riqualificazione urbana

Inter e Milan, nuovo incontro con il Comune per rimodellare lo stadio San Siro

In una Milano alle prese con le tragiche conseguenze della pandemia di Covid-19, Milan e Inter hanno incontrato in teleconferenza i tecnici di Palazzo Marino per condividere l’avanzamento del progetto del Nuovo Stadio

di Marco Bellinazzo

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In una Milano alle prese con le tragiche conseguenze della pandemia di Covid-19, Milan e Inter hanno incontrato in teleconferenza i tecnici di Palazzo Marino per condividere l’avanzamento del progetto del Nuovo Stadio


3' di lettura

In una Milano alle prese con le tragiche conseguenze della pandemia di Covid-19, Milan e Inter hanno incontrato giovedì 16 aprile in teleconferenza l’Amministrazione Comunale per condividere lo stato di avanzamento del progetto del Nuovo Stadio di Milano. Un progetto che oggi «assume una rilevanza ancora più strategica nell’ottica dell’auspicata ripresa economica della città», come recita la nota emessa dai due club dopo la riunione.

Rifunzionalizzazione del Meazza
Come richiesto dall’Amministrazione Comunale, sono stati presentati ulteriori approfondimenti sulla rifunzionalizzazione del Meazza, nel quadro del più ampio progetto di un Nuovo Stadio per Milano a San Siro e di un nuovo distretto dedicato allo sport e all’intrattenimento. Un nuovo incontro con l’Amministrazione Comunale è previsto nelle prossime settimane. I due club, rappresentati rispettivamente dal presidente Paolo Scaroni e dall'ad corporate Alessandro Antonello, nei mesi scorsi si sono detti disponibili ad accogliere, per quanto possibile, le richieste del Comune sulla conservazione e «rifunzionalizzazione» dell'attuale impianto e hanno depositato a Palazzo Marino lo scorso gennaio i progetti degli studi Populous e Manica-Cmr rivisitati.

L’icona di San Siro
L’attuale impianto non sparirà del tutto dal paesaggio urbanistico della zona e diventerà l'epicentro di uno «Sport Entrarteinment District Park», una cittadella aperta gratuitamente ai cittadini con attività sportive non professionistiche, dal calcetto al paddle, dall'atletica al basket, dal climbing al volley. Architettonicamente verranno abbattuti il terzo anello e le torri, mentre resterà in piedi il perimetro costituito dai due anelli storici con le rampe elicoidali che danno verso l'area del trotto (alcuni di questi spazi potrebbero anche ospitare il museo o i negozi). Sul lato opposto, invece, la struttura sarà aperta, come una sorta di piazza che si aprirà visivamente verso il nuovo stadio. La struttura, dunque, sarà destinata prevalentemente a funzioni sportive di base e a funzioni di intrattenimento per far vivere il distretto di San Siro 365 giorni all’anno, in ottica di servizio e beneficio per la cittadinanza.

L’equilibrio economico
L’impatto delle eventuali misure edilizie compensative, come previsto dalla legge stadi cui hanno fatto ricorso i due club, diventano ora i nodi da sciogliere. Con la demolizione parzial ci sarà un aggravio dei costi a carico dei proponenti (per l’abbattimento totale di San Siro era prevista una spesa di circa 45 milioni), ma si dovrebbe restare ancora nell'ordine di 1,2 miliardi. Dopo l’ok al pubblico interesse e con il via libera del Consiglio comunale arrivato il 28 ottobre scorso, sussiste il permesso di costruire un nuovo impianto da 90mila metri quadri. Ma va trovata la soluzione ottimale sugli altri spazi, soprattutto sotto il profilo della sostenibilità. Il Comune andrà garantito ad esempio rispetto al valore patrimoniale da 100 milioni dell’attuale struttura.

Volumetrie edificabili
Tutto o quasi quindi passerà dalle volumetrie edificabili. Tra le 16 condizioni poste il 3 dicembre scorso dal Comune c'è il rispetto dell'indice di utilizzo del territorio predisposto dal Pgt (Piano di Governo del Territorio) pari a 0,35. Nel piano di fattibilità dei club il rapporto tra il volume fabbricabile e la superficie dell'area è invece pari a 0,70. Nei masterplan di Inter e Milan, tra le altre cose, è prevista la costruzione di un centro commerciale da 65mila mq e di altri spazi per intrattenimento-uffici-albergo di circa 85mila. L'incidenza di queste costruzioni è più bassa del livello di edificazione autorizzato dal Comune di Milano tra il 1988 e il 2011 (dalla giunta Pilliteri a quella Moratti, passando da quelle Albertini e Formentini) per le opere che hanno rivoluzionato in questi anni il volto cittadino, da Porta Nuova (1,65) a City Life (0,79), dalla Bicocca (0,95) a Cascina Merlata (0,71). Sarà ora da capire se a fronte dello sforzo e della buona volontà dimostrata dai due club con la rifunzionalizzazione sia pure parziale di San Siro ci sarà da parte del Comune un maggiore grado di comprensione verso le esigenze finanziarie delle due società e si troverà un punto di incontro su questi indici.

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