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Investimenti Esg, arriva la Carta di Bankitalia per un portafoglio da 190 miliardi

I criteri saranno applicati in maniera graduale. Escluse le aziende che non rispettano le convenzioni sul lavoro e i produttori di armi e tabacco

di Vitaliano D'Angerio

(IMAGOECONOMICA)

3' di lettura

Arriva la Carta di investimenti sostenibili con il timbro di Bankitalia. I criteri Esg verranno applicati, in maniera graduale, ai 190 miliardi del portafoglio finanziario e delle riserve valutarie. Fra le caratteristiche fondamentali del documento, l’esclusione delle aziende che operano nel settore armi e tabacco; fuori dal portafoglio anche chi non rispetta le convenzioni fondamentali dell’Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo) fra cui quella sul lavoro forzato e sulle libertà sindacali. L’impegno di Bankitalia sul fronte della finanza sostenibile avviato nel 2018 (15 i miliardi già investiti con criteri Esg), ha già portato due importanti risultati: il taglio di CO2 pari alle emissioni annue di 210mila persone e il risparmio di energia pari al consumo di 158mila famiglie.

INTENSITÀ CARBONICA
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Il perimetro degli investimenti sostenibili

«La Carta si applica alle attività gestite in autonomia dalla Banca, ossia gli investimenti del suo portafoglio finanziario e delle riserve valutarie – ha dichiarato il vicedirettore generale di Bankitalia, Paolo Angelini, nel corso della presentazione del documento – . Si tratta di un perimetro considerevole: a fine 2020 copriva attivi per circa 190 miliardi di euro (148 e 44 miliardi, rispettivamente, per il portafoglio finanziario e le riserve valutarie). Non si applica invece ai portafogli di politica monetaria, la cui gestione è responsabilità dell'Eurosistema».

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INTENSITÀ DI ENERGIA
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L’estensione della Carta degli investimenti sostenibili avverrà in maniera graduale e riguarderà dunque anche i titoli di Stato inseriti nel portafoglio finanziario dell’istituto centrale. Certo è che non saranno gli unici criteri con cui verranno selezionati gli investimenti: l’applicazione della Carta, ha ribadito Angelini, «sarà graduale e terrà conto anche di altre considerazioni, il criterio Esg non sarà infatti quello primario nelle scelte».

Il dettaglio della Carta

La Carta degli investimenti sostenibili di Bankitalia è un passaggio chiave per l’istituto centrale italiano che partecipa al Network for Greening the Financial System (Ngfs), organismo composto da banche centrali e autorità di supervisione che, su base volontaria, condividono le migliori prassi sia per la gestione dei rischi ambientali e climatici, sia per promuovere il coinvolgimento del sistema finanziario nella transizione verso un’economia sostenibile.

Ma qual è il dettaglio di questo documento? Si parte dai criteri di esclusione degli investimenti:

1) rispetto delle convenzioni internazionali sul lavoro, altrimenti si è fuori dal portafoglio. Nel dettaglio: libertà sindacale e la protezione del diritto sindacale, il
diritto di organizzazione e di negoziazione collettiva, l’uguaglianza di retribuzione, l’abolizione del lavoro forzato, la discriminazione in materia di impiego e nelle professioni, età minima per l’assunzione e le forme peggiori di lavoro minorile.

2) rispetto dei trattati internazionali in materia di armi biologiche, chimiche, mine antiuomo, munizioni a grappolo, a frammentazione invisibile, incendiarie e laser accecanti.

3) rispetto del trattato di non proliferazione delle armi nucleari

4) tabacco.

La definizione di sviluppo sostenibile e gli impegni

«La Banca – si legge nella Carta di Bankitalia – accoglie la definizione di sviluppo sostenibile inteso come modello di sviluppo in grado di assicurare il soddisfacimento
dei bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di realizzare i propri».

Per quanto riguarda gli investimenti Esg di Bankitalia, nel documento viene specificato che Bankitalia darà la sua preferenza alle «imprese che: (a) sono attente all’utilizzo responsabile delle risorse naturali e agli effetti sugli ecosistemi; (b) mantengono adeguate condizioni di sicurezza, salute, giustizia, parità e inclusione; (c) generano reddito e lavoro
nel rispetto di principi etici e delle migliori pratiche di governo societario».

Angelini ha poi dichiarato che con la Carta degli investimenti sostenibili, Bankitalia assume tre impegni:

«1) promuovere la sostenibilità Esg, con iniziative per incoraggiare la diffusione di informazioni di sostenibilità da parte degli emittenti, degli intermediari e degli altri operatori del sistema finanziario;

2) proseguire a integrare i principi Esg nella gestione degli investimenti e dei rischi finanziari e privilegiare gli investimenti che presentano il miglior profilo Esg;

3) pubblicare informazioni e analisi sulla finanza sostenibile; comunicare periodicamente i risultati raggiunti per i propri investimenti e gli effetti per la società e l'ambiente; contribuire alla diffusione della cultura della finanza sostenibile nel sistema finanziario e tra i cittadini».

Da segnalare infine l’inserimento nella Carta dei: principi del Patto mondiale delle Nazioni Unite (United Nations Global Compact), Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, Accordo di Parigi sul clima del 2015.

Data provider e rating etici

A proposito dei dati e dei rating etici, Angelini ha ricordato che la Banca d’Italia, per l’anno prossimo, avvierà la pubblicazione di un rapporto annuale sugli investimenti sostenibili. Da segnalare che l’istituto centrale utilizza le informazioni fornite da data provider e agenzie di rating etico ma, allo stesso tempo, utilizzerà anche i numerosi studi e le informazioni statistiche del proprio ufficio studi. Grande attenzione inoltre alle metodologie e criteri utilizzati dai fornitori di dati e dalle agenzie di rating.

All’annuncio della Carta degli investimenti erano presenti anche Enrico Bernardini del Dipartimento Mercati della Banca e Ivan Faiella del Dipartimento Economia e statistica di via Nazionale.

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