ENTI PREVIDENZIALI

Inps e Inail verso il commissariamento, tornano i Cda

di Davide Colombo


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Tito Boeri, presidente dell’Inps in scadenza (Ansa)

2' di lettura

Con il decreto di settimana prossima il governo riporterà in Inps e Inail i consigli di amministrazione. La misura dovrebbe essere l’esatta fotografia, però rovesciata, di quella che nove anni fa (dl 98/2010) aveva trasferito al presidente tutti i poteri del Cda a valle del processo di accorpamento dei vecchi enti previdenziali voluto dall'ultimo governo Prodi. Con un primo passaggio scatterebbero i commissariamenti dei due istituti, poi seguiranno i nuovi Cda che, se non verranno fatte scelte diverse, potrebbero essere composti dal presidente dell’istituto e da sei esperti. Ma si potrebbe scendere anche a 3 + 1. La governance manterebbe in vita il Consiglio di Vigilanza e il Collegio dei sindaci revisori, mentre al direttore generale resteranno affidate le responsabilità di gestione.

Gli attuali vertici hanno scadenze molto distanti. Il mandato del presidente dell’Inps, Tito Boeri, è dietro l'angolo, a febbraio. Più lungo invece l'intervallo per il presidente dell’Inail, Massimo De Felice, al secondo incarico che termina nel 2020. Certo la prospettiva di avviare con un intervallo superiore a un anno le due nuove governance non avrebbe precedenti, e bisogna anche considerare il fatto che, soprattutto per Inps, il cambio arriva in un momento non semplice, visto che coincide con l’attuazione di “quota 100” e del Reddito di cittadinanza.

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Altro aspetto da considerare è il costo dell’operazione: se il governo decidesse di optare per l’invarianza di spesa, gli emolumenti attualmente riconosciuti ai presidenti (poco sopra i 100mila euro annui lordi) andrebbero divisi per i sei componenti dei Cda. Di una nuova governance per gli istituti che superasse l’attuale assetto con “un uomo solo al comando”, come hanno ripetuto per anni i sindacati, si parla anche in un disegno di legge presentato alla Camera e sul quale si sono svolte recenti audizioni. Boeri e De Felice avevano già proposto tempo addietro diversi schemi di riforma della governance. Ma su assetti molto più compatti rispetto a un Cda con sei componenti e su un Consiglio di indirizzo e vigilanza che, nel caso Inps, conta attualmente 22 rappresentanti.
“Quella attuale è una fase nella quale sarebbe necessaria stabilità. Mi preoccupa che non ci sia ancora certezza sulla governance dell'Inps” ha dichiarato il
presidente del Civ dell'Istituto, Guglielmo Loy, affermando la necessità di “risposte immediate” dal Governo. “Ci vogliono certezze - spiega a proposito delle indiscrezioni sul decreto che introdurrà il Reddito di cittadinanza e la Quota 100 per il pensionamento anticipato e la possibile soluzione di commissariamento di Inps e Inail - qualsiasi decisione deve essere presa in tempi brevi in modo da poter programmare l'attività”.

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