ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùSanità

Intesa Sanpaolo-Bambino Gesù, accordo di filiera da 80 milioni

2' di lettura

Una collaborazione per permettere al Bambino Gesù di rafforzare i propri rapporti commerciali con i fornitori. L’accordo di filiera è stato sottoscritto dall’ospedale romano e banca Intesa Sanpaolo, con il sostegno della Banca europea degli investimenti (Bei), supportato da una linea di credito di 80 milioni. L’accordo di filiera permette ai fornitori dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di poter contare su tempi di incasso certi ed eventualmente anticipabili a fronte di cessione pro-soluto dei crediti vantati verso il Bambino Gesù. In tal senso, l’operatività permette reciproci vantaggi di stabilità della filiera e certezza sulle forniture e loro tempistica. Grazie a questi accordi le piccole e medie imprese fornitrici possono migliorare il merito di credito, avere una maggiore rapidità nell’accesso ai finanziamenti e la condivisione di progetti industriali di ampia portata.

Le attività di carattere sanitario e scientifico del Bambino Gesù (nel 2021 un valore della produzione di circa 400 milioni di euro con una forza lavoro di ca 2.800 dipendenti) sono realizzate in primis attraverso l’approvvigionamento sui mercati nazionali ed internazionali di beni sanitari, servizi, apparecchiature elettromedicali. In particolare, i primi riguardano i medicinali e i presidi sanitari per un volume di affari annuo di circa 110 milioni. Il rapporto commerciale riguarda oltre 100 fornitori rappresentati in prevalenza, dal punto di vista del valore, da multinazionali farmaceutiche. I servizi riguardano le attività di supporto quali l’assistenza infermieristica, le pulizie e la sterilizzazione, lo smaltimento dei rifiuti, le manutenzioni. Attività che ammontano annualmente a circa 80 milioni, fornite da quasi 200 aziende sia italiane che estere. Infine, l’acquisto di apparecchiature rappresenta la principale forma di investimento dell’ospedale con un volume annuo di acquisto di 6-8 milioni di euro.

Loading...

La collaborazione è tanto più significativa dato che nel Lazio non sono molti gli accordi di filiera. «Attualmente nel Lazio abbiamo attivato 18 programmi di sviluppo filiere, che coinvolgono circa 400 fornitori con un giro d’affari di 2,2 miliardi di euro. Il Programma Sviluppo Filiere, dal suo avvio a fine 2015, ha coinvolto circa oltre 800 capi-filiera, su tutto il territorio nazionale, con quasi 20.000 fornitori collegati e un giro di affari di circa 95 miliardi di euro», spiega Roberto Gabrielli, responsabile della direzione regionale Lazio e Abruzzo di intesa Sanpaolo. «Anche nel Lazio – aggiunge – non faremo mancare il nostro supporto».

Roberto Gabrielli. Responsabile della direzione regionale Lazio e Abruzzo di Banca Intesa Sanpaolo: «Anche nel Lazio non faremo mancare il nostro supporto»

«L’accordo con Intesa San Paolo – spiega Antonio Perno, direttore amministrativo del Bambino Gesù – nasce dalla volontà di rafforzare il legame con i nostri partner commerciali favorendo il loro accesso al credito a condizioni economiche competitive. Lo strumento consente poi al Bambino Gesù di ottimizzare i suoi flussi di cassa: potrà valutare mensilmente la possibilità di posticipare i pagamenti ad Intesa alle stesse condizioni economiche concesse ai fornitori».

Antonio Perno. Il Direttore amministrativo del Bambino Gesù: «Lo strumento consente al Bambino Gesù di ottimizzare i suoi flussi di cassa»

«L’accordo – aggiunge Gelsomina Vigliotti, vicepresidente Bei – fa leva su una garanzia di 750 milioni di euro concessa da Bei a Intesa nell’ambito del Fondo Europeo di Garanzia (Feg), parte integrante del pacchetto di misure da 540 miliardi approvato dall’Ue per contrastare le difficoltà economiche causate dalla pandemia».

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti