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Intel Capital, 120 milioni di dollari per le startup dell'AI

di Gianni Rusconi

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2' di lettura

Sono 14 le imprese tecnologiche innovative (nessuna italiana) che beneficeranno dei 117 milioni di dollari di nuovi investimenti annunciati da Intel Capital, il braccio venture del colosso del silicio californiano, in occasione dell'annuale Global Summit (giunto alla 19esima edizione) tenutosi in questi giorni a Phoenix. L'intelligenza artificiale, in svariate forme, è il denominatore comune per circa un terzo delle startup selezionate per la componente “disruptive” delle rispettive tecnologie in settori come l'assistenza sanitaria, il manufacturing, la progettazione dei chip e le applicazioni software.
La cinese (di Shanghai) Cloudpick Limited, per esempio, opera nel campo delle soluzioni per il retail e sviluppa tecnologie proprietarie di computer vision, sensoristica e machine learning finalizzate a realizzare negozi fisici ad elevata digitalizzazione, senza cassa e per esperienze di acquisto “grab-and-go”. In Silicon Valley, a Palo Alto, è invece nata e cresciuta SambaNova Systems, che sta realizzando un'avanzata piattaforma per l'esecuzione di applicazioni basate sull'intelligenza artificiale in qualsiasi industria verticale. I suoi fondatori, in gran parte esperti nella progettazione di sistemi hardware e software, provengono da aziende come Oracle e Sun Microsystems e dalla Stanford University. Sul fronte dei chip per l'AI lavora invece Untether AI, canadese di Toronto, fondata da un team di scienziati, ingegneri e imprenditori esperti del settore: sua un'architettura di processore completamente nuova e specificamente progettata eliminare i colli di bottiglia nel trasferimento dei dati all'interno di reti neurali. Stando a quanto confermano i diretti interessati, questa tecnologia è in grado di muovere i dati fini a mille volte più velocemente rispetto alle architetture tradizionali, garantendo prestazioni ed efficienza mai raggiunti fino a oggi. Ancora cinese, infine, è Zhuhai EEasy Technology Co. Ltd, startup che progetta Soc (Sytem on chip, la cui produzione di massa è attesa alla fine del 2019) finalizzati ad accelerare le capacità dell'intelligenza artificiale, l'elaborazione di immagini e grafica, la codifica e decodifica video e destinati a dispositivi smart e automobilistici.
Delle altre dieci aziende oggetto di investimento solo due non sono statunitensi, la britannica Polystream e l'israeliana proteanTecs. La prima è una startup votata a trasformare radicalmente il modo in cui i videogiochi e le applicazioni 3D vengono distribuite tramite il cloud grazie a una tecnologia che consente lo streaming di contenuti grafici interattivi su scala senza precedenti. La seconda ha sviluppato un rivoluzionario chip di telemetria per aumentare le prestazioni dei sistemi elettronici durante l'intero ciclo della loro vita. La sua specialità? Applicare algoritmi di apprendimento automatico ai dati generati da agenti software incorporati in questi sistemi per produrre “insight” mai raggiunti fino a oggi in termini di qualità, affidabilità e scalabilità.

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