Credito

Intesa Sanpaolo, Urbani Tartufi e Truffleland: 10 milioni di plafond per la filiera

Accordo per favorire l’accesso al credito per lo sviluppo della coltura del tartufo, in particolare nel territorio dell’Umbria

di E.Sg.

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2' di lettura

Opportunità di finanziamento per la crescita della filiera del tartufo dall’accordo sottoscritto da Intesa Sanpaolo, Urbani Tartufi e Truffleland per favorire l’accesso al credito
delle aziende che fanno parte del processo distributivo di Urbani, punto di riferimento del settore per tartufi, funghi e prodotti tartufati.
«Particolare attenzione è stata riservata alle realtà locali dell'Umbria per le quali è stato stanziato un plafond di 10 milioni di euro per finanziare investimenti a lungo termine anche valorizzando il ricambio generazionale e i giovani imprenditori del settore», spiega una nota.

L'obiettivo dell'accordo tra Intesa Sanpaolo e Urbani Tartufi è di favorire «il supporto finanziario agli imprenditori agricoli che intendono realizzare nuovi impianti e/o ampliamenti tartufigeni aderendo al progetto Truffleland di Urbani Tartufi». Ne potranno beneficiare le aziende agricole distribuite su tutto il territorio nazionale. L’intervento rientra nelle iniziative che la banca «ha messo in atto in coerenza e a supporto degli investimenti legati al Pnrr».

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Urbani Tartufi, nata nel 1852 e con sede a Sant'Anatolia di Narco (Perugia), è un'impresa «con diffusione capillare sia a livello nazionale che internazionale con la quale Intesa Sanpaolo ha avviato da tempo una forte collaborazione valorizzata recentemente anche con la premiazione dell'azienda durante il Programma Imprese Vincenti della banca».

Truffleland è un progetto lanciata qualche anno fa da Urbani, si tratta una società specializzata nella produzione e vendita di piantine da tartufomicorrizate, nella realizzazione di impianti tartufigeni chiavi in mano, di tartufaie coltivate,con un team di esperti nel campo delle consulenze in tartuficoltura.

In base all'accordo, Truffleland e Urbani intendono supportare i coltivatori attraverso la consulenza per l'analisi chimica e fisica di terreno, la redazione del progetto per la realizzazione o l'ampliamento di una tartufaia e per la realizzazione dell'impianto. «È prevista un’attività di consulenza e assistenza – specificano i promotori – durante tutto il ciclo produttivo, oltre al ritiro dei tartufi garantito da un contratto pluriennale».

«Siamo orgogliosi di aggiungere una nuova eccellenza del made in Italy al nostro Programma Sviluppo Filiere – ha dichiarato Massimiliano Cattozzi, responsabile Direzione Agribusiness Intesa Sanpaolo, a pochi giornidall'insediamento nel nuovo ruolo –. La filiera del tartufo rappresenta infatti un vanto per il nostro Paese nel mondo a testimonianza della qualità e della ricchezza delle produzioni. Inoltre vogliamo favorire il ricambio generazionale e sostenere l'imprenditoria giovanile umbra in quanto rappresentano il futuro di questo importante territorio ricco di tradizioni da preservare, promuovendo nel contempo investimenti per le transizioni green e digitale e l'innovazione, in coerenza con gli interventidel PNRR».

Giammarco Urbani, ad Urbani Tartufi sottolinea come l’accordo sia «un pilastro fondamentale per la tartuficoltura che potrà finalmente rappresentare una risposta per le giovani generazioni. Invece di essere costretti a lasciare il nostro paese, i giovani potranno dedicarsi a questa pratica fortemente redditizia che, grazie a Truffleland, ha valenza scientifica ed una riuscita garantita».

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