Banche

Intesa: la ripresa passa per il digitale e l’export

Monceri, direttore per il Lazio e l’Abruzzo: «Le imprese devono tornare a investire. Puntare anche su sostenibilità ambientale e formazione»

di Andrea Marini

4' di lettura

«Le imprese devono tornare a investire, sul digitale, sulla sostenibilità ambientale, sulla formazione e sull’apertura ai mercati internazionali. Solo in questo modo possono riprendersi dopo la crisi dovuta al Covid-19. Noi, come banca, siamo disposti a fare la nostra parte: già nel 2020 siamo intervenuti con la moratoria dei debiti e abbiamo raddoppiato i nostri finanziamenti alle imprese. Adesso ci stiamo preparando con ulteriori fondi per intervenire sulle moratorie in scadenza». Pierluigi Monceri, dal 12 aprile a capo della direzione Lazio e Abruzzo di Intesa Sanpaolo, anticipa al Sole24Ore Centro la strategia dell’Istituto di credito dopo l’avvio della nuova organizzazione territoriale a seguito della fusione per incorporazione di Ubi Banca in Intesa.
Nato a Varese, 58 anni, Monceri viene da una lunga carriera dentro Intesa e conosce molto bene la realtà del Centro Italia: a partire dal novembre 2014 ha ricoperto la carica di responsabile della direzione regionale Toscana, Umbria, Lazio e Sardegna. Da gennaio 2020 è poi stato responsabile della direzione Lazio, Sardegna, Sicilia, Abruzzo e Molise. E ora ha sotto la sua responsabilità l’attività nel Lazio e in Abruzzo dopo l’avvenuta riorganizzazione territoriale di Intesa con il passaggio da 8 a 12 direzioni regionali. «All’interno di questa nuova direzione – spiega – abbiamo assorbito le 140 filiali di Ubi. Dal 12 aprile abbiamo nel complesso 361 filiali: 78 in Abruzzo, 160 a Roma e 123 nel resto del Lazio. Di queste 361 filiali, 15 seguono le imprese con un fatturato tra 2 e 350 milioni, 44 le famiglie “exclusive”, con risparmi oltre i 100mila euro, e 302 il settore retail» (vale a dire famiglie non exclusive, commercianti e artigiani).

Lazio, farmaceutico e non solo
Monceri si troverà ora a gestire una situazione non facile, con Lazio e Abruzzo, come il resto d’Italia, alle prese con le conseguenze economiche della crisi pandemica.
Basta dare una occhiata ai dati del monitor dei distretti del Lazio e dell’Abruzzo elaborato da Intesa. Nel Lazio le esportazioni del polo farmaceutico (circa il 50% dell’export manifatturiero regionale e circa il 30% delle esportazioni dei poli tecnologici italiani) hanno chiuso il 2020 in calo del 14,2%. «Si tratta di un polo che comunque ha buone prospettive di ripresa – spiega il direttore – grazie allo sviluppo tecnologico e al ruolo che potrebbe svolgere in una filiera italiana dei vaccini anticovid».
Stessa dinamica per il Polo dell’Aerospazio, che risente di commesse pluriennali (-23% dopo il +68,2% del 2019). L’ICT romano è in flessione del 6,3% dopo la crescita del 6,0% nel 2019. L’Ortofrutta dell’Agro-pontino chiude l’anno in lieve flessione (-2,9%): «Risente soprattutto del calo dei flussi verso la Germania, primo partner commerciale, ma ciò non esclude che non ci sia stato un maggior assorbimento da parte del mercato interno», spiega Monceri. Il distretto della Ceramica di Civita Castellana chiude l’anno in flessione del 7,3%. Anche per questo distretto, ci sono buone prospettive sul mercato interno grazie alla crescente attenzione verso i temi del risparmio idrico e il rilancio dell’edilizia.

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Abruzzo, dalla pasta ai mobili
Per i cinque distretti manifatturieri dell’Abruzzo, è andata molto bene la Pasta di Fara, che nell’anno del Covid cresce del 13,3% sui mercati esteri, trainata dalle modifiche nelle abitudini di consumo che hanno privilegiato l’ambito domestico. Parziale battuta d’arresto per i Vini del Montepulciano d’Abruzzo (-1,2%).
Per il Mobilio abruzzese il bilancio complessivo dell’anno è in contrazione del 4,9%, mentre i due distretti dell’abbigliamento chiudono il 2020 in forte contrazione: l’Abbigliamento nord abruzzese in calo del 35,3%; quasi dimezzato l’export dell’Abbigliamento sud abruzzese (-46,2%).

Le prospettive di ripresa
«Il Pil dell’Italia nel 2020 è previsto in contrazione dell’8,9%, il calo del Lazio è in linea con l’Italia e per l’Abruzzo leggermente meno accentuato. Da quest’anno ci aspettiamo una ripresa in Italia del 3,7%, ma per tornare ai livelli del 2019 sarà fondamentale spendere bene le risorse del Recovery Plan», spiega Monceri. Per Roma e il Lazio sarà poi fondamentale il trend della campagna vaccinale nel mondo, per permettere la ripresa dei flussi turistici. L’analisi presentata da Intesa Sanpaolo e Srm, Centro Studi collegato al Gruppo, evidenzia, dopo il calo della domanda turistica dello scorso anno (-74,1% nella città di Roma e a -71,8% nel Lazio), nel 2021 una ripresa, grazie al turismo domestico: lo scenario più ottimista prevede però un recupero della domanda del 2019 pari ancora solo al 67% (37,3% quello più pessimista).

Gli strumenti per il credito
Monceri sottolinea l’impegno di Intesa per sostenere il Lazio e l’Abruzzo: «Nel 2019 alle imprese nel loro complesso abbiamo erogato 865 milioni nel Lazio e 200 milioni in Abruzzo. Nel 2020 siamo saliti a 1,6 miliardi nel Lazio e 480 milioni in Abruzzo. In massima parte si tratta di interventi per la liquidità: finanziamenti a 6 anni, con due anni di pre-ammortamento (pagamento solo degli interessi), garantiti dal Medio Credito Centrale. A questo si aggiungono 40mila sospensioni di mutui per 12 mesi (24 per le imprese del turismo) per 5 miliardi nel Lazio e 13mila sospensioni in Abruzzo, per oltre un miliardo».
Ma già Intesa prepara nuovi interventi: «Con MCC interverremo sulle moratorie, che stanno cessando proprio in questi giorni, tramite altri finanziamenti a 15 anni per il debito residuo, con ulteriori 2 anni di pre-ammortamento. Con Sace speriamo di avviare una analoga iniziativa con finanziamenti addirittura a 20 anni», aggiunge il direttore. L’obiettivo è «alleggerire il debito riducendo l’entità della rata».
Entro lunedì prossimo 19 aprile, infine, anche le aziende del Lazio e dell’Abruzzo potranno candidarsi alla terza edizione di “Imprese vincenti”, il programma con cui la banca punta a sostenere le imprese che innovano, mantengono l’occupazione e investono sulla sostenibilità e sul digitale. Insieme ai partner di progetto, saranno messi a disposizione strumenti di crescita e visibilità in coerenza con il piano Motore Italia, il nuovo programma del Gruppo che mette a disposizione 50 miliardi per il rilancio delle piccole e medie imprese.

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