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International Distribution corre a Londra, annullato lo sciopero Royal Mail

Il governo britannico non interverrà se Vesa Equity salirà oltre il 25% del capitale

di Giuliana Licini

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - International Distribution Services rimbalza alla Borsa di Londra, grazie all’annullamento dello sciopero da parte dei dipendenti della controllata Royal Mail e alla decisione del governo britannico di non prendere misure nei confronti di Vesa Equity se salirà oltre il 25% del capitale dello storico gruppo britannico di servizi postali. Venerdì il titolo aveva perso quasi il 4%, in vista delle nuove agitazioni del personale. Da inizio anno la flessione sfiora il 60%. Domenica Royal Mail ha annunciato che il sindacato principale, la Cwu, ha deciso di annullare gli scioperi previsti tra il 2 e il 4 novembre e tra l’8 e il 10 novembre, in attesa delle trattative che si terranno oggi, sotto l’egida del Consiglio di conciliazione e arbitraggio del governo britannico.

Il mese scorso la Cwu ha indetto 19 giorni di sciopero tra ottobre e novembre per protestare contro Royal Mail. Tra il sindacato e la società il braccio di ferro sui salari va avanti da mesi. Due settimane fa, Ids - che ha assunto la nuova denominazione a inizio ottobre dalla precedente Royal Mail - ha annunciato pesanti perdite semestrali a carico della controllata sia per la minore attività dopo il boom della pandemia, sia per l’impatto degli scioperi e ha annunciato un piano di drastici risparmi sui costi, inclusa la riduzione di 10mila posti di lavoro entro agosto 2023, avvertendo che i tagli potrebbero aumentare in caso di proseguimento degli scioperi. A sostenere il titolo di Ids è comunque anche la conferma che il Segretario di Stato britannico alle imprese, all’energia e alla strategia industriale non prenderà misure aggiuntive riguardo il possibile incremento della partecipazione di Vesa Equity oltre il 25%. La decisione fa seguito alla più recente notifica da parte di Vesa Equity, che è la prima azionista della società e fa capo al finanziere ceco Daniel Kretinski. Vesa aveva informato nello scorso luglio il Governo britannico di voler aumentare la propria quota oltre il 25% e in quell'occasione Londra aveva indicato che intendeva esaminare il dossier.

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