ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùfinanza per l’impresa

Intesa, al via il progetto basket bond: un miliardo per 200 Pmi

Il basket bond per le Pmi è credito a costi bassi grazie al principio mutualistico. I titoli di gruppo saranno sottoscritti dalla banca e poi messi sul mercato

di Luca Davi


default onloading pic
(Bloomberg)

3' di lettura

Un programma di emissioni di basket bond da un miliardo di euro (da varare in più tranche) per supportare le imprese a finanziarsi a costi più bassi sul mercato. E, nel contempo, per aiutarle a farsi conoscere dagli investitori istituzionali. È un progetto ad ampio respiro quello che sta mettendo in cantiere Intesa Sanpaolo e rivolto alle Pmi italiane. La divisione della Banca dei Territori, guidata da Stefano Barrese, vuole spingere su questo strumento di finanza alternativa per finanziare i progetti di crescita.

Il meccanismo, di fatto, è semplice: grazie ai basket bond, gli affidamenti delle imprese creditrici che accedono al programma vengono cartolarizzati in titoli (Asset backed securities, Abs) sottoscritti dalla banca stessa, per essere successivamente collocati sul mercato presso investitori istituzionali. «Vogliamo offrire un prodotto che guardi alle aziende con un profilo qualitativo di livello medio-alto, diversificato in base alle esigenze e che al contempo aiuti le aziende ad accedere al mercato dei capitali», spiega Barrese al Sole 24Ore.

Rispetto ai classici mini-bond – emissioni di ammontare limitato delle singole Pmi emittenti -, il vantaggio dei basket-bond è costituito dal principio mutualistico. Che da una parte consente «alle aziende di finanziarsi a costi più contenuti rispetto a un mini-bond tradizionale» mentre agli investitori «permette di investire nell’economia reale attraverso un prodotto dal rendimento interessante ma con un rischio più contenuto», aggiunge il manager. A ridurre il profilo di rischio è l’elevata diversificazione del portafoglio di aziende sottostanti, sia da un punto di vista del settore merceologico sia dell’area geografica di riferimento.

Nei piani di Ca’ de Sass, il primo basket bond, del valore di circa 2-300 milioni, arriverà sul mercato in autunno e coinvolgerà una cinquantina di aziende (di cui una ventina sono già state individuate) sparse in tutta Italia. L’obiettivo della banca è di emettere fino a un miliardo complessivo, per un totale di 200 Pmi: si guarda ovviamente al bacino delle imprese che aderiscono al programma Elite (circa un centinaio quelle targate Intesa). E se per Intesa, d’altra parte, l’opportunità è di aumentare il total asset turnover - garantendo nel frattempo l’efficienza sul fronte del capitale e della liquidità -, l’ulteriore vantaggio per le aziende è di riuscire ad intercettare una domanda di investimento da parte dei soggetti istituzionali (si pensi ai fondi di investimento) che diversamente sarebbe loro preclusa, vista la size ridotta.

L’impegno a favorire la crescita delle Pmi da parte di Intesa non finisce però qui. Dopo un’Ipo sull’Aim (Pattern, settore moda), 3 operazioni di M&A e i 145 deal di finanza strutturata realizzati tra il 2018 e il 2019 - dopo il varo del polo dedicato all’advisory Corporate finance Banca dei Territori collocato all’interno di Banca Imi, in tandem con Mediocredito Italiano -, si punta a spingere l’acceleratore sulla finanza straordinaria: in pipeline ci sono tre Ipo di Pmi (su Mta e Aim) e sei potenziali deal di M&A.

E proprio nell’ottica di accompagnare alla crescita e dare visibilità alle tante Pmi di successo, Intesa Sanpaolo, con la collaborazione di alcuni partner (Bain & Company, Elite e Gambero Rosso) nei mesi scorsi ha selezionato circa 120 aziende (tra 1.800 autocandidature) che rappresentano un’eccellenza nazionale nell’industria, nei servizi, nel food&beverage, nella moda e nel design. Si tratta di aziende che hanno registrato buone performance economico-finanziarie e con un fatturato compreso fra 2 e 350 milioni di euro, almeno 10 dipendenti e sede legale in Italia. Le imprese che si sono candidate, invece, rappresentano tutte le 20 regioni e 95 provincie italiane, provengono da 90 distretti industriali e esprimono un fatturato complessivo di 25 miliardi e oltre 100mila dipendenti. Da sole valgono oltre l’1,5% del Pil italiano.

Alle Pmi selezionate verrà offerto supporto allo sviluppo e consulenza sul proprio posizionamento strategico, nell’ambito di un’iniziativa (“Imprese vincenti”) che martedì, dopo otto appuntamenti in tutta Italia, arriverà alla sua tappa finale a Milano. «L’Italia è ricchissima di Pmi con grandi potenzialità di crescita reddituale e che si distinguono per la loro capacità di affermarsi all’estero – conclude Barrese –. Vanno premiate e aiutate nei loro percorsi di innovazione e valorizzazione delle competenze e dei talenti del proprio capitale umano».

Riproduzione riservata ©
Per saperne di più

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...