondazione Cassa di risparmio di Bra nella Fondazione Cassa di risparmio di Cuneo, un passaggio, sottolinea oggi Genta, «che ha rafforzato il rapporto con il territorio perché ci ha permesso di superare la logica del condominio, ampliando la nostra capacità di intervento nell’area di Bra, integrata nei nuovi bandi». Un primo effetto concreto, ad esempio, è stato un maggiore sostegno a Cheese, la manifestazione di Slow Food dedicata ai formaggi, che diventa, insieme alla Fiera del tartufo di Alba, una delle kermesse di riferimento per la Fondazione. Dal punto di vista giuridico la fusione si è formalmente chiusa l’11 marzo scorso, con retroattività sui bilanci da gennaio 2019.

In queste settimane il Cda della Fondazione Crc sta mettendo a punto il piano di intervento per il prossimo anno. «Anche nel 2020 - prevede Genta - supereremo i venti milioni di risorse investite sul territorio. Il programma pluriennale per il 2018-2021 prevedeva risorse pari a 20 milioni per ogni anno, siamo sempre riusciti a fare di più, con un picco di 25 milioni nel 2015 quando abbiamo acquistato due acceleratori lineari di ultima generazione, per la cura delle malattie oncologiche, destinati ai due ospedali del territoro».

Un patrimonio netto a quota 1,3 miliardi – terza fondazione in Piemonte e tra le prime otto in Italia –, investimenti a valore di mercato a oltre 1,5 miliardi e un avanzo d’esercizio nel corso del 2018 pari a 34,9 milioni, 22,9 dei quali destinati alle erogazioni del 2019. Quali saranno le linee di intervento il prossimo anno? «Le erogazioni più importanti sono nel settore dello sviluppo economico e nell’innovazione - risponde Genta - e la parte del leone la fa il settore agroalimentare». Interesse rinnovato, dunque, da parte di Crc per il cuore manifatturiero della provincia Granda, la terra dove è nato il fenomeno Slow Food e dove, alle eccellenze agroalimentari e a grandi player come Ferrero, si affianca una importante tradizione anche nei macchinari destinati al comparto. «Siamo la prima provincia italiana per export nel settore agroalimentare - sottolinea Genta - e l’anno scorso abbiamo lanciato un progetto da 3 milioni che si chiama Agroalimentare 4.0 destinato a sviluppare progetti innovativi per ridurre l’impatto ambientale dell’agricoltura e migliorare la sostenibilità e la tracciabilità degli alimenti».

Nella programmazione 2020, dunque, ci saranno nuove linee di intervento accanto a programmi che vanno in continuità con il passato. Due i punti di forza su cui Fondazione Crc tornerà a scommettere: il primo è il bando «Distruzione» – da leggere sia con che senza l’apostrofo – il secondo è Granda Up. Nel primo caso, si tratta di una iniziativa «orientata ad educare i più giovani a promuovere la bellezza, in una terra riconosciuta patrimonio dell’Unesco» spiega Genta. Consiste nella promozione di interventi nel contesto paesaggistico e ambientale che abbattano o mitighino l’impatto di brutture sul paesaggio. Granda up – prima edizione nel 2018 – è invece il progetto di Fondazione Crc per accompagnare lo sviluppo di iniziative imprenditoriali ad impatto sociale, pronta per la terza edizione. Partner tecnico dell’iniziativa è SocialFare, primo centro italiano dedicato all’innovazione sociale con base a Torino. «Abbiamo l’idea – aggiunge Genta – di valutare anche un possibile sostegno diretto ad imprese sociali che ci sembreranno strategiche».

L’impegno della Fondazione a sostegno dell’innovazione passa anche attraverso l’esperienza della torinese Equiter, partecipata al 33,7% da Intesa Sanpaolo, al 33% da Compagnia di San Paolo, al 21,3% da Fondazione Crt e con una quota del 12% in capo a Fondazione Crc. «Siamo entrati in Equiter lo scorso anno per poter, attraverso una società specializzata, gestire fondi Bei destinati a innovazione e start up» spiega Genta. Essere parte di questo mondo, aggiunge «ci permette di guardare ai nostri investimenti con un occhio alla redditività, ma come un investitore paziente». Accanto al Fondo Rif, per progetti nati nelle regioni del Sud Italia, da qualche settimana Compagnia di San Paolo ha lanciato Rif-T, duplicando la collaborazione con Bei ma questa volta con l’obiettivo di sostenere progetti che arrivino dalle regioni del Centro e del Nord Italia. «Non abbiamo approfondito se entrare o meno in questa newco ma valutiamo come positiva l’esperienza che stiamo portando avanti, anche alla luce del contributo che possiamo dare nel settore agricolo».

Tra le novità, per Fondazione Crc Cuneo, c’è il capitolo immobiliare: «La Fondazione - spiega Genta - ha acquisito immobili importanti nella città di Cuneo. Su uno di questi, insieme agli Ordini degli Architetti di Cuneo e Bologna, abbiamo lanciato un concorso di progettazione, per professionisti under 40, per il restyling esterno ed interno. Con iniziative di questo genere vogliamo portare un contributo di innovazione attraverso un rilancio immobiliare che possa rendere questi edifici riconoscibili e interessanti, e riportarli ad un uso aperto alla cittadinanza».

Una attenzione particolare, poi, quella della Fondazione Crc per i giovani e la formazione. «Cuneo rappresenta il secondo polo universitario piemontese dopo Torino, con 19 corsi attivi» spiega il presidente Genta, che ricorda l’avvio in questo anno accademico del corso di laurea del Politecnico a Mondovì. A pochi giorni fa risale l’iniziativa delle Città dei Talenti. Inoltre Crc ha anche acquisito dall’Ubiquest’anno la vigna storica di Grinzane Cavour. «Abbiamo rilevato quel bene – spiega Genta – per lasciarlo alla disponibilità della Scuola enologica di Alba che forma i nostri enologi, e non è escluso che in futuro potrà esserci un vino realizzato in quella vigna i cui ricavi vengano reinvestiti nel sociale».

Con la partecipazione del 6% in Ubi, Fondazione Crc gioca un ruolo importante sul panorama del credito nazionale (si veda l’articolo sotto). «Ci sono dei ruoli ben precisi – chiarisce Genta – noi siamo azionisti, ma da azionisti vogliamo essere propositivi, al di là di una logica puramente territoriale, ma con un approccio strategico».

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