CORONAVIRUS

Inps, servizi ridotti e visite di controllo sospese nelle regioni della «zona gialla»

Le misure dell’istituto di previdenza in Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna


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2' di lettura

L’Inps prende le contromisure per far fronte all’emergenza del coronavirus. L’istituto di previdenza - che ha istituito un “Comitato permanente” per monitorare la situazione in tutte le strutture territoriali - ha disposto la chiusura delle agenzie comprese nella “zona rossa” e dato disposizione a tutti i dipendenti che risiedono negli 11 Comuni “focolaio” di restare a casa. Servizi ridotti in Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna (la cosiddetta “zona gialla”) dove per le ispezioni «verrà privilegiata l’attività di accertamento in luoghi aperti». Sollecitazione a favorire ovunque lo smart working.

Chiusura nella «Zona rossa»
Nel messaggio inviato a tutte le strutture territoriali viene chiesto di «rimanere a casa» a tutti i dipendenti dell’istituto, gli stagisti e il personale di società esterne, ai medici in convenzione e fiscali che risiedono negli 11 Comuni individuati come focolaio (Codogno, Castiglione d’Adda, Casalpusterlengo, Fombio, Maleo, Somaglia, Bertonico, Terranova dei Passerini, Castelgerundo e San Fiorano in Lombardia e Vo' Euganeo in Veneto).

Servizi ridotti nella «zona gialla»
In Lombardia potrebbe essere limitato il numero di accessi alle sedi e così come i servizi allo sportello potrebbero essere sospesi. In Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna, invece, al fine di ridurre il rischio di contagio, dovrà essere garantito il solo sportello veloce. Per compensare le riduzioni dei servizi l’Inps sta predisponendo un servizio di call center.

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Sospese fino all’8 marzo le visite mediche di controllo domiciliare e ambulatoriale «considerato che tali visite potrebbero rappresentare un rischio per i medici fiscali e per quelli di sede e un possibile canale di diffusione dell’epidemia».

Smart working
Come per altre realtà lavorative, anche per l’Inps il cosiddetto smart working è una soluzione per far fronte all’emergenza. Per questo «tutti i direttori responsabili di strutture sono invitati a «favorire la modalità di lavoro agile» e si chiede di accelerare più possibile la consegna di apparecchiature che consentano l’attività a distanza.

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