Beauty

Intercos cresce nei primi nove mesi dell’anno, ma pesa la crisi della supply chain

L’ad Semeraro: «L’approvvigionamento dei componenti per la produzione, dal packaging ai siliconi fino ai coloranti, ha raggiunto livelli imprevedibili. E questo non ci ha permesso di concretizzare appieno il lavoro svolto»

di Marika Gervasio

3' di lettura

Ricavi a 485,4 milioni di euro in crescita del 10,7%, Ebitda a 70,6 milioni (+13,3%), con un margine sui ricavi pari al 14,5% e una posizione finanziaria netta pari a 180,1 milioni, in miglioramento rispetto ai 194 milioni al 31 dicembre 2020 (-7,2%): così Intercos - che da pochi ha esordito su su Euronext Milan - ha chiuso i primi nove mesi del 2021.

Make-up protagonista

In particolare, il make-up ha registrato ricavi pari a 296,9 milioni in crescita dell’11,6% grazie agli effetti positivi derivanti dall’allentamento delle misure restrittive (lockdown, distanziamento sociale e obbligo di indossare le mascherine) introdotte per il contenimento della diffusione della pandemia che avevano,invece, determinato un significativo calo dei volumi di vendita nel 2020. Le maggiori venditesono state realizzate grazie alla forte crescita della domanda in America, nonché alla continua espansionenel mercato cinese. In queste due regioni è stato rilevante il successo di alcuni progetti strategici con marchi emergenti e multinazionali.

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Lo skincare, che ha raggiunto un valore di 93,7 milioni in crescita del 33,7% prevalentemente imputabile al contributo alle vendite effettuate dai clienti attraverso il canale e-commerce; alla contribuzione del consolidamento di Intercos Korea Inc. per i primi nove mesi del 2021 con 18,6 milioni; e alla crescita registrata dal mercato dello skincare, che si è confermato essere quello meno esposto agli effetti della pandemia. In calo, invece, il segmento corpo e capelli (94,8 milioni, -7,4%) sostanzialmente dovuto a minori vendite di igienizzanti per le mani (che nel corso del 2020 avevano registrato un importante incremento poiché appartenenti a categorie di prodotto rivolte ad arginare le possibilità di contagio). Al netto delle vendite di questi prodotti il comparto ha, infatti, avuto una crescita del 4,4%.

I mercati esteri

I ricavi del gruppo per l’area Emea - primo mercato di sbocco - sono scesi dell’1,7% a 240,1 milioni a causa principalmente del calo delle vendite nel primo trimestre 2021 per effetto di una minore raccolta di ordini avvenuta negli ultimi tre mesi del 2020, periodo in cui era in corso la seconda ondata delle pandemia, il cui effetto risulta solo parzialmente compensato da una crescita dei ricavi generati a partire dal secondo trimestre 2021 quando in Europa sono state avviate le riaperture, in concomitanza con l’accelerazione della campagna vaccinale. Nelle Americhe si sono raggiunti i 154 milioni in crescita del 16,2% grazie alla ripresa che ha caratterizzato l’area per effetto delle riaperture e dalle campagne vaccinali intraprese con largo anticipo rispetto alle altre aree geografiche. Ciò ha guidato un incremento significativo delle vendite principalmente per effetto della crescita dei clienti multinationali rispetto allo stesso periodo del 2020, anche grazie al successo di importanti progetti che hanno superato le aspettative del gruppo. Una crescita importante ha messo a segno l’Asia (91,3 milioni, +47,5%).

Il commento dell’ad

«Il 2021 è un anno sicuramente atipico per tutte le aziende del settore, caratterizzato da un primo trimestre ancora marcato dagli effetti della pandemia e da una successiva fortissima accelerazione della domanda che ha però causato una forte crisi globale dei trasporti e della supply chain - commenta l’amministratore delegato di Intercos, Renato Semerari -. In questo contesto, abbiamo registrato una crescita dei ricavi consolidati a doppia cifra nonostante un effetto valute a noi sfavorevole. Inostri risultati non riflettono ancora pienamente la ripresa post-Covid della società. L'andamento del nostro ingresso ordini e la totalità del portafoglio sono ben più positivi del nostro trend di ricavi, in quanto già superiori ai livelli del 2019».

E aggiunge: «La crisi della supply chain è infatti peggiorata progressivamente raggiungendo nuovi picchi nelle ultime settimane. L'approvvigionamento dei principali componenti per la produzione, dal packaging ai siliconi alla mica fino ai coloranti, ha raggiunto livelli assolutamente imprevedibili. E questo non ci ha permesso di concretizzare appieno tutto il lavoro svolto dal nostro team. Purtroppo, queste difficoltà sono previste perdurare per i prossimi mesi, costringendoci a continui sforzi per minimizzarne le conseguenze. Intercos rimane comunque focalizzata sul suo sviluppo di lungo periodo, mantenendo un ritmo sostenuto di innovazione e di promozione ai clienti».

«Nel trimestre abbiamo presentato a oltre 143clienti su base mondiale la nostra collezione Revolution Reloaded che conteneva 128 nuove formule e che ha generato moltissimo interesse - conclude l’ad -. Sul lato commerciale abbiamo anche finalizzato le negoziazioni con i nostri clienti per gli aumenti dei listini prezzo, volti a compensare la spirale inflattiva cominciata nel corso dell'estate. Inoltre, abbiamo continuato a lavorare sulla nostra roadmap di Digital Transformation, facendo dei passi molto promettenti sia sul progetto di AI che di Intercos Intelligence. Al contempo è proseguito il progetto di M&A dello stabilimento indiano che è ormai prossimo al closing. Tutto questo, in un periodo molto intenso che è culminato con il nostro ingresso in Borsa e ha posto solide basi per la crescita di lungo periodo dell’azienda».

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