tribunale di roma

Insulti social: il «vaffa» è sempre ingiuria, anche se in difesa di Mattarella

Sanzionato un carabiniere che aveva inveito contro il post di un utente di Facebook che criticava il Presidente della Repubblica

di Marisa Marraffino

Daspo a vita per gli insulti su instagram

Sanzionato un carabiniere che aveva inveito contro il post di un utente di Facebook che criticava il Presidente della Repubblica


3' di lettura

Difendere il prestigio del Presidente della Repubblica scrivendo «Vaffa.....» a chi lo critica costituisce ingiuria e dà luogo a un risarcimento del danno, quantificato in duemila euro dal Tribunale di Roma con la sentenza 2875 del 10 febbraio scorso.

Leggi anche

È successo a un carabiniere che si era sentito di “onorare” la più alta carica dello Stato, difendendolo dagli attacchi social di un avvocato e professore universitario che lo accusava di «negare le radici stesse della democrazia».

Il post contro il Presidente aveva generato molti commenti di odio e di condivisione da parte degli altri utenti di Facebook, fino a vere e proprie incitazioni alla violenza di piazza, tanto da portare il carabiniere a difenderlo fin troppo strenuamente.

Bilanciamento tra critica politica e l’onore
La pronuncia si inserisce all'interno del dibattito, acceso anche in giurisprudenza, sui limiti del diritto di critica politica. Se sono consentiti toni aspri di disapprovazione più pungenti di quelli comunemente usati negli altri contesti, questi non possono mai tracimare nelle offese gratuite.

Si tratta di effettuare un giudizio di bilanciamento tra diritti contrapposti: da una parte la critica, dall’altra l’onore e la reputazione, entrambi costituzionalmente garantiti.
La critica è consentita se resta ancorata ai fatti ed è espressa con un linguaggio corretto e non volgare. Se va oltre, fino all’invettiva, non è più legittima, come è stato ritenuto nel caso di specie.

Per il giudice del Tribunale di Roma, dottoressa Cecilia Pratesi, indirizzare un «vaffa....» a qualcuno, seppure sia un’espressione sdoganata da un utilizzo diffuso, «conserva una valenza obiettivamente denigratoria, se utilizzata in risposta ad affermazioni di tutt’altro tenore linguistico ed al di fuori di contesti giocosi o di veri e propri scontri verbali».

La sentenza

Visualizza

Non si applica la provocazione
È invece accettabile la frase «tu non sei nemmeno degno di leccargli i piedi» e non è considerata minatoria, anche se detta da un carabiniere, l'espressione «se scendi in piazza ci sarò anch’io, ma dall'altra parte».
In questi casi si tratta infatti di una contrapposizione di pensiero accettata tra utenti antagonisti dei social network.

Non trova invece applicazione l’esimente della provocazione che rende non punibili i delitti contro l'onore se la reazione deriva dalla provocazione altrui. Nel caso di specie, il solo fatto che il professore non abbia reagito ai commenti violenti degli altri utenti non significa che vi abbia aderito né che la scomposta reazione del carabiniere possa ritenersi giustificata.

Bisogna considerare il contesto
Attenzione allora a tutte le espressioni infelici che potrebbero non essere coperte dall’ombrello del diritto di critica se travalicano i confini della libertà di manifestazione del pensiero.

A rilevare è anche il contesto in cui la frase viene proferita. Nel caso di specie a contenere il danno è stata la considerazione che il post del professore aveva scatenato le reazioni scomposte degli altri utenti ai quali era seguita l' «uscita improvvida» del carabiniere. Quello patito dal professore è un momentaneo disagio – chiosa il giudice- che consegue al vedersi rivolgere una parola scorretta che si ritiene adeguatamente ristorato con la somma di duemila euro.

L’offesa è infatti «di così bassa caratura» da non poter generare una rilevante sofferenza nella vittima, ma non può comunque essere tollerata.
Gli utenti dei social sono avvisati, ancora una volta.

Altri articoli
Minacce antisemite, assegnata la scorta alla senatrice a vita Liliana Segre
Forza Nuova fa causa a Facebook dopo l'oscuramento dei profili

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti