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Inter, Spalletti: "Icardi deve essere dentro il concetto di squadra, come Ranocchia"

a cura di Datasport


3' di lettura

Dopo la vittoria in Europa League sul Rapid Vienna, in casa Inter è tempo di pensare al prossimo impegno di campionato. Domani alle 18 a San Siro arriva la Sampdoria, avversario temibile che non sta attraversando un gran momento ed è reduce dalla sconfitta interna contro il Frosinone. A tenere banco, ancora una volta, è la questione Icardi, dopo il colloquio di ieri tra l'allenatore, il calciatore e la Società. Passaggio doveroso sullo spiacevole episodio avvenuto in mattinata che ha visto protagonista Wanda Nara ( un sasso lanciato contro la sua auto), Spalletti in conferenza stampa sottolinea: "So che a voi interessano queste vicende. Spero che la giustizia intervenga e punisca chi ha compiuto questo grave gesto. Lato umano a parte, a noi interessa il campo, la squadra e la maglia che indossiamo". L' INCONTRO- "Purtoppo devo ripetere gli stessi concetti, per noi è stata una scelta dolorosa e difficile da prendere. Per il ruolo che hai e professionalmente ti chiami in un modo, all'interno del contesto bisogna essere giusti e corretti, nei confronti dell'Inter e del gruppo. Abbiamo le finestre aperte per i nostri giocatori, ma abbiamo anche i portoni aperti. La decisione non è contro icardi ma in favore dell'Inter. Non è il singolo calciatore che determina, è la squadra, l'insieme. E' stato un argomento di cui abbiamo discusso ieri, ma non entro ovviamente nei dettagli. Sapevamo cosa era successo, ma non potevamo fare diversamente. Icardi ha un problema fisico, al momento non è in condizione di giocare e non sarà convocato per via di questa infiammazione. Per rientrare a pieno regime deve essere dentro il contesto di squadra, ci sono dei passaggi da dover fare perchè serve rispetto tra i compagni. Non mi aspetto niente, ci sono dei capisaldi ai quali credo e per i quali bisogna sempre mettere al centro l'Inter. Secondo me è abbastanza semplice quello che deve fare, ma non dobbiamo distogliere l'attenzione dalla Sampdoria. La squadra ha reagito bene, ci sono dei leader come Ranocchia che è il nostro vero capitano nello spogliatoio, Borja Valero, Handanovic. Giocatori che sanno stare dentro lo spogliatoio. Analogie con Totti? Non sono stato io a prendere questa decisione, non ci sono analogie con la Roma".LAUTARO- "Icardi e Lautaro sono due giocatori che possono giocare insieme e sono molto simili per caratteristiche. Adesso bisogna vedere se Lautaro ha la stessa cattiveria agonistica davanti la porta. Gli ingredienti ci sono, ha un carattere ben definito, una personalità forte ed una buona capacità di giocare fuori dall'area. Lo abbiamo visto a Vienna, ha preso la palla deciso per battere il rigore dopo averlo sbagliato contro la Lazio. Il gesto dimostra che ha convinzione e non ha paura. Questo non vuol dire che possiamo fare a meno di Icardi. Fin quando sarà all'Inter noi lo vorremmo utilizzare, nel bene della squadra per conseguire gli obiettivi prefissati. Bisogna anche sottolineare i gol non subiti grazie ad un solido reparto difensivo, ci si sofferma su chi segna ma non tanto su chi lavora per non subirne: i vari Skriniar, Handanovic, Ranocchia che è un gran professionista ed al quale faccio i migliori auguri per il suo compleanno. Lautaro è un mio calciatore, uno di quelli che si butta nel fuoco senza timore di prendere colpi. Anche per Keita dobbiamo aspettare, non sarà a disposizione domani".SAMPDORIA-"Non dobbiamo farci distrarre da altre situazioni. Lottano per l'Europa, hanno un allenatore molto bravo come Giampaolo. SIcuramente sono più attenti al mercato in uscita che in entrata, vedi la cessione di Skriniar. Bisogna stare attenti, perchè sono una squadra temibile. Sabarini? Ci sentiamo sempre, è una di quelle persone che come con Marotta abbiamo un bellissimo rapporto. Diversamente da quello che pensate voi quando scrivete che sono contro il nostro amministratore delegato. Assoluto rispetto dei direttori che ho avuto e li sento spesso anche adesso. Reazione? La squadra ha reagito già a Vienna. Chiaro che non è facile tenere l'equilibrio in una squadra come la nostra che ancora non è così solida. Dobbiamo essere bravi a guidare, soprattutto quando succedono questi episodi. Parma e VIenna sono segnali di passi avanti dal punto di vista mentale". A cura di Giovanni Parisio

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