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Investimenti in crescita per consolidare l’era dell’eco-design

L’intera filiera punta sull’utilizzo di macchinari e impianti di ultima generazione per ridurre drasticamente l’impatto ambientale

di Antonella Galli

Arredo3, linea di elementi e componenti eco-sostenibili Gaia: ante, top, maniglie e vani a giorno, schienali o tavoli realizzati con materiali riciclati

3' di lettura

Non si diventa sostenibili da un giorno all’altro: bene lo sanno le aziende del settore arredo, poiché non basta vantare l’impiego di materiali riciclati o un nuovo impianto fotovoltaico. Si tratta, piuttosto, di impostare una rivoluzione di sistema, alla radice del fare impresa, che richiede tempo e investimenti. Chi è più avanti oggi è perché ha intrapreso questa strada già da anni e in qualche modo si pone come modello per chi dovrà recuperare terreno.

Un buon esempio è offerto da Pedrali con un percorso avviato nel 2018, ottenendo la certificazione l’anno seguente: la misurazione delle emissioni di gas serra è la base indispensabile per definire gli obiettivi e gli investimenti. Che, nel caso di Pedrali, hanno portato all’installazione di 6000 mq di pannelli fotovoltaici, da cui derivano 1,2 mw di energia, al controllo e riuso delle acque dei processi industriali, all’utilizzo integrale di fonti led, alle numerose certificazioni di sistema e di prodotto. «Realizziamo tutto internamente, nelle nostre unità produttive di Mornico al Serio e di Manzano - spiega Monica Pedrali - e questo ci consente di controllare l’intera filiera, utilizzando macchinari e impianti di ultima generazione, oltre che materiali sostenibili e di alta qualità». Come nella recentissima poltrona Lamorisse Wood di CMP Design Studio, versione in legno per interni che impiega legno al 100% certificato FSC e vernici all’acqua con resine di origine vegetale, che può essere facilmente disassemblata per sostituzioni o riciclo finale.

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Oltre al monitoraggio delle emissioni di gas serra e agli interventi organici per ridurle, Flos si è concentrata sul quadro di eco-design dei prodotti (condiviso con le altre aziende di Design Holding), che investe, tra gli altri, aspetti come la durabilità, la scelta dei materiali, la disassemblabilità, oltre alla qualità dei componenti tecnici. Sono perfettamente condensati nella nuova lampada Bilboquet, firmata dal canadese Philippe Malouin, il cui corpo esterno è realizzato in un policarbonato di origine naturale (il tall oil, sottoprodotto della lavorazione della cellulosa per la carta), mentre la sfera centrale in acciaio, su cui ruota il corpo illuminante, è recuperata da quelle scartate dall’industria delle turbine (per difetti di centesimi di millimetro) e nessun componente è incollato, per consentire sostituzioni e disassemblaggio.

A sinistra: Fantoni, sistema Panorama, firmato Ben van Berkel e UNStudio. A destra: Pedrali, poltrona Lamorisse Wood di CMP Design Studio

Sono circa tre milioni di euro in un triennio gli investimenti di Lago in progetti legati alla sostenibilità, una catena di valori e azioni in cui Daniele Lago, Ceo e head of design, crede fermamente, tanto da impostare il Lago Sustainability Circle, un acceleratore di cambiamento che coinvolge attivamente oltre un quarto di tutto il personale. L’obiettivo è di arrivare all’approccio circolare per tutta la filiera, incrementando la qualità e la durabilità dei prodotti, a partire da innovazioni come la tecnologia digitale XGlass, che consente di trasferire su vetro - materiale resistente e riciclabile per eccellenza - le texture di metalli, legni e pietre; ed è in questo nuovo materiale che Bartoli Design ha scelto di realizzare il piano del nuovo tavolo Hoa.

Interessante anche l’approccio di Arredo3, azienda veneta di cucine, che ha investito nell’automazione dei processi produttivi, pur mantenendo ampie possibilità di personalizzazione, e nella messa a punto di Gaia, una linea di elementi e componenti ecosostenibili che possono essere inseriti in modo trasversale in molte collezioni, così che il cliente più attento agli aspetti ambientali possa includerli nel progetto tailor-made della sua cucina. Si tratta di ante, top, maniglie (come la Brera) e vani a giorno, schienali o tavoli realizzati con materiali riciclati come il Pet o il legno di recupero, riciclabili come vetro, acciaio, alluminio o con le resistentissime lastre Cosmolite (di Stone Italiana), composte interamente da minerali da riciclo provenienti dall’industria lapidea.

Arrivano a cento milioni complessivi gli investimenti che Fantoni, gruppo leader nella realizzazione di pannelli, mobili per ufficio e pareti divisorie e fonoassorbenti, ha dedicato dal 2017 per la produzione di pannelli in truciolare al 100% da legno riciclato, ma anche degli innovativi MR, pannelli in MDF a tre strati con una componente di legno da riciclo superiore al 50% (Brevetto Europeo di Prodotto e Processo del 2022). Tra gli obiettivi di Fantoni c’è anche il design di sistemi per l’ufficio, che consentono adattabilità e riutilizzo nel tempo, come il recentissimo progetto Panorama firmato da Ben van Berkel e UNStudio, un sistema di divisori a diverse altezze che permette varie disposizioni a seconda che lo spazio sia finalizzato a ospitare lavoro individuale o di gruppo, incontri anche informali o momenti di relax.

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