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Intesa Sanpaolo, utile a 2,3 miliardi dopo le rettifiche per Russia e Ucraina. Ai dipendenti 500 euro contro il carovita

La banca conferma i target 2022 e quelli del piano al 2025: previsto un utile 2022 «di oltre 4 miliardi» in assenza di uno shock delle materie prime

Intesa Sanpaolo: la sostenibilità richiede un cambio di cultura

3' di lettura

Intesa Sanpaolo ha chiuso il primo semestre del 2022 con un utile netto contabile di 2,3 miliardi, in calo del 22,1% rispetto a un anno prima, dopo aver registrato 1,1 miliardi di rettifiche di valore per l’esposizione a Russia e Ucraina (di cui 800 milioni nel primo trimestre). Al netto di questa voce l’utile è di 3,3 miliardi (+8,4%). Nel solo secondo trimestre l’utile è sceso dell’11,7% a 1,3 miliardi, al di sopra delle attese degli analisti.

Tornando al semestre, i proventi operativi netti si sono attestati a 10,76 miliardi (-0,3%), con interessi netti a 4,05 miliardi (+0,8%) e commissioni nette a 4,5 miliardi (-4,9%). In calo del 3,3% a 5,1 miliardi i costi operativi, per un rapporto cost/income sceso al 47,5%. Quanto alla solidità patrimoniale, il coefficiente Cet1 a regime è al 12,5% deducendo 1,6 miliardi di dividendi maturati nel primo semestre e i 3,4 miliardi di buyback.

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Target confermati

Intesa conferma i target 2022 e quelli del piano al 2025. L’istituto conferma infatti di vedere un utile 2022 «di oltre 4 miliardi assumendo che non intervengano cambiamenti critici nell'offerta di materie prime/energia» e «ben superiore a 3 miliardi anche con l'ipotesi molto conservativa di una copertura di circa il 40% dell'esposizione verso Russia e Ucraina, che implica il passaggio a Stage 3 della maggior parte dell'esposizione».

L’istituto avverte in ogni caso che «le prospettive per il 2022 sono soggette ad affinamento nei prossimi mesi in base all'evoluzione degli eventi riguardanti Russia e Ucraina».

La remunerazione ai soci

Confermato anche il payout al 70% dell'utile netto consolidato in ciascun anno del piano di impresa, e il buyback da 3,4 miliardi complessivi, di cui metà in corso e metà «da eseguire subordinatamente alla delibera, entro l'approvazione dei risultati al 31 dicembre 2022, da parte del cda». Intesa considera inoltre «un’eventuale ulteriore distribuzione da valutare anno per anno a partire dal 2023». Intesa sottolinea infine che «le iniziative industriali del piano di impresa 2022-2025 sono ben avviate ed è confermato l'obiettivo di 6,5 miliardi di euro di utile netto nel 2025».

L’acconto sul dividendo

Il cda di Intesa Sanpaolo ha previsto come acconto dividendi cash da distribuire a valere sui risultati del 2022 un ammontare non inferiore a 1,1 miliardi. «La delibera consiliare in merito all'acconto dividendi - prosegue la nota - verrà definita il 4 novembre prossimo, in occasione dell'approvazione dei risultati consolidati al 30 settembre 2022, in relazione ai risultati del terzo trimestre 2022 e di quelli prevedibili per il quarto trimestre 2022».

I crediti deteriorati

Nel primo semestre dell’anno la banca registra una riduzione dei crediti deteriorati, al lordo delle rettifiche di valore, pari a circa 4,1 miliardi di euro da fine 2021 e a circa 54 miliardi dal picco di settembre 2015. Lo stock di crediti deteriorati scende, dal dicembre 2021, del 26,9% al lordo delle rettifiche di valore e del 13% al netto; l’incidenza dei crediti deteriorati sui crediti complessivi è pari al 2,3% al lordo delle rettifiche di valore e all’ 1,3% al netto considerando il dato contabile al 30 giugno.

A ogni dipendente 500 euro contro l’inflazione

«Presentiamo i risultati del primo semestre 2022 in un contesto straordinariamente complesso. Il conflitto scatenato dalla Russia in Ucraina ha causato una grave crisi internazionale. Il quadro economico è segnato dal notevole incremento dell'inflazione, che già a inizio anno mostrava
le prime evidenze, e dal conseguente aumento delle difficoltà sociali». Così l’a.d. di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, commentando la semestrale dell’istituto. «Per questa ragione - aggiunge - abbiamo deciso di destinare a tutte le nostre persone in Italia e all'estero,
eccetto chi ha funzione di dirigente o equivalente, un contributo economico straordinario di circa 500 euro, per un ammontare complessivo di circa 50 milioni a favore di 82mila
persone del nostro gruppo».

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