il graffio del lunedì

Inter-Juve, va in scena il sorpasso. Un po’ di confusione in casa Sarri?

Le romane segnano, divertono e crescono. E anche quando non brillano, come la Roma col Verona, comunque vincono. Sono la terza e quarta forza del campionato: non sarà facile fermarle

di Dario Ceccarelli


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(ANSA)

2' di lettura

Eccolo qua il Sorpasso. Come nello stupendo film di Dino Risi, con Vittorio Gassman che fa le corna. Un bel colpo di clacson e la Juventus, superata da questa super Inter (galvanizzata dalle frustate di Antonio Conte e dalla doppietta di Lautaro), e la Juventus si ritrova alle corde con lo sguardo stordito di Gigi Buffon, 41 anni, grandissimo portiere ma anche ultimo terminale di una super papera collettiva di mezza difesa bianconera che apre la strada al pareggio del Sassuolo.

Le papere capitano a qualsiasi età, sia chiaro; ma quando arrivano a 41 anni, e dagli osanna degli adulatori passi a Quota Cento degli invidiosi, fanno ancora più male. E una legge crudele della vita, che infatti colpisce non solo nel calcio. Basta guardare nella porta del Sassuolo dove Stefano Turati, 18 anni, all'opposto è la faccia della felicità. Nel giorno dell'esordio gioca contro i suoi idoli, para quasi tutto e soprattutto, ha il futuro spianato davanti a sé, come nelle autostrade di una volta, quelle che ti portavano dritte alla meta, senza che una frana o uno smottamento ti costringessero al dietrofront (se ti va bene, ovvio.)

Turati, primo portiere nato dopo il 2000 ad aver esordito in A, racconta anche d’aver ricevuto i complimenti proprio da Buffon che, molto sportivamente, gli ha detto d'esser stato “bravissimo”. Sul rigore di Ronaldo, Turati è stato battuto. Pazienza, è l'unico modo con cui CR7 ultimamente riesce a segnare. È un periodo un po' così per il Fenomeno, poco fenomenale, diciamo. Ma non deve preoccuparsi perchè Sarri ha detto che Lui non si tocca, “perchè Ronaldo è chiaramente qualcosa di diverso”.

Però anche Sarri deve mettersi d’accordo con se stesso. Una volta lo sostituisce, quella dopo dice che Ronaldo è intoccabile. Forse c'è un po' di confusione in casa bianconera. I soliti nostalgici, che prima lo fischiavano, ora rimpiangono Allegri. Il calcio è proprio una scienza strana. Anzi, come si dice adesso, è una materia liquida…

Guardare il Milan: più liquido del Milan è difficile trovare qualcosa nell'Universo. Contro il Parma tira in porta per 88 minuti senza mai far gol. Uno sfinimento. Alla fine, dopo un triplo rimpallo, che neanche a flipper, Hernandez la butta dentro. Tre punti, secondo successo per Pioli. Una vittoria pesante che potrebbe diventare una ripartenza. L'unico che non cambia è il polacco, Piatek, sempre a secco, l'unico essere umano a secco in questo piovosissimo autunno. Nel mercato di gennaio, meglio trasferirlo nella Protezione Civile.

Mentre il Napoli, in coerenza con il clima, continua ad affondare, sconfitto in casa dal Bologna, è ora di parlare di Lazio e Roma, le uniche realtà che tengono alta la bandiera del Campidoglio. Segnano, divertono e crescono. E anche quando non brillano, come la Roma col Verona, comunque vincono. Sono la terza e quarta forza del campionato: non sarà facile fermarle. Una prima resa dei conti arriva la prossima settimana con la doppia sfida: Lazio-Juventus e Inter-Roma. Un incrocio della verità. Una sfida Capitale verso la strada dello scudetto.

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