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Intesa Sanpaolo: in due mesi 87 milioni di aumento una tantum ai dipendenti

La banca guidata da Carlo Messina ha raggiunto un accordo con i sindacati per 500 euro di fringe benefit in dicembre.In settembre erano stati dati altri 500 euro in denaro

di Cristina Casadei

(Ansa)

3' di lettura

In due mesi Intesa Sanpaolo ha approvato due aumenti una tantum per i propri lavoratori. Il primo, in denaro, unilaterale di 500 euro, per un valore complessivo di 50 milioni di euro arrivato in settembre. Il secondo, in fringe benefit, sempre di 500 euro con accordo sindacale, per un valore complessivo di 37 milioni di euro. In totale in due mesi il gruppo guidato da Carlo Messina ha fatto arrivare ai propri lavoratori 87 milioni di aumento una tantum per dare un supporto concreto alle persone nell’affrontare i rialzi dei prezzi.

Le persone al centro

Carlo Messina, consigliere delegato e ceo Intesa Sanpaolo, spiega che «in una fase complessa con i rialzi inflattivi che proseguono a intaccare la capacità di spesa, rinnoviamo l’attenzione e la vicinanza alle nostre persone in modo concreto. Intesa Sanpaolo ha il proprio centro vitale, da cui nascono l’impulso per la crescita, la spinta verso l’innovazione, la sensibilità per i progetti di solidarietà, nelle persone del Gruppo. La nostra leadership è costruita sulla loro professionalità e competenza».

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L’erogazione in fringe benefit

Entrando nel merito, la banca provvederà, con la mensilità di dicembre, all’erogazione di una tantum di 500 euro, dopo la richiesta arrivata dai sindacati con cui è in corso una trattativa sulle nuove modalità di lavoro per smart working, flessibilità di orario e settimana corta. La misura interessa 70mila persone che operano in Italia, esclusa la dirigenza. L’erogazione rientra nelle somme entro il limite dei fringe benefit innalzato dal Decreto-Legge 18 novembre 2022, n. 176 cd. Decreto Aiuti-quater, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 18 novembre e darà la possibilità ai bancari di autocertificare il sostenimento delle spese per il pagamento delle utenze domestiche per consumi effettuati nel 2022 ed entro i termini del conguaglio fiscale.

Una tantum da 87 milioni di euro

Questa erogazione una tantum sarà per tutti anche per gli smart worker e si aggiunge alla decisione, presa a luglio di erogare in via straordinaria 500 euro, a titolo di liberalità, a favore delle persone del gruppo in Italia e all’estero. Le due misure portano così l’una tantum a mille euro netti e il conto per la banca a 87 milioni: la prima delle due misure aveva una consistenza di 50 milioni di euro, quella attuale di circa 37 milioni di euro. A questo va poi aggiunto l’aumento di 80 euro (40 della mensilità di dicembre e 40 della tredicesima) che arriverà con l’ultima tranche del contratto collettivo nazionale di lavoro.

L’intesa sindacale

Molto soddisfatti i sindacati. Per la Fabi «l’accordo vede un riconoscimento per tutte le lavoratrici ed i lavoratori del gruppo senza esclusioni e va verso le richieste del sindacato di premiare i dipendenti in un contesto - anche lavorativo - difficile come quello attuale». Gli autonomi sottolineano però che si tratta di un riconoscimento scollegato «dall’altra trattativa in corso sulla nuova organizzazione del lavoro (lavoro flessibile, 4x9, orari e turni) che vede da parte della Fabi e delle altre organizzazioni sindacali ulteriori richieste: rivendicazioni economiche, come quelle di aumento del buono pasto e di altre indennità economiche, e tutele per tutti con un lavoro flessibile maggiormente equo». La First Cisl aggiunge che «si tratta di una prima, importante e soprattutto tempestiva valorizzazione, in termini di retribuzione contrattata, degli ottimi risultati economici conseguiti dal gruppo grazie all’impegno di lavoratrici e lavoratori e alla loro professionalità», mentre la Uilca parla «di un segnale importante a testimonianza delle buone relazioni industriali nel Gruppo, che auspichiamo possano trovare ulteriore conferma nel raggiungimento di un accordo di più ampia portata in materia di organizzazione del lavoro al quale con le altre Organizzazioni Sindacali del Gruppo la Uilca sta lavorando dallo scorso luglio». La Fisac considera «l’erogazione “una tantum” una risposta concreta alle richieste del sindacato ed il riconoscimento effettivo dell’impegno che quotidianamente svolgono le lavoratrici e i lavoratori». Allo stesso modo Unisin parla di «tangibile aiuto del gruppo alle lavoratrici e ai lavoratori e alle loro famiglie».

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