LO STORICO “PASS” FERROVIARIO

InterRail, Berlino e Vienna mete preferite dai giovani italiani

di Alberto Magnani


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(Marka)

3' di lettura

Zaino, cartina in tasca e un biglietto per l'Europa. Anche se la mappa è sullo smartphone e l'itinerario si decide online, magari cliccando su un'offerta last minute scovata per caso. A 45 anni dalla nascita, il pass InterRail continua a far viaggiare giovani per il Vecchio Continente, con una formula fedele a quella delle origini: un tagliando che permette di salire a bordo dei treni che varcano i confini europei, lungo un itinerario ferroviario di 250mila chilometri.

Lo spirito è rimasto intatto, ma pass e modello di business sono cambiati per adattarsi alle esigenze di un mondo un po' diverso da quello che aveva visto nascere il pionieristico «Interrail 72». All'epoca il biglietto era riservato a clienti sotto i 21 anni d'età e si fermava a 21 paesi, alcuni dei quali scomparsi dalla geografia europea come le due Germanie o la Jugoslavia. Oggi l'offerta del servizio, controllata dal 2007 dal gruppo olandese Eurail, si è estesa a 30 paesi e ha alzato l'età “giovane” a 27 anni compiuti. Ed oltre, se si considera che le opzioni lanciate da Eurail si sono allargate fino a includere famiglie con bambini a carico e passeggeri in età decisamente più adulta di quelli che celebravano il «viaggio della maturità» su rotaie dirette a Berlino, Parigi o Londra.

250mila passeggeri l'anno. Nonostante il business dei viaggi low cost
Il «biglietto per l'Europa» avrebbe potuto essere schiacciato dall'industria dei viaggi low cost, la categoria di viaggi a basso costo che spazia dai voli di Ryanair ai pullman di Flixbus o Megabus. Senza contare l'offerta di app e portali specializzati che permettono di pianificare ogni trasferta al dettaglio, sbrigando con un algoritmo i calcoli artigianali che si facevano su coincidenze, ostelli e orari di partenza. Non è andata così. L'InterRail viaggia ancora su una media di 250mila passeggeri l'anno ed è riuscito ad ampliare la sua rete a un totale di 35 compagnie ferroviarie e marittime e 50 partner esterni, dispiegandosi su un totale di 10mila stazioni. Quanto all'insidia delle app di viaggio concorrenti, è stata risolta in maniera abbastanza semplice: creandone una propria, App Rail Planner. Lanciato nel 2013 e arrivato al milione di download nel 2016, il servizio fa da complemento digitale al biglietto e consente di scorrere la mappa delle varie destinazioni, fissare un itinerario e consultare la tabella degli orari in tempo reale. L'Italia è nella top 10 dei paesi con più utilizzatori: oltre 50mila sugli 1,5 milioni complessivi, davanti a Canada (44mila), Paesi Bassi (43mila) e Francia (42mila).

D’altronde l'InterRail è sopravvissuto nell'era dei viaggi economici perché rientra, a propria volta, nella categoria. Il pacchetto si divide nelle due offerte principali di Global Pass (valido in 30 paesi) e One Country Pass (utilizzabile in un solo paese): il primo costa almeno 206 euro e può durare complessivamente dai 5 giorni a un mese, il secondo parte da 43 euro e permette di organizzarsi con tranche dai 3 agli 8 giorni nell'arco di un mese. Anche i vincoli anagrafici si sono allentati, visto che l'offerta è distribuita su quattro categorie: bambini da 4 agli 11 anni, giovani dai 18 ai 27 anni, adulti sopra i 28 anni e senior dai 60 anni in su. Nel 2016 il Parlamento europeo aveva avviato una discussione per rendere gratuito il biglietto di tutti i cittadini Ue al compimento del 18esimo anno d'età, come stimolo a una maggiore collaborazione tra Stati membri (anche dal punto di vista turistico). Al momento non sono emersi risultati.

Berlino e Vienna le più visitate, Milano decima
Anche all'interno del pass unico si è creato un mercato ben definito di rotte e destinazioni più gettonate della media. Il 25% di tutte le tratte si concentra su un totale di 10 città: sul podio svettano Berlino (prima), Vienna (seconda) e Praga (terza), seguite da Budapest, Amburgo, Amsterdam, Monaco, Parigi, Copenhagen e Milano in decima posizione. La classifica si rispecchia negli itinerari, dominati dalle tratte Berlino-Praga, Amburgo-Copenhagen e Budapest-Vienna. E gli italiani? Se si guarda all’anagrafe, i viaggiatori in partenza dalla Penisola rispettano la vocazione originaria del pass con una quota schiacciante di under 27 (tra l'80 e il 90%), una nicchia crescente di adulti con bambini (circa il 10%) e qualche comparsa tra gli over 60 (attorno all'1%). Fra i paesi più popolari Germania (poco sotto il 25%), Francia (oltre il 10%) e Paesi Bassi (circa l'8%). Ma le gerarchie si stravolgono a favore di Sud Europa e Mediterraneo nel caso degli One Country Pass, i biglietti validi per un solo Paese: va in Spagna oltre il 30% dei viaggiatori, seguiti da un 15% che fa rotta sul Portogallo e un 7,5% diretto alle Isole greche. In questo caso, non in treno ma sui traghetti che solcano le acque dell'Egeo. Una forma nuova per un vecchio viaggio.

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