obbligazioni

Intek e il bond che «scotta» per i risparmiatori

Il bond Intek è offerto in vari modi (come scambio o sottoscrizione) ai risparmiatori fino al 14 febbraio. Offre un rendimento del 4,5% e scade nel 2025. Non ha rating

di Morya Longo


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Il sito internet di Intek Group

3' di lettura

«Solo ottime ragioni per investire nel bond Intek 2025». La pubblicità per promuovere le obbligazioni che il gruppo Intek sta collocando ai risparmiatori ha senza dubbio uno slogan convincente. Quasi seducente. Ma in attesa di capire se le ragioni per comprare siano davvero «ottime», è anche giusto sottolineare alcune ragioni altrettanto «ottime» per mantenere invece un certo grado di cautela. Non si trovano nella pubblicità, certo, ma sono scritte nel Prospetto e nei documenti ufficiali di Intek. Quelli che nessuno legge mai davvero. Il Sole 24 Ore l’ha fatto.

Rifinanziamento in extremis
l bond, che offre un tasso d’interesse del 4,5% per una scadenza quinquennale e non ha un rating, viene emesso per rifinanziare un altro bond che scade il 20 febbraio. Nell’ultima semestrale del gruppo Intek si legge che il bond in scadenza ammonta a 101,7 milioni, ma ai tempi la società non aveva fondi sufficienti per rimborsarlo. «Intek - si legge nella semestrale - dispone di liquidità per euro 46,0 milioni, oltre ad essere previsti, entro la fine dell’esercizio, incassi di crediti dalla controllata KME SE e di depositi cauzionali per complessivi 18 milioni». A giugno la società era in trattative per ottenere un prestito bancario da 50 milioni e già annunciava l’intenzione di emettere un bond da almeno altri 50 milioni. Ora invece - si legge nel Prospetto - l’emissione è «fino a un massimo di 110» milioni, mentre per il prestito - alla data del prospetto - sono ancora «in corso negoziazioni». Come dire: la mano, per ora, la danno i risparmiatori.

Qui c’è un primo elemento curioso: se è consuetudine sul mercato rifinanziare i bond in scadenza emettendo nuove obbligazioni, è certo meno comune farlo a pochi giorni dalla scadenza del vecchio debito. Solitamente si fa con mesi d’anticipo. Vista così, questa sembra un’operazione in extremis. Dalla società, sentita dal Sole 24 Ore, gettano però acqua sul fuoco: «Avevamo fiducia nel successo dell’operazione - commenta Giuseppe Mazza, direttore amministrativo del gruppo Intek - ma avevamo comunque a disposizione altre soluzioni per il rimborso dei titoli obbligazionari in scadenza». Sta di fatto che il problema sembra non porsi più: fino ad oggi sono stati già sottoscritti dai risparmiatori bond per un totale di 66,5 milioni di euro (28 in scambio più 38,5 in sottoscrizione). Dunque la società dovrebbe avere soldi per rimborsare il titolo in scadenza. Stando almeno ai numeri della semestrale sulla liquidità.

Interessi e rating «junk»
Ma l’aspetto più interessante è dato dal tasso d’interesse: 4,5 per cento. Si tratta del rendimento giusto per compensare i rischi? Dato che Itek non ha un rating, è utile guardare un altro bond del gruppo: quello della società controllata al 99% KME Se. Intek è infatti una holding, che ha come principale partecipazione proprio la KME attiva nel settore del rame. È il prospetto stesso a dire che KME costituisce il 75% del totale attivo di Intek.

KME ha sul mercato un bond da 300 milioni, che ha un rating «B3» da parte di Moody’s e «B» da parte di Fitch. Rating «junk», «spazzatura». Se si guarda sul mercato si scopre che il bond di KME quota al 75% del valore nominale e che attualmente offre a chi lo compra un rendimento del 18%. Questo significa che il mercato, certamente illiquido, lo considera un bond che scotta. Tra l’altro il 3 gennaio proprio Moody’s ha abbassato l’outlook del rating, da «positivo» a «negativo». Qui viene la domanda: è corretto offrire ai risparmiatori il 4,5% di interessi per il bond Intek, quando una società interamente controllata dalla stessa Intek (e che costituisce il suo principale asset) ha sul mercato un bond che rende il 18% perché considerato dal mercato ad alto rischio?

Rischio KME
E qui si tocca un altro tema: la dipendenza del gruppo Intek dalla sua principale società, KME  appunto. «L’eventuale deterioramento della situazione economica (...) di KME potrebbe comportare un significativo impatto negativo» sul gruppo Intek e sulla sua «capacità di adempiere ai propri impieghi connessi al prestito obbligazionario». Queste parole sono scritte sul Prospetto del bond Intek. Che poi aggiunge: «Il verificarsi degli eventi oggetto di tale rischio sono considerati di media probabilità di accadimento». I rischi non mancano insomma. Lo dice il Prospetto. Ma non la pubblicità.

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