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Intelligenza artificiale, intesa tra Emilia e Giappone

Gli accordi saranno presentati in primavera dal premier Shinzo Abe. Alleanza strategica di rilievo mondiale nei big data e nella ricerca

di Ilaria Vesentini


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L’installazione del supercomputer Marconi al Cineca di Bologna

3' di lettura

«È l’intesa più rilevante fra Italia e Giappone mai realizzata e un riconoscimento internazionale del polo emiliano-romagnolo dei big data e dell'intelligenza artificiale quale infrastruttura strategica per l'intero Paese e tutto il Sud Europa». Così Patrizio Bianchi, assessore regionale al Coordinamento delle politiche europee, università e ricerca, presenta i sette pre-accordi per lo sviluppo congiunto di attività scientifiche, tecnologiche e produttive che ha firmato la scorsa settimana con i principali protagonisti del Sol Levante nel campo del super-calcolo e delle scienze neurali, in una missione istituzionale tra Tokyo, Kyoto, Osaka e la prefettura di Ibaraki.

In queste aree si trovano Tsukuba, città che ospita uno dei più grandi tecnopoli al mondo e che catalizza la metà dei finanziamenti pubblici giapponesi destinati alla ricerca strategica; più a ovest Keihanna Science City, dove opera l'istituto nipponico di ricerca sull'intelligenza artificiale legata al linguaggio umano (Atr); nonché il più grande centro di ricerca al mondo di Ibm sull'invecchiamento della popolazione.

L'hub di Bologna, con il Big data technopole, che sta prendendo forma a nord delle Due torri nell'area dismessa dell'ex Manifattura tabacchi, sta a sua volta diventando l'asse portate del sistema scientifico non solo italiano ma comunitario, tra il data center del centro meteo europeo; i supercomputer di Cineca e Infn (nel 2020 arriverà Leonardo, uno dei tre più potenti supercalcolatori ad alte prestazioni pan-europei, 240 milioni di investimento, metà a carico del Miur e metà dell'Ue); il centro di coordinamento del Cherenkov Telescope Array (il più grande osservatorio mondiale per raggi gamma, 118 telescopi in rete), «e Ibm aprirà all'interno del tecnopolo il centro europeo sull'invecchiamento che lavorerà in rete con le strutture di Kyoto e Zurigo» anticipa l'assessore.

È con la bandiera tricolore e quella europea che la Regione Emilia-Romagna si è presentata in Giappone, tappa di un tour mondiale per trovare partner scientifici che l'anno scorso ha fatto rotta in California e che a metà settembre prossimo condurrà lo staff del Governatore Bonaccini in Canada per un incontro internazionale sui big data. «Siamo un Paese che continua a sottostimare la propria eccellenza in questo campo: siamo tra i soli cinque soggetti europei e i 14 a livello mondiale che si confrontano annualmente sul tema del supercomputing. E qui a Bologna - rimarca Bianchi - dovremo iniziare a pensarci come “Città della scienza” e a studiare un brand che ci valorizzi. Non è un giochino per scienziati, perché quando si parla di infrastrutture e potenza di calcolo, di big data e intelligenza artificiale si discute del futuro della vita quotidiana di tutte le persone sul pianeta. I giapponesi sono più forti di noi sul tema del welfare e dell'invecchiamento, noi invece completiamo le loro competenze nel campo dell'energia, del cambiamento climatico e dei sistemi complessi e la gestione delle città: saranno questi i filoni di collaborazione».

I pre-accordi firmati nei giorni scorsi saranno inviati a breve alla Farnesina per la ratifica e saranno operativi da subito, anche se avranno il loro momento solenne il prossimo aprile 2020, quando a Tokyo il governo di Shinzo Abe li presenterà in occasione di un grande incontro scientifico tra Italia e Giappone. A sottoscrivere le intese sono state da un lato le Università di Kyoto e Tsukuba, le città della scienza di Tsukuba e Keihanna, le Prefetture di Ibaraki e di Kyoto e l'Airc di Tokyo (il Cnr giapponese dedicato all'intelligenza artificiale); dall'altro lato la Regione Emilia-Romagna e la sua società per l'attrattività e la ricerca Art-Er, l'Associazione Big Data (che riunisce il 90% della capacità di calcolo italiano tra atenei e istituti di ricerca), le università di Bologna, Modena, Parma e Ferrara. La partnership ha potenzialmente grandi risvolti anche per il mondo delle imprese italiane, «perché abbiamo competenze produttive nei comparti di interesse nipponico che ci spalancano opportunità di business su scala mondiale, grazie ai punti di contatto diretti che abbiamo ora in Giappone» fa notare Bianchi. E conclude smorzano le preoccupazioni legate alla notizia dei 38 milioni di euro di contenzioso del Cineca con il Miur: «Non è in discussione l'arrivo del supercomputer Leonardo, si tratta di una partita tutta interna al ministero, un problema di mera rendicontazione, ma chiediamo attenzione al nuovo Governo perché il Cineca non è una ditta di frutta e verdura, ma il gestore del sistema scientifico italiano che fa capo a tutte le università del Paese e il centro scelto dall'Europa per il supercalcolo».

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