Riaperture

Scuola, interrogazioni, scrutini, Invalsi: in classe per l’ultimo mese da superstress. Poi i recuperi estivi

Da oggi in presenza almeno il 70% degli studenti delle superiori: ad attenderli trovano scrutini anticipati al 1° giugno, valutazioni con le regole pre-Covid e test Invalsi confermati tranne che in seconda superiore

di Eugenio Bruno e Claudio Tucci

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3' di lettura

Per le scuole è una nuova ripartenza. Oltre al 100% degli alunni di infanzia, primarie e medie da oggi tornano in classe almeno al 70% gran parte degli studenti delle superiori Tra scrutini anticipati, test Invalsi confermati (tranne che in seconda superiore) e bocciature “scongelate” dopo la moratoria dell’anno scorso, li aspetta un rush finale da brividi: un mese e poco più di lezioni, compiti, interrogazioni con cui provare a salvare il salvabile. Specialmente dove i giorni passati al Pc hanno doppiato quelli in aula. Un deficit di conoscenze che il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, ha ben presente e su cui punta a incidere con un piano di recuperi “ponte” in vista di settembre da quasi 500 milioni.

Le risorse a disposizione

Per il recupero degli apprendimenti a disposizione ci sono i 150 milioni stanziati dal decreto Sostegni (circa 18mila euro a istituto vicini a essere distribuiti). Risorse che potranno essere utilizzate per “rinfrescare” le conoscenze di base o di lingua, ma anche per fare musica, teatro o potenziare le attività di inclusione degli alunni con disabilità o con altri bisogni educativi speciali. A questi si aggiungeranno gli oltre 300 milioni “avanzati” dal Pon-Scuola 2014-2020, che il ministero dell’Istruzione è pronto a sbloccare (così da salire a 45mila a plesso). Fondi europei che andranno prevalentemente al Sud e che - come spiega Cristina Grieco, consigliera del ministro Bianchi per i rapporti con Regioni ed enti locali - serviranno a rafforzare «ulteriormente l’offerta formativa extracurriculare, di recupero delle competenze di base, di promozione di socialità e vita di gruppo degli studenti, solo per fare alcuni esempi. L’autonomia sarà centrale - aggiunge - e ciascun istituto, in raccordo con enti e territorio di riferimento, declinerà gli interventi più opportuni, differenziandoli in relazione all’età dei ragazzi e anche alla località dove si trovano». Potendo decidere anche quando farli tra giugno, luglio e agosto.

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Possibilità di essere bocciati o rimandati

Ai corsi estivi che coinvolgeranno docenti, pagati extra, o esperti esterni da settembre si sommeranno le azioni istituzionali di recupero degli eventuali “debiti”. Dopo la promozione per tutti del 2020, sulla valutazione degli alunni, stavolta si torna alle regole generali. E, dunque, alla possibilità di essere bocciati o rimandati (tranne che per eventuali deroghe dovute alle assenze causa Covid). Chi è in difficoltà e vuole evitare il debito ha poco più di un mese per recuperare. Un’ordinanza ministeriale inviata al Consiglio superiore della pubblica istruzione anticipa al 1° giugno la possibilità di fare gli scrutini. A lezioni ancora in corso.

Proseguono i testi Invalsi

Da qui a fine anno c’è da fare i conti anche con i test Invalsi, avviati a inizio marzo alle superiori e da pochi giorni anche alle medie. «La risposta delle scuole è stata molto positiva - racconta Roberto Ricci, responsabile nazionale prove -. In quinta superiore sono state già svolte oltre il 40% delle prove, in terza media, dove si è iniziato da poco, siamo già a circa il 20%. Per entrambi i gradi ci sarà tempo fino al 31 maggio per completare le rilevazioni. Ogni giorno si fanno regolarmente 90mila prove». A breve toccherà, a loro volta, alle seconde e quinte primarie: qui i quiz cartacei di inglese, italiano e matematica, si faranno, rispettivamente il 5,6 e 12 maggio. Laddove, per non caricare troppo gli istituti visto il superlavoro dovuto alla ripartenza e agli adempimenti già programmati, verrebbero cancellati quelli di seconda superiore.

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