assicurazioni

Intesa lancia l’hub dell’assicurazione danni L’obiettivo: una polizza al 18% dei clienti

di Filomena Greco

Carlo Messina, ceo di Intesa Sanpaolo (Ansa)

3' di lettura

Intesa Sanpaolo rilancia sulle assicurazioni e rafforza la presenza nel ramo protezione danni, con l’ambizione di diventare il primo operatore in Italia nel settore non-motor, bissando il risultato raggiunto con il ramo Vita. L’obiettivo, annunciato nel piano industriale presentato dal ceo Carlo Messina a febbraio scorso, ora passa alla fase dell’implementazione: nei prossimi mesi saranno 800 le persone al lavoro sul comparto, 1.500 a regime, perlopiù concentrate a Torino, con un focus sulla protezione della persona, della famiglia, della salute, dei beni patrimoniali, della casa e un’attezione forte al post-vendita. «In questo settore agiamo come una start up che vuole prendersi il mercato – ha sintetizzato ieri Messina a Torino – ma sfrutteremo i nostri asset, 12 milioni di clienti e il network di gestori, per arrivare in prima posizione, come fatto nel ramo Vita». In prospettiva, si tratta di un comparto che promette una maggiore «redditività prospettica».

Sul post vendita, l’assistenza e la liquidazione sinistri, ha aggiunto il ceo, «si gioca la possibilità di crescere sul mercato: abbiamo il 5,8% dei nostri clienti che si assicura con noi, in proiezione possiamo arrivare al 17-18%». Una strategia che si appoggia sulla rete di agenzie della Banca dei Territori e sui legami con l’Innovation center diretto da Maurizio Montagnese. E si porta dietro, come ha anticipato Francesco Profumo, a capo di Compagnia di Sanpaolo, l’avvio di un master universitario dedicato al mondo delle assicurazioni.

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I fondamentali di mercato sui quali Intesa ha costruito il progetto di espansione nel settore assicurativo sono due, il basso tasso di protezione registrato in Italia e i bisogni – che trovano ulteriori conferme in una survey curata dalla Ipsos di Nando Pagnoncelli – espressi dagli italiani sui temi più diversi, dalla salute, ai beni, al lavoro, alla famiglia. Nelle parole del presidente Gian Maria Gros-Pietro, che ha aperto la giornata al Grattacielo di Torino, il riferimento al rapporto con la Città: «L’iniziativa presentata sarà localizzata a Torino, una scelta naturale visto che proprio a Torino – ha spiegato Gros-Pietro – sono nate alcune delle più antiche esperienze assicurative del paese, anche prima della costituzione delle Assicurazioni Generali di Trieste».

Nicola Maria Fioravanti, responsabile della Divisione Insurance di Intesa Sanpaolo, è entrato nel merito: «Il nostro resta un modello unico, quello di una grande istituzione finanziaria in grado di servire il cliente spaziando dal risparmio agli investimenti fino all’assicurazione vita, a cui aggiungeremo i prodotti sviluppati per la protezione da rischi e imprevisti». Il piano è «ambizioso», e si articolerà su una strategia distributiva poggiata sul network della Banca dei territori e punterà ad un modello di consulenza focalizzato sui bisogni di protezione. «Stiamo lavorando sulla formazione di 200 specialisti», aggiunge. La nuova tipologia di prodotti sarà sviluppata all’interno della Divisione insurance, sotto forma di contratto assicurativo flessibile per durata e massimali, un prodotto contenitore per salute, famiglia, casa e salute. Centrale la fase post-vendita, con la possibilità di utilizzare l’intelligenza artificiale e le video-perizie, ad esempio, per ridurre i tempi delle erogazioni. «Avremo 500 persone nella gestione sinistri, nel post vendita e nella fase della liquidazione» spiega Fioravanti.

Nella giornata in cui Intesa Sanpaolo presentava il suo piano nel settore assicurativo, c’è stato spazio anche per parlare di Governo e indiscrezioni finanziarie. Nel primo caso, Messina non la manda a dire: «Ho apprezzato le parole del ministro Tria, che andavano dette un mese fa per non scatenare le reazioni del mercato su spread e Borsa». Nel merito, bene le azioni per ridurre il debito, guardando alle esigenze della crescita e dell’occupazione, con una nota a margine: «Il deficit non sia un tabù». Quanto ai dossier finanziari, Messina chiarisce due aspetti. Definisce una «fake news» la volontà di vendere Eurizon. «In realtà vogliamo crescere non ridurre, il progetto – chiarisce – è di cercare un’alleanza con un operatore internazionale che possa sostenere la crescita in Europa, a condizione di mantenere la maggioranza».

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