Venture

Innovazione, Liftt si apre agli investitori e debutta sul mercato

Si chiama Usophy, Online University Library, la prima società finanziata

di Filomena Greco

Si chiama Usophy, Online University Library, la prima società finanziata


2' di lettura

È nato da poco più di un anno ma è già in forte trasformazione. Liftt è la società partecipata da Compagnia di Sanpaolo e Politecnico di Torino che da qualche settimana si è aperta al mercato e punta a raccogliere 20 milioni di euro nei prossimi mesi. Guidata da Stefano Bono – un passato da scienziato al Cern e imprenditore nel settore medicale, con la sua AAA, quotata al Nasdaq nel 2015 e poi acquisita dalla Novartis per 3,9 miliardi di dollari nel 2018 – la società ha già chiuso tre deal e altre tre operazioni sono in fase di approvazione.

«L’emergenza di queste settimane – spiega Bono – sfiora in realtà il mondo delle start up, perché parliamo di investimenti a lungo termine. Il rischio piuttosto è il calo di fiducia da parte degli investitori». Liftt ha trovato una “formula” particolare per sostenere l’innovazione: partire da uno stage molto precoce nello sviluppo di un’azienda, con la possibilità di partecipare alla costituzione della società stessa e di lavorare all’idea innovativa in chiave di business e mercato possibile. «Nel nostro modello è molto importante l’accompagnamento che siamo in grado di offrire a sostegno della start up, in fase iniziale, si tratta di un’area in cui davvero pochi venture capitalist si avventurano» spiega Buono. Il debutto sul mercato da parte di Lifft è rappresentato dalla partecipazione nella società Usophy creata da due studenti del Politecnico di Torino, Loris Gay e Cristian Pintea. Si tratta di una Online University Library che permette agli studenti l’accesso illimitato e on-demand ad un catalogo di libri di testo, in formato elettronico, sottoscrivendo un abbonamento mensile.

L’idea è quella di usare come base per gli investimenti persone fisiche, dai Business angel ai Family Officer, persone che dunque già operano nel settore in chiave professionale. «Nella mia storia personale – racconta Buono – ho avuto a che fare moltissimo con questo genere di investitori, oltre che con i fondi, all’inizio nella mia azienda ho avuto 240 azionisti, in maggioranza persone fisiche, una sorta di public company attenta alla trasparenza». Lui stesso un anno e mezzo fa ha investito in una società che si chiama Planet e che realizza progetti residenziali smart in giro per il mondo. «La realtà di persone fisiche che vogliono investire in innovazione e start up c’è, è solida, e vogliamo indirizzarla verso una struttura, come Liftt, che sposi il loro modello di investimento. Io stesso ho fatto 24 investimenti negli ultimi due anni e mezzo, voglio mettere a disposizione della società la mia rete di coinvestitori». Niente a che vedere, però, con la logica del crowdfunding, ma piuttosto una vicinanza a singoli investitori liquidi, alla ricerca di buone idee per il futuro a 360 gradi, in chiave orizzontale.

Una spa dunque ma con una forte impronta istituzionale che oggi è al 100%, che con i prossimi aumenti di capitale scenderà al 20% secondo il piano industriale. La prima tranche di aumento di capitale sarà di 7,5 milioni. «Malgrado la difficoltà economica del momento – spiega Buono – saranno interamente sottoscritti entro un mese e mezzo». L’obiettivo è ambizioso, raccogliere e investire 90 milioni di euro entro il 2024.

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