punta a utile 6 mld in 2021

Intesa, mercato approva il nuovo piano. Messina: «Dividendi anche per il 2018»

di Paolo Paronetto


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(Bloomberg)

6' di lettura

Intesa Sanpaolo festeggia in Borsa il nuovo piano industriale fino al 2021 che il ceo Carlo Messina sta presentando alla comunità finanziaria. In una giornata di forti vendite sui mercati a cui non fa eccezione Milano, Intesa Sp guadagna circa due punti percentuali. Il uno di Intesa ha promesso cedole generose per quest'anno. «Nel 2018 pensiamo che la combinazione tra la crescita dei proventi operativi e il calo dei costi può potare a un aumento del margine operativo. Questo dimostra che siamo pronti a pagare dividendi significativi anche sul 2018», ha spiegato, ricordando che Intesa ha stabilito che sull'esercizio in corso pagherà agli azionisti l'85% degli utili. Il manager ha inoltre spiegato che Intesa Sanpaolo può contare su un eccesso di capitale rispetto ai requisiti regolamentari di 13 miliardi. Quanto ai crediti deteriorati, Messina ha sottolineato che i nuovi flussi in entrata sono «a livelli pre crisi». Per l'amministratore delegato del gruppo bancario si tratta di «un ottimo segnale anche per l'economia italiana».

Messina, siamo diventati la bandiera italiana all'estero
«Voglio ringraziare tutte le persone della banca, 100mila persone che in questi 4 anni hanno compiuto un risultato di cui il Paese deve essere orgoglioso: siamo diventati la bandiera italiana all'estero, l'organizzazione italiana con migliore reputazione all'estero, la maggiore reputazione con gli investitori internazionali». Ha aperto così la conference call di presentazione dei conti 2017 e del nuovo piano d'impresa al 2021. «Nessuno ci credeva - ha aggiunto - ci siamo riusciti col lavoro di ognuno di voi. Oggi siamo una delle poche banche che ha una forte reputazione anche con il regolatore internazionale. Grazie a tutti voi».

In Piano al 2021 previste 9mila uscite e 1.650 assunzioni
Nel Piano al 2021 il gruppo Intesa Sanpaolo prevedere l'uscita volontaria di «9mila dipendenti e l'assunzione di 1.650 nuove persone», mentre per quanto riguarda gli sportelli è prevista la riduzione di «1.100 filiali, l'ottimizzazione del portafoglio immobiliare e il calo delle spese amministrative» Lo ha detto l'a.d. di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, durante la call di presentazione agli analisti dei risultati 2017 e del nuovo piano triennale del gruppo. Il riferimento è all'accordo sindacale, raggiunto a fine 2017, sulle uscite volontarie da realizzare entro giugno 2020, che porteranno a regime a un risparmio di 675 milioni di euro sui costi del personale.

Effetto venete sui conti

Entrando nel dettaglio dei conti presentati questa mattina prima dell'apertura dei mercati, Intesa Sanpaolo ha chiuso il 2017 con un utile netto contabile di 7,3 miliardi a fronte dei 3,1 miliardi del 2016. L'utile è pari a 3,8 miliardi escludendo il contributo pubblico cash da 3,5 miliardi a compensazione degli impatti sui coefficienti patrimoniali derivanti dall'acquisizione degli asset della Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca. L'utile è a 4,45 miliardi escludendo anche i tributi e gli altri oneri al sistema bancario. Intesa sottolinea che con i risultati 2017 è stato «realizzato il piano di impresa 2014-2017, creando valore per tutti gli stakeholder con oltre 250 miliardi di contributo all'economia nei 4 anni.

Nel 2017, senza considerare il contributo delle banche venete, i proventi operativi sono saliti dell'1,2% a 17,2 miliardi, con interessi netti a 7,1 miliardi (-2,5%) e commissioni nette a 7,7 miliardi (+5,5%). Sostanzialmente stabili (+0,4%) i costi operativi, a 8,7 miliardi, per un rapporto cost/income sceso al 50,9%. Sul fronte patrimoniale, il coefficiente Cet1 è al 14% (dato pro forma a regime) e al 13% post Ifrs 9. Il cda di Intesa Sanpaolo per l'approvazione dei conti 2017 e del nuovo piano d'impresa, iniziato ieri, verso le dieci di sera è stato sospeso «a seguito del protrarsi dei lavori» ed è tornato a riunirsi questa mattina alle 7.

Atteso aumento dei profitti nel 2018
Nel 2018 Intesa Sanpaolo prevede un aumento del risultato netto rispetto al 2017, escludendo dal risultato del 2017 il contributo pubblico cash di 3,5 miliardi di euro a compensazione degli impatti sui coefficienti patrimoniali derivanti dall'acquisizione degli asset di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Lo comunica il gruppo in una nota, spiegando che all'andamento atteso del risultato netto è previsto concorrano un aumento dei ricavi, un continuo cost management e un calo del costo del rischio. La politica di dividendi per l'esercizio 2018, invece, prevede un impegno alla distribuzione di un ammontare di dividendi cash corrispondente a un payout ratio pari all’85% del risultato.

Utile netto a 6 miliardi nel 2021
Intesa Sanpaolo prevede di raggiungere un utile netto di 6 miliardi nel 2021, con un tasso di crescita medio annuo del 12,1% rispetto ai 3,8 miliardi (al netto del contributo per le Venete) del 2017. I proventi operativi sono attesi in aumento del 4% medio annuo a 20,8 miliardi, con costi operativi in calo dello 0,9% annuo a 9,5 miliardi, con un cost/income in miglioramento al 45,4% dal 55,1 del 2017 (considerando anche gli asset delle Venete). Il Rote è visto in aumento al 14,6% dal 9,3%, con un Roe al 12,4% (dal 7,9%). Il coefficiente Cet1 sarà pari al 13,1% nel 2021. L'incidenza dei crediti deteriorati lordi sul totale crediti scendere al 6% (al 2,9% il dato al netto delle rettifiche). Nel nuovo piano d'impresa di Intesa Sanpaolo «rimane prioritaria una solida e sostenibile creazione e distribuzione di valore, mantenendo un'elevata patrimonializzazione e riducendo significativamente il profilo di rischio senza oneri straordinari per gli azionisti». E' quanto si legge in un comunicato dell'istituto. Quanto ai dividendi, nei prossimi 4 anni Intesa prevede un payout cash all'85% per l'esercizio 2018, all'80% sul 2019, al 75% sul 2020 e al 70% sul 2021.

Crediti deteriorati dimezzati entro il 2021
Il nuovo piano d'impresa di Intesa Sanpaolo prevede di dimezzare i crediti deteriorati lordi nel 2021 a 26,4 miliardi, da 52,1 miliardi nel 2017, e a 12,1 miliardi al netto delle rettifiche, dai 22,5 miliardi. L'incidenza dei crediti deteriorati sul totale dei crediti alla clientela si dimezzerà nel 2021 al 6% al lordo delle rettifiche, dall' 11,9% nel 2017, e al 2,9% al netto, dal 5,5%. Attese in calo anche le rettifiche nette su crediti a 1,8 miliardi nel 2021 dai 3,3 miliardi del 2017.

La banca conferma anche i progetti già annunciati per la propria piattaforma di recupero crediti. Nel dettaglio, spiega una nota, la piattaforma di servicing sarà conferita a una newco «comprendente attività di recupero (per il credito ordinario e per il leasing) e Re.O.Co. (real estate owned company)». La piattaforma, in precedenza, sarà rafforzata «con investimenti nella qualità dei dati e nei sistemi informativi», con 30 milioni di investimenti in It e più persone. Sarà poi possibile «una partnership con un operatore industriale per migliorare la performance nei recuperi adottando le migliori pratiche internazionali». Sul tema, Intesa sta trattando col colosso scandinavo Intrum Justitia, ma le indiscrezioni parlano anche dei cinesi di Cefc. Complessivamente, Intesa prevede di dimezzare i crediti deteriorati da qui al 2021, raggiungendo i 26,4 miliardi al lordo delle rettifiche dai 52,1 miliardi di fine 2017.

Cda propone conversione obbligatoria azioni risparmio
Il cda di Intesa Sanpaolo proporrà all'assemblea dei soci una proposta di conversione obbligatoria delle azioni di risparmio della banca in azioni ordinarie. Lo comunica l'istituto in una nota, spiegando che il rapporto di conversione sarà pari a 1,04 azioni ordinarie per ciascuna azione di risparmio senza pagamento di alcun conguaglio in denaro e con contestuale eliminazione nello statuto dell'indicazione del valore nominale delle azioni. Il cda ha convocato per il prossimo 27 aprile sia l'assemblea straordinaria che l'assemblea speciale degli azionisti di risparmio per l'approvazione della conversione. Morgan Stanley agisce in qualità di financial advisor di Intesa Sanpaolo S.p.A. in relazione alla Conversione, mentre White & Case LLP agisce in qualità di advisor legale.

Cina nel mirino per alleanze sul risparmio gestito
Nel nuovo piano d'impresa Intesa Sanpaolo riserva particolare attenzione alla Cina come opzione di crescita nel wealth management. L'istituto si dice
disponibile a valutare una possibile partnership con un primario operatore industriale locale come acceleratore strategico per il wealth management del gruppo in Cina. La banca prevede inoltre il lancio e l'espansione di Yi Tsai
società interamente controllata dal gruppo con l'avvio dell'attività nell'area pilota di Qingdao e successiva espansione in altre 7 province con filiali dedicate entro il 2021. Previsto poi lo sviluppo di un'offerta di prodotti attrattiva per il mercato cinese, avvalendosi di Penghua (società controllata al 49%) e di altre società e l'avvio della distribuzione di prodotti assicurativi.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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