convegno “#basta bufale”

Internet, Boccia a imprese: no pubblicità su siti che pubblicano ”fake news”

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2' di lettura

Confindustria in campo per convincere le imprese associate a non fare pubblicità sui siti web che pubblicano ‘fake news'”. È quanto ha annunciato oggi il leader degli industriali italiani, Vincenzo Boccia, in occasione del convegno “#basta bufale” che si è tenuto questa mattina alla Camera. «L'impegno - ha spiegato - inizia da oggi con il tavolo» al quale partecipano diversi soggetti tra cui anche con il Miur. «Vediamo di giocare una partita sulla questione formativa e informativa che parte dai contenuti prima ancora della tecnologia. Non confondiamo gli strumenti tecnologici con i contenuti e con la capacità critica di saperli distinguere».

Boccia: occorrono «regole chiare e impegni concreti»
Nel suo intervento, dedicato come quello degli altri relatori alle iniziative concrete intraprese per fronteggiare il fenomeno della cattiva informazione on line Boccia ha spiegato che «'fake news' significa disinformazione, anche anonima. Si apre un confronto sulle regole e sulle conseguenze. Non intervenire significa costruire una società di rabbia, di rancore, di conflitto. In politica ed economia è importante il valore della credibilità: non ti eliminano fisicamente ma distruggono la tua credibilità. Stanno avvelenando i pozzi della società del futuro, verso una società anarchica. Destabilizzare - ha concluso - significa ridurre il senso di fiducia». Quanto agli strumenti disponibili per combattere il fenomeno il presidente di Confindustria ha auspicato innanzitutto «regole chiare» e «impegni concreti» per quella che ha definito «una stagione della consapevolezza».

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Boldrini: contro fake al via grande progetto di educazone civica digitale
Dalla presidente della Camera, Laura Bodrini, intervenuta in apertura dell'iniziativa, è arrivato invece l'annuncio del lancio, il prossimo anno, di «un grande progetto di educazione civica digitale per riconoscere e combattere le fake news coinvolgendo le istituzioni, il ministero, le aziende, e i social media. «Le 'bufale' - ha sottolineato Boldrini - mettono a rischio il diritto fondamentale di tutti i cittadini di essere informati correttamente. In questo lavoro - ha insistito la presidente della Camera - non c'è alcuna volontà di censura. Al contrario, censurare sarebbe stato nascondere la gravità del problema. Non è certamente censurare accendere i riflettori su una questione che riguarda tutti noi».

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