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Intercettazioni e sanzioni alla stampa, Salvini: abbassare i toni, basta scontri

«Colpire gli abusi ed evitare che alcuni tribunali vengano utilizzati dalla politica, senza però fare di tutta l’erba un fascio», dice il leader della Lega

3' di lettura

Abbassare i toni, evitare lo scontro tra politica e magistratura che non avrebbe ancor più senso oggi, dopo la cattura, inseguita per 30 anni, del super boss Matteo Messina Denaro, anche grazie alle intercettazioni. Ed evitare bavagli ai media, mettendo alcune regole sì ma salvaguardando la libertà di stampa. La Lega interviene nel dibattito sulle intercettazioni dopo che negli ultimi giorni hanno fatto discutere le parole del Guardasigilli circa la volontà di circoscrivere l’uso di queste ultime ai reati di mafia e terrorismo. Una posizione, quella di Nordio, che non sarebbe del tutto in linea con quella del governo e di alcuni partiti di maggioranza, FdI innanzitutto con anche la premier Meloni, mentre Forza Italia è con il ministro Nordio su una linea più fortemente garantista.

Salvini: serve riforma con magistrati e avvocati

«C’è profondo bisogno di una riforma della giustizia fatta con magistrati e avvocati non l’uno contro l’altro», dice Matteo Salvini. Sulle intercettazioni in particolare secondo il leader della Lega «bisogna colpire gli abusi ed evitare che alcuni tribunali vengano utilizzati dalla politica, senza però fare di tutta l’erba un fascio. Penso che il 2023 debba essere un anno in cui tutti i corpi dello Stato lavorino assieme, quindi se c’è qualche errore lo si punisce, ma tornare indietro nello scontro non aiuta nessuno».

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Ostellari: serve responsabilità, no a bavaglio

«La qualità di una democrazia si misura anche dalla libertà della stampa di pubblicare notizie e opinioni scomode. Certo, servono delle regole, perché non può esistere il diritto alla gogna. La soluzione tuttavia va individuata senza mettere il bavaglio ai tanti professionisti dell'informazione che contribuiscono a rendere la nostra società più informata e quindi più vigile» aggiunge Andrea Ostellari, sottosegretario di Stato alla Giustizia e senatore Lega. «L’Italia non ha bisogno di conflitti e divieti, ma di serenità, crescita e fiducia nel futuro. Concentriamoci per raggiungere questi obiettivi, assicurando alla magistratura tutti gli strumenti utili a svolgere, con efficacia, la sua necessaria funzione. Sulla qualità e le caratteristiche di questi strumenti la politica deve avere il diritto di discutere. Facciamolo con responsabilità e pacatezza».

Delmastro: basta abusi, sanzioni anche a giornali

«Non c’è ancora un progetto di legge in cantiere, parliamo di misure allo studio dell’esecutivo. L’intenzione, in ogni caso, non è quella di togliere ai pubblici ministeri uno strumento fondamentale per le indagini come le intercettazioni. Piuttosto, c’è la necessità di rimettere mano a una riforma, quella entrata in vigore nel 2020, che evidentemente non ha funzionato, visto che anche oggi (ieri, ndr) leggiamo sui giornali conversazioni private che nulla hanno a che fare coi reati contestati agli indagati». Così in’intervista a Il Messaggero il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro. «Innanzitutto occorre capire da dove nascono queste fughe di notizie, che nulla hanno a che fare col merito delle inchieste. Anche attraverso l’Ispettorato generale del ministero, per verificare che non escano dalle procure. Il punto è delicato, ci confronteremo presto col ministro Nordio che da ex pm conosce bene questi temi. Ai quali, lo ribadisco, intendiamo mettere mano con equilibrio, perché toccano da vicino il diritto di cronaca che nessuno intende limitare».

«Confronto con l’Ordine dei giornalisti»

«Oltre ai controlli, ritengo che la pubblicazione di stralci di intercettazioni non pertinenti dovrebbe diventare un illecito civile - spiega Delmastro - Chi si rende responsabile di quella pubblicazione, dovrebbe esserne considerato il responsabile. Personalmente sarei favorevole all’introduzione di sanzioni, nel momento in cui si dimostra la responsabilità della diffusione della conversazione privata. La materia va studiata con attenzione: vogliamo agire con la massima prudenza. E le sanzioni non sono l’unico strumento. Penso all’avvio di una stagione di confronto con l’Ordine dei giornalisti, per definire regole deontologiche più stringenti».

Faraone (Az-Iv): danni solo da uso distorto

«Chi mette in discussione le intercettazioni come strumento d’indagine è chi ne fa un uso distorto, non chi, reputandole indispensabili, vuole impedirglielo», scrive su Twitter Davide Faraone, deputato di Azione-Italia Viva.

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