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L’inverno demografico dell’Italia: ecco le cause e come superarlo

A spiegare le ragioni saranno i numeri della Qualità della vita e il podcast «L’inverno demografico» sul sito del Sole 24 Ore e di Radio 24

di Michela Finizio

Meno figli anche nel 2022: calo medio del 3% delle nascite da nord a sud

3' di lettura

L’inverno demografico attraversa i numeri dell’indagine della Qualità della vita fin dalla sua prima pubblicazione, nel 1990. Allora il tasso di natalità registrava il suo record a Caserta, dove si rilevavano 14,95 bambini nuovi nati ogni mille abitanti nell’arco dell’ultimo anno. All’ultimo posto c’era Ferrara, con 5,81 nati vivi ogni mille abitanti. Oggi, ben 33 anni dopo, il tasso di natalità a Caserta è sceso a 7,9 nuovi nati ogni mille abitanti, la metà rispetto al 1990. Questo a fronte di una media nazionale che sfiora appena i 6,5 nati ogni mille abitanti.

A spiegare le ragioni di questa non bella stagione demografica saranno cinque puntate del podcast «L’inverno demografico», sul sito del Sole 24 Ore e di Radio 24. Un racconto per capire come l’Italia sia caduta in questa trappola della denatalità, un oroscopo demografico che affiancherà il viaggio della Qualità della vita, analizzando i dati sulle condizioni di vita e sulle opportunità dei territori.

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Il declino della natalità è iniziato nel 2009 e proseguito anno dopo anno. Le voci di demografi, docenti universitari, esperti e giornalisti guideranno gli ascoltatori tra le cause della denatalità, anche attraverso le esperienze di altri Paesi, analizzando l'efficacia e i limiti delle iniziative politiche, dei bonus e dell'apporto dato dall'immigrazione. Un percorso che si affianca al viaggio della Qualità della vita che ogni anno Il Sole 24 Ore propone attraverso lo studio di centinaia di dati sulle condizioni di vita e sulle opportunità dei territori. Quei territori dove, sempre di più, vengono meno la voglia, e le condizioni, per diventare genitori.

Nel primo episodio, intitolato “Lo stato delle culle” a parlare è il presidente dell’Istat, Gian Carlo Blangiardo. Nel secondo, intitolato “L'oroscopo demografico”, il protagonista è Alessandro Rosina, professore ordinario di Demografia e Statistica sociale nella Facoltà di Economia dell'Università Cattolica di Milano. “La lezione tedesca” è invece il titolo del terzo episodio dove ascoltiamo Francesca Luppi, Ricercatrice e docente di Demografia nella Facoltà di Economia dell’Università Cattolica di Milano. È intitolato “SOS scuola - lavoro” il quarto episodio con Maria Piera Ceci, giornalista di Radio 24, e Alberto Orioli, vicedirettore de Il Sole 24 Ore. Infine, il quinto episodio, “Vecchi e nuovi italiani”, contiene il dibattito-racconto tra Fabio Carducci, giornalista de Il Sole 24 Ore, e Valentina Furlanetto, giornalista di Radio 24.

In tutte le province italiane le neo-madri superano i 30 anni. A Milano e Firenze l’età arriva a 33,3 anni. E, passando in rassegna le passate edizioni dell’indagine, bisogna risalire al 2006 per trovare una sola provincia, Napoli, con età media inferiore, 29 anni.

Meno figli anche nel 2022: calo medio del 3% delle nascite da nord a sud

A ritardare l’evento sono sempre più le giovani coppie, frenate anche dalle varie difficoltà nel mettere su famiglia e dall’instabilità economica. Negli ultimi dieci anni è crollato anche l’indice di nuzialità: nel 2021 in Italia sono stati celebrati tre matrimoni ogni mille abitanti, nel 2006 erano stati 4,2.

A completare i trend demografici arrivano i dati sui trasferimenti di residenza che riflettono l’attrattività, in crescita o in calo, dei territori. Da gennaio a giugno del 2022 le cancellazioni anagrafiche hanno registrato un incremento record a Crotone (+22% rispetto allo stesso periodo del 2021), Caltanissetta (+18%), Ferrara, Foggia e Lecce (+17%). Le migrazioni interne sono tornate a galoppare e così le nuove iscrizioni, in crescita quasi ovunque ad eccezione di Trieste (-17%) e Pescara (-3%).

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