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Internazionali, non è un torneo per giovani: Nadal batte Tsitsipas e va in finale

di Carlo Festa


Nadal supera il greco Tsitsipas (Reuters)

3' di lettura

È Rafa Nadal il primo finalista degli Internazionali d’Italia di Roma, quinto Masters 1000 della stagione. Lo spagnolo numero 2 del mondo ha battuto il greco Stefanos Tsitsipas, ottava testa di serie del torneo, con i parziali di 6-3, 6-4 in un’ora e 42’ di gioco. Non è stata una partita facile per il maiorchino che ha dovuto vincere le resistenze del tennista greco, autore di una buona prova macchiata da qualche errore di troppo nel rovescio. «Ho giocato leggermente meglio di lui», dice Rafa. «Ieri mi avete chiesto cosa dovevo fare per batterlo dopo Madrid, dove ero stato sconfitto. Ecco ho fatto quello che era necessario. Ho giocato più profondo e risposto meglio. È un risultato molto positivo per me, perché avevo di fronte un giocatore che gioca bene su questa superficie dove ha vinto diversi match».

Rafa Nadal ha comunque vendicato la sconfitta di appena sette giorni fa proprio con Tsitipas nella semifinale del Masters di Madrid. Nadal è apparso in fase di recupero rispetto alle performance di Montecarlo e Madrid. È riuscito ad avere la meglio con un break per set sul giovane avversario, che non ha mai dato l’impressione di poter tornare in partita. Insieme ha rotto il tabù semifinali, dopo le quattro perse in stagione, di cui tre sulla superficie preferita, la terra rossa (Montecarlo, Barcellona e Madrid). Per Rafa, otto volte vincitore al Foro, si tratta dell’undicesima finale a Roma in carriera. Attende il vincitore dell’altra semifinale maschile prevista nella serata di sabato, cioè Djokovic-Schwartzman (alle 20 sul Centrale). Per Rafa si tratterà della prima finale raggiunta dagli Australian Open di gennaio: «Sì, sono contento di questo, ma aver perso in semifinale non è stato un dramma. Per me è più importante migliorare il mio gioco».

Il numero uno del mondo serbo Djokovic, vincitore quattro volte al Foro, cerca invece la nona finale, mentre l’argentino Schwartzman debutta in una semifinale di un Masters 1000. Si misurerà con il serbo che l’ha battuto due volte, allo Us Open del 2014 e al Roland Garros del 2017. Evidenti favori del pronostico per Nole Djokovic che ieri ha superato in tre set (con il match finito dopo la mezzanotte) l’ostacolo maggiore, cioè l’argentino con Del Potro, da cui anche in passato ha subìto il gioco potente.

Se domenica, come è assai probabile, sarà di nuovo una finale Nadal-Djokovic qui a Roma, sarà una dimostrazione in più che i vecchi leoni del tennis mondiale, ultra-trentenni con l’aggiunta del trentottenne King Roger Federer, non sono stati per niente intimoriti dalle nuove generazioni del tennis, le NextGen, che non riescono nemmeno a scalfire il predominio di Djokovic, Nadal e Federer.

I tre «vecchi» del tennis mondiale, da quasi una ventina di anni sulla scena, insieme hanno battuto ogni record: insieme hanno conquistato 52 titoli del Grande Slam, per non contare i Masters 1000. «Non so cosa dire circa le NextGen, mi fate domande ogni giorno sul tema, voi giornalisti», spiega Nadal. «NextGen è stato un brand creato dal marketing dell’ATP ed è stata sicuramente una buona mossa commerciale. Ma non si può confrontare ora una generazione di ventenni con quella dei trentenni. Lo si potrà fare a fine carriera di entrambi, sulla base dei titoli vinti». Intanto sul tabellone femminile è Johanna Konta la prima finalista del torneo singolare femminile agli Internazionali Open d’Italia. La tennista britannica ha superato in tre set la numero 4 al mondo Kiki Bertens con il punteggio di 5-7 7-5 6-2.

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