formazione nell’ai

Intelligenza artificiale, competenze da creare in fretta

di Dino Pedreschi

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Epa


2' di lettura

Sul piano delle risorse umane legate all’intelligenza artificale si dovrebbe seguire l’esempio olandese e tedesco e lanciare un piano straordinario di reclutamento di professori e ricercatori specializzati. Nel gruppo di lavoro del Miur (di cui l’autore fa parte, ndr) è stato convenuto di stimolare la formazione interdisciplinare in data science e Ai ai vari livelli degli studi universitari, ma la scarsità di docenti e ricercatori è un ostacolo enorme.

In Germania e Olanda questa lacuna è emersa come prioritaria, e si stanno lanciando numerosi bandi di selezione di professori e ricercatori focalizzati su machine learning e data science. La Francia bandirà centinaia di posti da professore e migliaia di posti di dottorato. Occorre darsi rapidamente una mossa: l’emorragia di talenti, già forte, verso i paesi più risoluti nell’investimento sulle risorse umane è destinata ad acutizzarsi sempre più. Il nostro sistema è in grado di generare talenti e di esportarli con facilità e successo, ma il flusso è quasi esclusivamente in uscita. Persiste anche un grande problema di gender balance: le donne sono sotto-rappresentate nella ricerca in Ai e questo non è solo un problema per le donne, ma crea limiti insormontabili nell’immaginare la società e la tecnologia del futuro.

Esiste inoltre un grande problema di educazione sulle opportunità e i limiti dell’Ai che raggiunga il grande pubblico. Cos’è effettivamente? Che impatto avrà sulla mia vita e sul mio lavoro? Che impatto avrà sulla società? A queste domande cerca di rispondere un corso online, popolare e di alta qualità, lanciato dal programma Ai finlandese, Elements of Ai (https://course.elementsofai.com/). Dovremmo promuovere iniziative analoghe, rivolte in primo luogo a studenti e insegnanti, ma in generale alla cittadinanza, per sostenere un dibattito pubblico più consapevole.

Gli sviluppi dell’Ai stanno facendo emergere nuove industrie, trasformando tutte le altre e influenzando quasi ogni aspetto della nostra vita, con un potenziale denso di opportunità e pericoli. A seconda della direzione che prenderà, l’Ai potenzierà la nostra capacità di fare scelte consapevoli oppure ridurrà la nostra autonomia; espanderà l’esperienza umana oppure la rimpiazzerà; creerà nuove forme di attività oppure distruggerà il lavoro; aiuterà a redistribuire risorse e benessere oppure aumenterà la disuguaglianza; espanderà la democrazia oppure la metterà in pericolo. La strada giusta non sarà imboccata per caso, ma solo grazie a uno sforzo pubblico lucido e poderoso e una rinnovata fiducia nel sistema della ricerca scientifica e tecnologica.

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