Il forum di pietroburgo

Intesa tra Enel e Ferrovie russe Maire, subappalto da 1,3 miliardi

di Celestina Dominelli

Maire Tecnimont, nuovo traguardo per progetto russo Amursky

3' di lettura

Dalle rinnovabili agli idrocarburi, l’energia tiene banco al Forum economico internazionale di San Pietroburgo. Con le principali aziende della penisola che non hanno disertato il cruciale appuntamento, importante catalizzatore di intese in un mercato, come quello russo, che continua a essere strategico per l’export italiano, come ha ribadito ieri anche l’ad di Sace, Alessandro Decio. Arrivato allo Spief per confermare il sostegno della controllata di Cdp alle imprese italiane attive nel Paese e per consolidare i rapporti con le controparti russe, ovviamente nel rispetto del quadro sanzionatorio. Non a caso, il polo Sace-Simest ha allo studio 3,3 miliardi di nuove operazioni, principalmente nell’oil&gas, petrolchimico e chimico. Ma ieri, intanto, nuovi passi avanti sono stati registrati da Enel e Maire Tecnimont.

Il gruppo guidato da Francesco Starace, attraverso il “braccio” per i servizi energetici avanzati, Enel X, e RusEnergoSbyt, fornitore energetico nato da una joint venture tra Enel ed Esn, ha sottoscritto un accordo di partnership con la società ferroviaria russa, RZhD, per lo sviluppo congiunto di sistemi di accumulo energetico innovativi da installare lungo la rete ferroviaria del Paese. Un debutto per l’uso di questa tecnologia nel settore ferroviario. «L’accordo - ha spiegato Starace - è un entusiasmante passo avanti per Enel in Russia e ci permette di diversificare ulteriormente le tecnologie di accumulo che forniscono soluzioni su misura in base alle richieste dei nostri clienti e del mercato». Maire Tecnimont,invece, ha firmato un accordo, che vale 1,3 miliardi euro, per un subappalto di costruzione tra la sua controllata Tecnimont Russia e il subappaltatore Renaissance Heavy Industries. Si tratta dell’implementazione del progetto lanciato lo scorso anno, proprio a San Pietroburgo, dal gruppo presieduto da Fabrizio Di Amato e guidato da Pierroberto Folgiero, con un mega accordo da 3,9 miliardi di euro, Amursky Gas Processing Plant, che Maire Tecnimont sta eseguendo a Svobodny per NipiGas, general contractor che agisce per conto di Gazprom.

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Il forum è stato quindi l’occasione per molti big italiani di rinsaldare il rapporto già consolidato con i partner russi e di ribadire la rotta futura. Così l’ad di Eni Claudio Descalzi, intervenendo a una tavola rotonda, è tornato a sottolineare come la mutata strategia del gruppo - che ha scelto di puntare su asset convenzionali e, soprattutto, di accorciare i tempi di commercializzazione dei propri successi esplorativi - ha consentito di traguardare la pesantissima crisi che ha investito il settore. A tal proposito, Descalzi - che a margine ha confermato l’interesse di Eni per gli asset nel solare messi in vendita in Italia da TerraFirma - ha citato il caso del maxi-giacimento egiziano di Zohr, la cui valorizzazione è stata fatta con tempi record e sul quale proprio i russi, con Rosneft, hanno acceso i riflettori, rilevando, a ottobre 2017, il 30% della concessione di Shorouk, dove si trova per l’appunto Zohr.

L’appuntamento ha poi offerto l’opportunità, come ha spiegato al Sole 24 Ore l’ad di Snam Marco Alverà, di rimarcare la strategicità delle infrastrutture energetiche per il Vecchio Continente. «Il messaggio forte che è emerso sia da parte russa che dagli esponenti del mondo industriale europeo, riguarda la necessità che l’Europa punti sulle infrastrutture, non solo per decarbonizzare ma anche per ridurre i prezzi del gas e quindi recuperare competitività per le aziende rispetto a quelle americane, che beneficiano di prezzi del gas naturale molto più bassi», ha detto il top manager che, allo Spief, ha incontrato non solo i rappresentanti istituzionali e del settore energetico, ma anche le imprese dei trasporti internazionali, in considerazione dell’impegno della spa dei gasdotti sullo sviluppo della mobilità sostenibile a metano e biometano in Italia e all’estero.

Un binomio, quello tra infrastrutture ed energia, su cui si è focalizzata anche la partecipazione al forum dell’ad di Saipem, Stefano Cao. La società, come ha avuto modo di rimarcare il ceo in questi mesi, guarda con interesse alle opportunità legate a nuove pipeline targate Gazprom, a partire dal possibile rafforzamento o raddoppio del Turkish Stream. E, nonostante l’arbitrato in corso per lo stop al South Stream, continua a lavorare con il colosso russo, dal quale ha ricevuto, tra l’altro, l’incarico di realizzare l’ultimo tratto del Nord Stream e l’approdo a terra a Greifswald in Germania.

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