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Intesa Sanpaolo lancia bond in dollari. Collocamento anche per Mps

Mps avvia il collocamento di un senior a 5 anni


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2' di lettura

Dopo Generali e UniCredit, anche Intesa Sanpaolo e Mps approfittano delle condizioni di mercato per fare funding lanciando collocamenti obbligazionari.

In particolare Intesa Sanpaolo ha prezzato un bond da due miliardi di dollari diviso in tre tranche: 750 milioni a cinque anni, altri 750 a dieci anni e 500 milioni a trent’anni. Le indicazioni iniziali di rendimento per la tranche a 5 anni sono in area 180 punti base sul tasso del Treasury di equivalente scadenza, per quella a 10 anni in area 240 punti base sul tasso del Treasury decennale e per quella a 30 anni in area 260 punti base sul rendimento del corrispondente titolo di Stato Usa.

In mattinata poi anche Banca Monte dei Paschi ha avviato il collocamento di un bond senior preferred a 5 anni, di importo benchmark, con prime indicazioni di rendimento in area 3,875%. Per l’operazione l’istituto ha affidato il mandato a Barclays, JP Morgan, Morgan Stanley, Mps Capital Services, NatWest Markets e Société Générale in qualità di joint bookrunners.

Le due mosse arrivano all’indomani di decisioni analoghe di altri due big italiani: Assicurazioni Generali ha annunciato il suo primo green bond (prima compagnia di assicurazione in Europa), scadenza 11 anni, titolo che si presenta nella forma di bond subordinato Tier 2 a tasso fisso. L’operazione è subordinata al riacquisto di tre obbligazioni per un ammontare fino a un miliardo di euro. E semprte ieri UniCredit ha collocato un bond subordinato Tier 2 per 1,25 miliardi di euro con richieste per 3 miliardi di euro. L’obbligazione paga una cedola del 2% per i primi 5 anni e ha uno spread sul tasso swap a 5 anni di 240 punti base (il più basso dal 2011 per questa tipologia di obbligazioni) e al di sotto delle condizioni di avvio del collocamento che erano state pari a 265 punti base.

Questa corsa al funding da parte delle banche e assicurazioni arrivano a pochi giorni dal lancio del nuovo Quantitative easing della Bce, che ha avviato nuove misure di stimolo sull’Eurozona: le condizioni favorevoli del mercato spingono il mondo corporate a ridurre il costo del debito e avviare già da ora la raccolta per il 2020.

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