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Intesa, l’utile a 3,3 miliardi. Approvato l’acconto cedola, nuovo buy back in arrivo

L’impatto della Russia vale circa un miliardo

di Redazione Finanza

(IMAGOECONOMICA)

2' di lettura

Intesa Sanpaolo chiude i primi nove mesi dell’anno con un utile netto pari a 4,37 miliardi di euro escludendo le rettifiche di valore per Russia e Ucraina (+9% rispetto a 4,01 miliardi dei primi nove mesi del 2021): pertanto, l’utile netto contabile è pari a 3,28 miliardi di euro. Il risultato è pienamente in linea con l’obiettivo del Piano di Impresa 2022-2025 di oltre 5 miliardi per l’anno in corso. Confermati tutti i target pluriennali, compreso l’utile di 6,5 miliardi atteso per il bilancio 2025.

«I risultati dei primi nove mesi del 2022 confermano la capacità di Intesa Sanpaolo di generare una solida redditività e di creare valore per tutti gli stakeholder anche in contesti complessi grazie al modello di business ben diversificato e resiliente, con un utile netto trainato dagli interessi netti che ha raggiunto 4,4 miliardi di euro escludendo il de-risking riguardante la Russia», si legge nella nota diffusa dal gruppo.

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In particolare, nel terzo trimestre 2022 è stata ridotta di circa il 65% (circa 2,3 miliardi di euro)l'esposizione verso la Russia, scesa allo 0,3% dei crediti a clientela complessivi del Gruppo.

Nel terzo trimestre, invece, il risultato netto consolidato è pari a 930 milioni di euro, in calo dai 983 milioni dello stesso trimestre del 2021. Gli interessi netti ammontano a 2.387 milioni, in aumento del 14,1%, mentre le commissioni nette sono di 2.153 milioni, in diminuzione del 4,5% rispetto al trimestre precedente. I coefficienti patrimoniali indicano un Cet1 al 12,6% dal 14,5% di fine 2021. Per quanto riguarda lo stato patrimoniale consolidato finanziamenti verso la clientela sono pari a 474 miliardi di euro, in aumento dell'1,7% su fine 2021. Il complesso dei crediti deteriorati (in sofferenza, inadempienze probabili e scaduti/sconfinanti) ammonta, al netto delle rettifiche di valore, a 6.030 milioni di euro, in diminuzione del 14,8% rispetto alla fine del precedente esercizio. I crediti in sofferenza diminuiscono a 1.298 milioni, con un'incidenza sui crediti complessivi pari allo 0,3% e un grado di copertura al 65,8%.

«Credo che saremo in grado all’inizio del 2023 di approvare la seconda tranche del buyback», ha detto l’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, nel corso della conference call con gli analisti finanziari sui risultati dei primi nove mesi dell’anno. «E questo perchè la recessione - ha aggiunto - non sarà grave. Credo che ci sarà solo una recessione tecnica all’inizio del prossimo anno».

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