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Lavoro, intesa sul nuovo contratto dei metalmeccanici: aumento medio di 112 euro

In arrivo incrementi erogati in quattro tranches, via il vecchio inquadramento professionale del 1973, sostituito da uno nuovo per cogliere il cambiamento

di Giorgio Pogliotti

Siglato contratto dei metalmeccanici, Re David: molto soddisfatti

2' di lettura

Si sblocca la vertenza dei metalmeccanici con l’intesa sul nuovo contratto nazionale. Dopo quattro giornate di trattative in plenaria sono stati sciolti prima i nodi normativi, poi quelli economici per il contratto che ha vigenza gennaio 2021 - giugno 2024. Sono in arrivo aumenti a regime di 112 euro sui minimi al quinto livello, e di 100 euro al terzo. L’aumento verrà pagato in quattro tranches: a giugno del 2021 i primi 25 euro, poi a giugno 2022 altri 25 euro, quindi a giugno 2023 ulteriori 27 euro, e infine a giugno 2024 l’ultima quota di 35 euro.

Quanto al 2020 non sono previste erogazioni aggiuntive, ma è stato coperto in virtù dell’ultrattività del vecchio contratto scaduto alla fine del 2019.

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Finito un lungo muro contro muro
La trattativa tra Federmeccanica, Assistal, Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm era in corso da novembre del 2019, i sindacati chiedevano incrementi medi per 146 euro sui minimi giudicati insostenibili dalle imprese, tanto che ad ottobre si era arrivati alla rottura, con la proclamazione di uno sciopero lo scorso 5 novembre. La svolta si è avuta con la presentazione della piattaforma datoriale lo scorso 26 novembre che prevedeva, tra l’altro, umenti per 65 euro del trattamento retributivo complessivo a regime. Sull’ipotesi di intesa siglata dai sindacati saranno consultati i metalmeccanici per arrivare alla firma definitiva.

In arrivo 200 euro di flexible benefit
Vengono inoltre confermati 200 euro l'anno di flexible benefit del precedente contratto che costituiscono un elemento di grande valore economico per l'assenza di tassazione e l'abbattimento totale del cuneo fiscale. Novità anche sul fronte della previdenza complementare: si prevede l’innalzamento del contributo aziendale per il Fondo Cometa dal 2% al 2,2% dal 2022 per i neoiscritti under 35.

Il nuovo inquadramento per Industria 4.0
Il nuovo contratto contiene anche la riforma dell'inquadramento professionale; va in soffitta il sistema introdotto nel 1973, ai tempi della fabbrica fordista, sostituito con uno “nuovo” per cogliere i cambiamenti e la transizione verso l'Industria 4.0.Le nuove declaratorie (e i relativi livelli retributivi) ridefiniscono i requisiti di 9 livelli di professionalità che sostituiscono le precedenti 10 categorie, con l’eliminazione della 1° categoria come livello di ingresso, che si spiega con l'accrescimento di valore del lavoro nella metalmeccanica.

Viene rafforzata tutta la prima parte del contratto sulle relazioni industriali, diritti di informazione confronto e partecipazione, della formazione e in particolare del diritto soggettivo alla formazione, l’introduzione della clausola sociale sugli appalti pubblici, la violenza di genere, la disciplina del lavoro agile.

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