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Investimenti, comunicazioni alla clientela solo in digitale

Arriva in Consiglio dei ministri il recepimento delle modifiche alla direttiva Mifid 2 che punta a ridurre gli oneri buricratici sugli obbligi di informazione e sui limiti di posizione

(tippapatt - stock.adobe.com)

2' di lettura

Corsa contro il tempo del governo per recepire anche in Italia le modifiche alla direttiva Mifid 2 sugli obblighi di informazione, governance del prodotto e limiti di posizione. All’ordine del giorno del Consiglio dei ministri di venerdì 9 dicembre, c’è anche il Decreto legislativo di recepimento delle nuove regole Ue che puntano soprattutto a ridurre gli oneri burocratici per tutti gli operatori, a partire dalla riduzione progressiva delle informazioni cartacee rilasciate alla clientela. Per la mancata attuazione di queste modifiche alla Mifid 2 l’Italia è già in procedura d’infrazione con Bruxelles e per risolverla si era impegnata a licenziare il nuovo decreto proprio entro il 10 dicembre 2022.

Cambiano gli obblighi informativi

Tra le novità in arrivo in tema di Mifid 2 c’è senz’altro l’introduzione dell’obbligo che le informazioni alla clientela siano fornite in formato digitale. Resta ferma la possibilità per l’investitore al dettaglio di optare per il rilascio di informazioni in formato cartaceo. Il decreto prevede comunque un periodo transitorio per la piena operatività dell’obbligo alla comunicazioni digitali. Il decreto in arrivo, infatti, prevede espressamente tra le disposizioni transitorie che nell'ottica di assicurare agli operatori maggiori certezze, anche sotto il profilo temporale, gli intermediari dovranno effettuare le comunicazioni in formato digitale ai clienti retail già in essere alla data di entrata in vigore delle nuove regole alla prima occasione utile e comunque non oltre centoventi giorni dall'entrata in vigore del decreto. Decreto che una volta approvato in Cdm dovrà andare al parere delle commissioni parlamentari e poi tornare a Palazzo Chigi per l’approvazione definitiva.

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Le transazioni a distanza

Per le transazioni in strumenti finanziari effettuate con mezzi di comunicazione a distanza, le nuove regole in arrivo prevedono che le informazioni su costi e oneri possano essere fornite dopo la conclusione dell'operazione. Questo sempreché il cliente abbia dato il suo via libera e gli sia stata data la possibilità di ritardare la chiusura dell'operazione per poter ricevere preventivamente queste informazioni.

Clienti professionali

Per questi soggetti viene previsto che le informazioni su costi e oneri siano dovute soltanto per la consulenza in materia di investimenti e gestione del portafoglio. Non solo. Non sarà più dovuta l’informativa relativa ai costi e benefici degli switch di portafoglio, salvo una esplicita richiesta del cliente. Infine, anche in questo a meno di una specifica richiesta del cliente non sono dovute la relazione periodica sui servizi prestati e la relazione di adeguatezza.

Meno obblighi informativi

Nelle operazioni di ricezione, trasmissione ed esecuzione ordini con controparti qualificate, la nuova direttiva prevede che le imprese di investimento hanno la possibilità di non sottostare agli obblighi di natura informativa, a quelli di valutazione di adeguatezza, a quelli di best execution e a quelli relativi alla gestione degli ordini. Inoltre viene sospeso fino al 28 febbraio 2023 l’obbligo della comunicazione periodica al pubblico sulla qualità dei servizi di esecuzione forniti da sedi di negoziazione europee e altre sedi di esecuzione.

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