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Innovazione: Umbria e Toscana davanti alla Lombardia per l’indice della Liuc

A definire la graduatoria è l’Innovation patent index (Ipi), indicatore che tiene conto di 5 insiemi di dati brevettuali elaborato dall’università di Castellanza

di Carlo Andrea Finotto

: "Sostenibilità e innovazione non devono essere solo parole"

3' di lettura

Umbria, Toscana e Lombardia sono le tre regioni italiane che guidano la classifica dei territori con più elevata capacità innovativa di alta qualità. A definire la graduatoria è l’Innovation patent index (Ipi), indicatore che tiene conto di 5 insiemi di dati brevettuali (diversificazione, qualità, internazionalizzazione, tempo, efficienza) e ad elaborare l’Ipi è l’Osservatorio Ip Cube, attivo all’interno del Centro sull’Innovazione tecnologica e l’economia circolare della Liuc Business School di Castellanza.

L'ultimo rapporto stilato dall’Osservatorio prende in esame i dati relativi al periodo 2014-19 (questo perché i brevetti depositati negli ultimi 18 mesi non sono ancora disponibili).

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LA GRADUATORIA DELL'INNOVAZIONE IN ITALIA
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Punti di forza e debolezza dei territori

«Questa analisi – spiega Raffaella Manzini, direttore dell’Osservatorio IpCube, nonché della Scuola di Ingegneria industriale della Liuc - offre una prospettiva interessante su quello che sta accadendo in Italia in termini di innovazione. Attraverso l’Innovation patent index emergono infatti i diversi profili di innovazione e i punti di forza e di debolezza dei singoli territori. Il primato dell’Umbria dimostra che anche una regione molto piccola può emergere in termini di valore potenziale incorporato nella singola innovazione».

Il lavoro tiene insieme sia la quantità di innovazione prodotta nelle diverse regioni d'Italia («legata al numero delle famiglie brevettuali, ossia al numero delle invenzioni generate» spiega una nota dell’università), sia la capacità dei brevetti di generare valore futuro per le imprese e il territorio. Lo scopo, sottolineano i ricercatori, è «fornire una rappresentazione più ricca del modo di fare innovazione in Italia».

Un fenomeno difficile da studiare

L’analisi dell’innovazione in Italia dal punto di vista quantitativo restituisce, infatti, un quadro più “tradizionale”, con ai vertici della classifica Lombardia, Emilia Romagna e Veneto. Lo stesso podio si replica nella classifica della capacità innovativa totale, per misurare la quale l’Osservatorio IpCube ha utilizzato congiuntamente i valori dell’Innovation patent index e gli indicatori di quantità di innovazione.

«L’innovazione è un fenomeno difficile da studiare – spiega Raffaella Manzini - e un’analisi meramente quantitativa può essere incompleta. Con l’Innovation patent index cerchiamo di cogliere aspetti dell’attività innovativa che rappresentano delle potenzialità per il futuro. Sarà interessante verificare, con le prossime analisi, se queste potenzialità siano poi state effettivamente sfruttate, anche con particolare riferimento alle sfide poste dalla pandemia».

La performance di Umbria e Toscana

Per quanto riguarda l’Umbria, ad esempio, il lavoro dellOsservatorio mette in evidenza come la regione eccelle in virtù di brevetti di elevata qualità, ossia nuove invenzioni che si sviluppano a partire da una «forte, ricca e rigorosa base» di conoscenza pregressa. L'area tecnologica di brevettazione che prevale è quella delle scienze mediche o veterinarie.

Dietro al “caso Umbria” la classifica dell’Ipi si trova la Toscana, «che anche grazie a centri di eccellenza quali la Normale di Pisa, la Scuola Superiore Sant'Anna e l'Imt di Lucca, mostra un’elevata capacità innovativa dei suoi brevetti, con alti valori in termini di internazionalizzazione e tempo investito nella brevettazione dell'innovazione» chiariscono i ricercatori. In questa regione i brevetti riguardano soprattutto le scienze mediche o veterinarie e i veicoli da terra.

La Lombardia svetta per numero

Sul terzo gradino del podio dell’Innovation patent index si trova la Lombardia. A livello puramente quantitativo la regione è prima in Italia, seguita da Emilia Romagna e Veneto, tuttavia in termini di Ipi risulta solo terza. «La Lombardia eccelle per quanto riguarda l'internazionalizzazione (è infatti la regione italiana che estende maggiormente ciascun brevetto in altre nazioni) – si legge nella nota dell’Osservatorio –, ma non rispetto alle altre dimensioni dell’Ipi. Le aree tecnologiche di maggiore rilevanza sono l'ambito medicale, come larga parte delle regioni italiane, e quello chimico».

Tra le altre regioni che spiccano nel ranking Ipi, l'Emilia-Romagna (quarto posto), che mostra un’elevata efficienza, ossia un alto numero di brevetti per addetto del territorio. Particolare rilevanza nella brevettazione è ricoperta dall'area tecnologica dei container e packaging, che risulta essere di primaria importanza nell’ambito italiano.

Tra gli aspetti significativi che riguardano altre regioni, la prima posizione della Sicilia (15° posto nel ranking complessivo Ipi) in termini di diversificazione tecnologica, a dimostrare le capacità del territorio di brevettare con logica multi-disciplinare.

Nelle Marche, invece, i brevetti riguardano soprattutto i sistemi di riscaldamento e arredamento, settori tradizionali diversi da quelli primari di brevettazione in Italia.

Anche la Valle D'Aosta si differenzia in quanto mostra come principale area la generazione, conversione e distribuzione di energia.

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