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Interesse per il Novecento italiano, segnali di risveglio per l’Ottocento

di Stefano Cosenz


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Cambi - Giovanni Fattori, olio, “Tre Cavalieri”, 27x52 cm, venduto per 44mila euro contro una stima di 30-35mila

4' di lettura

Il Novecento e l'arte moderna e contemporanea continuano a generare importanti risultati nelle aste nazionali. Alcune case d'asta preferiscono associare all'arte del XX secolo anche il XIX secolo, considerandolo più vicino al moderno rispetto alla pittura antica. Tra queste Cambi Casa d'aste ha dedicato il 2 aprile a una vendita di dipinti del XIX e XX secolo puntando sull'evoluzione della pittura del secondo ‘800, ovvero dagli Impressionisti ai Macchiaioli, che hanno portato in scena il Realismo.

Record per un lavoro preparatorio di Severini. Già a gennaio dal 12 al 27 una vendita dedicata ai dipinti del XIX e XX secolo, all'arte moderna e contemporanea, è stata organizzata da Meeting Art di Vercelli, che ha totalizzato 2.405.080 euro con l'80% di lotti venduti. Protagonisti della vendita sono stati Emilio Scanavino, con un olio del 1956, “Fluorescenza”, 160 x 200 cm, aggiudicato per 73.800 euro (contro una base di 60mila); Emilio Vedova, con una tecnica mista su tela 100 x 80 cm del 1983, “Senza titolo”, aggiudicata per 86.100 euro (contro una stima di 70mila). Di particolare importanza una tempera su cartoncino 63,5 x 78 cm di Gino Severini del 1958-59, “Lo spazio aereo unisce tutti i popoli”, uno dei pezzi preparatori per un pannello di maggiori dimensioni destinato alla società area KLM, sede di Roma, aggiudicato per 250.929 euro (base a richiesta).
Un'altra vendita di arte moderna e contemporanea da parte della casa di Vercelli è stata organizzata dal 2 al 17 marzo, con un fatturato di 1.459.050 euro e l'80,7% di lotti venduti. Un olio su tela di Tancredi del 1956-57, “Senza titolo”, 59 x 79 cm, è stato aggiudicato per 110.700 euro, mentre un olio su tela di Sebastiano Matta del 1971, “M'Orbite”, 100 x 92 cm, è stato portato via per 93.480 euro. Una piccola vendita dedicata alle opere del XIX e XX secolo è seguita il 30 e 31 marzo con un aggiudicato di 198.350 euro e l'81% dei lotti venduti: un'opera di Lorenzo Delleani, “Elevazione (o ritorno del gregge sotto la luna” del 1885, 104 x 135cm, è stata aggiudicata per 35.670 euro.

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Nelle vendite del 1° trimestre di Pananti di Firenze dedicate all'arte moderna e contemporanea e alle armi antiche, con un fatturato di 718.500 euro, i dipinti hanno registrato un venduto del 45%: top lot, un olio su tela di 46,8 x 38,5 cm di Maurice Utrillo del 1919, “Eglise de village” venduta per 48.750 euro contro una stima di 40-60mila, e un olio su tela di Carlo Carrà del 1960, “Marina”, aggiudicata a 41.250 euro contro una stima di 40-50mila.

Una veduta di Venezia dell'800 di Giuseppe Coen brucia le stime. Il 2 aprile Cambi Casa d'aste di Genova ha esitato 134 lotti dedicati ai dipinti del XIX e XX secolo, col 90% del venduto sul valore e un risultato finale che supera i 560mila euro. Tra le firme importanti, il grande maestri livornese Giovanni Fattori era presente con alcune opere che ben caratterizzano l'evoluzione della sua cifra espressiva dalla fine degli anni '70 all'inizio dei primi del ‘900. Superando le previsioni, il suo olio “Tre Cavalieri” 27 x 52 cm è stato venduto per 44mila euro contro una stima di 30-35mila. “La famiglia Dupré in giardino”, olio su tavoletta del 1880 di Silvestro Lega, 38 x 29,2 cm ha più che raddoppiato la stima di 15-18mila euro, passando di mano per 40mila euro. Molto apprezzato anche Ruggero Panerai con il dipinto su tela “Soldati a cavallo” 66 x 100 cm venduto per 32.500 euro contro una stima di 25-3mila. Risultati ben superiori alle aspettative per Giuseppe Coen con un olio su tela 50 x 73 cm del 1855, “Veduta di Venezia”, che da una stima di 800-1.000 euro è volato a 17.500 euro. Top lot dell'asta il piccolo olio su tela di Pierre-Auguste Renoir del 1896, “Arbre a Cagnes, au loin la mer”, 14,5 x 14,5 cm, stimato 35-45mila euro e venduto per 47.500, che ha suscitato molto interesse.

Maria Lai continua a brillare nelle aste nazionali. Il 9 aprile è stata la volta di Capitolium Art di Brescia con un'asta di arte moderna e contemporanea che ha totalizzato 896.063 euro, il 57% di lotti venduti, il 64% sulle riserve. La partecipazione di clienti stranieri ha registrato il 23% dei lotti venduti e il 26% sulle aggiudicazioni. Come ha dichiarato Gherardo Rusconi: “il primo trimestre si chiude per il dipartimento con un +20% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno con due aste (online e tradizionale). L'ultima delle due segna il record di incassi di sempre, pur scendendo di qualche punto la percentuale di vendita sul monte delle riserve e del numero dei lotti. Top lot delle due sessioni una raffinatissima composizione scultorea di Cesar risalente agli anni '50 nella sua prima edizione in ferro, la “Plaque Berlinot”, bronzo forgiato nel 1965 in 8 esemplari, che realizza 65.880 euro. Prosegue il buon momento della pittura figurativa del Novecento una tavoletta di Antonio Ligabue dalle ridotte dimensioni (25 x 35 cm) aggiudicata per 26.840 euro, mentre Renato Guttuso, con uno splendido paesaggio che ritrae il suo paese natale, un olio 70 x 90 cm del 1951, ha raggiunto i 39.040 euro. Nella sezione dedicata alla Pop Art, una tela emulsionata di Schifano con nove televisori dedicati alla figura di Pablo Piasso degli anni '70, 110 x 145 cm, è passata di mano per 21.600 euro, mentre due tele di Mambor, artista da anni sotto la luce dei riflettori, hanno fatto cadere il martello rispettivamente a 18.910 euro (“La farfalla impaurita, acrilico su tela del 1965, 100 x 80 cm) e a 15.860 euro (“Al mare”, olio su tela del 1968, 100 x 80 cm). La pittura astratta è stata ben rappresentata da Hans Hartung, con un cartone del 1971 dipinto a pastello ed acrilico, 100 x 70 cm, che ha superato la stima massima, realizzando 51.240 euro. Maria Lai continua a segnare numeri da record con tre opere degli anni '70, tra cui una xerografia con fili intrecciati del 1978, 40 x 30 cm, battuta a 36.600 euro”.

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