il decreto al senato

Intercettazioni, nuova offensiva di Iv: slitta il voto in aula

Solo in serata la maggioranza ha trovato un intesa sul decreto intercettazioni, tradotto in un subemendamento all'emendamento del relatore firmato dai quattro capigruppo in Commissione, compreso Giuseppe Cucca di Italia Viva

di Andrea Gagliardi

Intercettazioni, ecco cosa cambia

Solo in serata la maggioranza ha trovato un intesa sul decreto intercettazioni, tradotto in un subemendamento all'emendamento del relatore firmato dai quattro capigruppo in Commissione, compreso Giuseppe Cucca di Italia Viva


2' di lettura

L’offensiva dei renziani sulla giustizia alza anche i toni. Al Senato scoppia la bagarre in commissione Giustizia sul decreto intercettazioni, che deve essere convertito entro la fine del mese, passando anche alla Camera. Ma il renziano Davide Faraone si scatena contro Piero Grasso di Leu e contesta la sua proposta di cambiare un passaggio del decreto che affronta il tema delle registrazione tramite trojan fatte perché autorizzate per un reato, ma che poi ne rivelano un altro.

Faraone: chi forza spacca maggioranza
«A scanso di equivoci. Noi votiamo la fiducia su DL intercettazioni come chiesto dal Governo. Per cambiarlo serve il consenso di tutti. Chi forza a colpi di emendamento spacca la maggioranza. Sì fiducia, no provocazioni» così su twitter il presidente dei senatori di Italia Viva Davide Faraone.

Nuovo emendamento, stop a quello Grasso
Alla fine il relatore al decreto intercettazioni Michele Gianrusso ha presentato in Commissione Giustizia del Senato un nuovo emendamento che riformula quello di Pietro Grasso, criticato da Iv. «Abbiamo trovato un
equilibrio ragionevole» ha detto il sottosegretario Andrea Giorgis. Di conseguenza viene ritirato l’emendamento dell’esponete di Leu.

Iv: sì a testo Bonafede, no ad altro
Ma Iv ancora non ci sta. «Ci va bene il testo di Bonafede uscito dal Cdm o un testo che rispetti la sentenza della Cassazione, non capiamo perché ci si intestardisca su altro» dichiarano fonti di Italia viva, dopo la presentazione della riformulazione dell'emendamento sulle intercettazioni in Senato.

Accordo maggioranza su subemendamento
Solo in serata la maggioranza ha trovato un intesa sul decreto intercettazioni, tradotto in un subemendamento all'emendamento del relatore firmato dai quattro capigruppo in Commissione, compreso Giuseppe Cucca di Italia Viva. Il testo del relatore stabilisce che le intercettazioni disposte per un processo «non possono essere utilizzate in procedimenti diversi da quelli nei quali sono stati disposti, salvo che risultino indispensabili per l’accertamento di delitti per i quali è obbligatorio l'arresto in flagranza» o per reati molto gravi come lo spaccio di sostanze stupefacenti, contrabbando, pedopornografia, usura.
Il subemendamento introduce una restrizione procedurale nel
senso che tali intercettazioni devono non solo essere «indispensabili» all'accertamento del reato, ma anche «rilevanti».

Slitta Aula, mercoledì voto Commissione
Fatto sta che la Commissione Giustizia del Senato ha fissato a mercoledì alle 9,30 il termine per presentare i sub emendamenti all’emendamento del relatore al decreto intercettazioni, mentre il voto inizierà alle 13,40 circa. Slittano quindi i lavori d’Aula sul decreto inizialmente previsti per questo pomeriggio.

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