ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùDuemila uscite con prepensionamenti

Intesa, nuova staffetta generazionale: c’è posto per 1.100 giovani a tempo indeterminato

Siglato un accordo sindacale per una nuova staffetta generazionale che prevede 2mila uscite con pensionamenti, prepensionamenti col fondo di solidarietà, quota 100 e opzione donna

di Cristina Casadei

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2' di lettura

Intesa Sanpaolo prepara una nuova staffetta generazionale che porterà in azienda altri 1.100 giovani con contratto a tempo indeterminato. È quanto è stato definito nell’accordo siglato ieri sera con Fabi, First, Fisac, Uilca e Unisin. I nuovi ingressi saranno preceduti da 2mila uscite che avverranno con pensionamenti, prepensionamenti attraverso il Fondo di solidarietà, quota 100 e opzione donna, come si legge nel testo dell’accordo. Come spiega Paola Angeletti, chief operating officer Intesa Sanpaolo, «i giovani che entreranno con questo ulteriore accordo porteranno nuove energie e competenze per costruire la banca del futuro. Abbiamo uno dei più grandi piani di ricambio generazionale in Italia, che si aggiunge ai programmi di formazione continua per adeguare le competenze dei colleghi alle nuove esigenze del mercato. Anche in questa occasione il lavoro congiunto con le organizzazioni sindacali ha portato risultati concreti in termini di tutela e crescita dell’occupazione. In un momento di ripartenza per l’economia Intesa Sanpaolo dà un ulteriore segnale positivo al Paese, soprattutto ai giovani». La Fabi sottolinea che «è stato dunque ampiamente rispettato il principio di una assunzione ogni due uscite volontarie».

La trasformazione digitale

La nuova possibilità di esodo riguarda chi maturerà i requisiti di qui al 31 dicembre del 2028, anche in previsione del nuovo piano industriale. L’accordo sindacale, spiega il gruppo in una nota «è finalizzato nel contempo a un ricambio generazionale senza impatti sociali e a continuare ad assicurare un’alternativa ai possibili percorsi di riconversione e riqualificazione professionale nel quadro della valorizzazione delle persone anche attraverso l’equilibrio tra vita professionale e vita privata. L’accordo individua le modalità e i criteri per il raggiungimento dell’obiettivo di 2.000 nuove uscite volontarie entro il 2025, con l'accesso al pensionamento o al Fondo di Solidarietà da parte delle persone del Gruppo». Come spiega il segretario nazionale della Fabi, Giuseppe Milazzo, così «si darà la possibilità di uscire volontariamente in via anticipata e di pensionarsi con un incentivo a una platea di 2mila lavoratori fino ad ora esclusi. Abbiamo preceduto l’impatto della digitalizzazione che presumiamo sia importante nel nuovo piano industriale, a fronte della quale le riconversioni di personale potrebbero essere accentuate».

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Il contatore dall’operazione Ubi

Questo accordo segue e si aggiunge ai due accordi legati all’ingresso di Ubi nel gruppo che hanno portato a 7.200 uscite e 3.500 assunzioni da fare entro il 2024. Il contatore delle uscite di questi ultimi due anni sale così a 9.200, mentre quello dei nuovi ingressi a 4.600.

Le previsioni previdenziali

Dato che ci troviamo in una fase di discussione della normativa previdenziale, la banca e i sindacati hanno trovato il modo di porre eventualmente rimedio a futuri cambiamenti. Nel testo dell’accordo si legge infatti che «le parti si danno atto che il calcolo della maturazione dei requisiti pensionistici viene effettuato sulla base della normativa previdenziale vigente alla data di sottoscrizione del presente accordo e confermano che, qualora il computo delle aspettative di vita producesse una riduzione o un allungamento della permanenza nel Fondo di Solidarietà, le parti nazionali di settore si attiveranno affinché gli ex dipendenti che ne sono interessati non abbiano interruzione tra le prestazioni straordinarie erogate dal Fondo e il percepimento della pensione, con accollo dell’eventuale relativo onere all’azienda».

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