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Da Intesa a Pirelli tutte le italiane negli indici della sostenibilità


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1' di lettura

Per il nono anno consecutivo Intesa Sanpaolo è stata inclusa - unica banca italiana - negli indici finanziari Dow Jones Sustainability Index Europe e Dow Jones Sustainability Index World, tra i più importanti indici borsistici di sostenibilità mondiali ed europei. Lo comunica la società in una nota.

A Intesa Sanpaolo è stato assegnato un punteggio complessivo pari a 78 su 100, rispetto a una media di settore di 46. È stato raggiunto il risultato massimo nelle sezioni dedicate all'inclusione finanziaria, alla gestione della relazione con la clientela, alla protezione della privacy e alla rendicontazione ambientale. Per quanto riguarda il settore finanziario, nel 2019 sono state 25 le banche inserite nel Dow Jones Sustainability Index World e 9 nell'indice Dow Jones Sustainability Index Europe.

Intesa Sanpaolo è una delle società quotate italiane presenti da più tempo negli indici Dow Jones sulla sostenibilità elaborati sulla base dell’indagine condotta annualmente dalla società svizzera RobecoSam. Altro nome presente da tempo è quello di Enel (da 15 anni nell’indice indieme alla controllata spagnola Endesa). Al colosso energetico e a Leonardo - Finmeccanica, altro nome italiano che compare negli indici di sostenibilità, è assegnato uno dei punteggi più alti (92) tra le italiane.

Oltre alle aziende citate tra le società che fanno parte degli indici Dow Jones sulla sostenibilità ci sono Prysmian, Pirelli & C, Generali, Moncler, Cnh Industrial, Terna, Saipem, Snam Rete Gas e Telecom Italia. Terna, sottolinea la società che gestisce la rete di trasmissione elettrica nazionale in una nota, «si conferma al primo posto mondiale nel settore Electric Utilities per le performance di sostenibilità».

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