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International SOS sbarca in Italia

di Elena Delfino


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2' di lettura

«Una efficace travel risk policy è certamente una tutela per le aziende, perché assicura di rispettare gli obblighi di legge e quindi evita sanzioni pecuniarie e penali. Ma una policy che tuteli chi lavora all'estero è soprattutto un asset che rafforza l'engagement delle risorse umane e ha un ritorno importante in termini di produttività e reputazione». Così Herlé-Xavier Carn, Vice-President Security EMEA International SOS, in prossimità dell’inaugurazione della nuova sede in Italia.

Il gruppo, che si occupa di servizi di sicurezza medica e di viaggio nel mondo con focus sui lavoratori all’estero, è oggi presente in 90 Paesi e conta 11mila imprese clienti. Oggi il tema è particolarmente sentito e non solo per il caso Thomas Cook, dove il fallimento del tour operator britannico ha creato disagi a 600 mila viaggiatori in tutto il mondo, ma per la crescita costante di turisti e business traveler. Secondo le fonti di International SOS si parla di un incremento che parte dai 960 milioni del 2008 e arriva a 1 miliardo e 400 mila nel 2018. Inoltre si stima che una professione su 10 oggi sia correlata a spostamenti internazionali.

Ma quali sono i rischi da fronteggiare? Innanzitutto gli attacchi terroristici, decuplicati in vent'anni, e le catastrofi naturali. Di «Global mobility, prevention & protection» si parlerà oggi a Milano, durante un evento di cui International SoS è promotore. L’appuntamento sarà l’occasione per presentare il white paper on Duty of Care, realizzato in partnership con lo studio legale Gianni Origoni Grippo Cappelli & Partners, che analizzerà il più recente quadro normativo a livello transnazionale sulla salute e la sicurezza dei lavoratori.

Il documento vuole essere una sorta di vademecum ma anche uno strumento di promozione di una pratica che da obbligo di legge diventa cultura della prevenzione. «Non a caso parliamo di Return on Prevention, a indicare i benefit e i vantaggi che una azienda acquisisce se diventa parte attiva della definizione di una policy. L’Italia – prosegue Herlé-Xavier Carn – è un Paese strategico, dinamico e fortemente orientato all'export. Negli anni anche i professionisti italiani che si recano all'estero per lavoro sono aumentati. Soprattutto, assistiamo a una mobilità crescente da parte e delle piccole e medie imprese, che sono per noi interlocutori ad altissimo potenziale».

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