Diario di bordo dell'economia - centro studi tagliacarne

innovazione, milano capitale delle start up

2' di lettura

La Lombardia si conferma un territorio attrattivo anche utilizzando alcuni elementi tratti dal Registro delle Imprese delle camere di commercio, in particolare su due fronti: la capacità di richiamare imprenditori da fuori regione e la propensione a creare impresa moderna.

Quasi il 40% dei titolari, soci “personali” e soci di capitale operanti in regione è nato extra-regione. Un dato che fa della Lombardia la terza regione italiana per capacità di attrazione di imprenditori non locali dopo Valle d’Aosta e Liguria. Per quanto riguarda la diffusione dell’imprenditoria “moderna” (approssimabile attraverso il concetto di start-up innovativa) la Lombardia è prima in Italia per diffusione di questa tipologia di imprese con una densità di 383,8 imprese ogni 100.000 abitanti (+37% rispetto al Trentino-Alto Adige).

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Si tratta di una di quelle caratteristiche demo-sociali che dividono la Lombardia in due: da una parte il capoluogo di regione e la sua città metropolitana e dall’altra il resto della regione. Milano vanta una densità di 675 start-up per 100.000 imprese registrate (Bologna seconda si ferma a quota 393). Ma nel resto della regione, al di là di qualche eccezione come la provincia di Bergamo (decima), tutte le altre province si collocano sotto la media nazionale, con Sondrio che addirittura è fra le 10 province a minor presenza di start-up. Notizie più in chiaroscuro vengono dal fronte dell’inclusione femminile e da quella che si può definire piramide delle età degli imprenditori. Oltre il 51% dei titolari, soci personali e soci di impresa, ha almeno 50 anni, il che comunque fa della regione una delle più giovani d’Italia. Invece, con solo il 23,2% di donne amministratrici sul totale degli amministratori, la Lombardia si colloca al quartultimo posto per presenza di donne nei posti
di comando.

In termini congiunturali, i primi mesi del 2021 non rilevano quel massivo processo di chiusura delle imprese da tanti paventato. Nei primi 270 giorni di quest’anno le aziende che hanno chiuso i battenti sono state 31.375, vale a dire 2.500 in meno rispetto a dodici mesi fa e addirittura 9.000 in meno rispetto a 24 mesi orsono. Ben più significative sono, invece, le indicazioni sulle nuove imprese.

Per tasso di natalità imprenditoriale la Lombardia è leader in Italia con 4,54 imprese iscritte ogni 100 imprese registrate a inizio anno. In questo caso il processo, sia pur fortemente guidato dalla città metropolitana di Milano (quinta provincia italiana con un tasso di 4,87) vede comunque tante altre protagoniste, tanto che 7 province su 12 rilevano un livello di iscrizione superiore alla media nazionale. Più attardate invece appaiono Sondrio, Lecco e tutta la fascia padana con la parziale eccezione di Lodi.

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