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Intesa Sanpaolo, concesse moratorie per 15 miliardi di euro

L’istituto dichiara di avero messo in lavorazione già 130mila richieste di sospensione per finanziamenti, mutui o prestiti personali - A breve al via la liquidità sotto la soglia dei 25mila euro

di Matteo Meneghello

(Bloomberg)

2' di lettura

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Intesa Sanpaolo ha già concesso circa 130mila richieste di sospensione, per un totale di finanziamenti residui che supera i 15 miliardi di euro. Fonti della banca confermano che, ad oggi, il gruppo ha «raccolto e messo in lavorazione in poco più di un mese le molte richieste di sospensione di finanziamenti, mutui o prestiti personali pervenute soprattutto attraverso la modalità di sospensione a distanza, attivata da Intesa Sanpaolo già a metà marzo». Da qualche giorno, inoltre, la modalità a distanza è stata estesa anche al web, che si aggiunge a telefono e mail, «con una modulistica scaricabile direttamente dal sito di Intesa Sanpaolo». Il processo consente di sospendere le rate dei finanziamenti per la sola quota capitale o per l’intera rata, per un intervallo che può andare da 3 a 9 mesi in funzione della durata dell’emergenza.

L’istituto ha anche attivato via web la possibilità di «chiedere l’anticipazione sociale per la Cig dedicata all’emergenza Covid-19, per tutti i clienti che hanno la domiciliazione dello stipendio». Questa modalità «non richiede il passaggio in filiale, ha zero spese e zero tasso di interesse». In soli due giorni «sono già 1.700 le richieste arrivate». A breve, già dall’inizio della settimana prossima, l’istituto dovrebbe essere in grado di accogliere le domande per erogare i finanziamenti sotto i 25mila euro, con garanzia statale.

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Intanto ieri il segretario della Fabi, Lando Sileoni, è andato all’attacco sul tema. «A poche ore dall'avvio dei nuovi finanziamenti garantiti attraverso il Fondo centrale - ha detto -, abbiamo scoperto che alcune banche sono impreparate: se costretto, farò i nomi di chi è in regola e di chi, invece, ha evidentemente perso tempo. È inammissibile che la clientela se la prenda con chi lavora nelle filiali invece di puntare il dito contro chi ha la responsabilità di queste gravi inadempienze».

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