ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùil SUMMIT a bruxelles

Investimenti, intesa Ue-Cina per un accordo entro il 2020. «No a trasferimenti forzati di tecnologia»

dal nostro corrispondente Beda Romano


Via della seta, Conte: intesa con Cina ma rispettiamo regole Ue

2' di lettura

BRUXELLES – Unione europea e Cina si dovrebbero accordare oggi qui a Bruxelles per chiudere entro il 2020 le trattative in vista di un accordo «ambizioso» che regolamenti gli investimenti nei due blocchi. L’intesa, che prevede anche nuovi impegni contro l'uso di sussidi industriali, giunge in un contesto delicatissimo. La Cina appare improvvisamente oltre che un partner anche un concorrente, se non addirittura un rivale. Il Paese, poi, è fonte di tensioni tra gli stessi Ventotto.

Il comunicato finale, che dovrebbe essere firmato oggi dalle istituzioni comunitarie e dal premier Li Keqiang, è un documento di sette pagine, negoziato fino all'ultimo. Nel fine settimana è addirittura circolata voce che il vertice bilaterale di oggi, il 21mo del suo genere, sarebbe terminato senza conclusioni. Controversi erano i punti relativi a una collaborazione bilaterale per evitare sussidi industriali così come alla necessità di perseguire un ordine mondiale basato su regole certe.

Sui due fronti, il governo cinese ha frenato per lunghi giorni. Il compromesso tra le parti, che dovrebbe essere approvato e firmato nel pomeriggio, prevede che i due blocchi rispettino «il diritto internazionale e le norme fondamentali che governano le relazioni internazionali». I Ventotto si sono arresi e non sono riusciti a imporre una frase più precisa. Viceversa, Pechino ha accettato «di intensificare le discussioni con l’obiettivo di rafforzare le regole internazionali sui sussidi industriali».

Nel contempo, le parti si sono trovate d’accordo per evitare «trasferimenti forzati di tecnologia». Questo aspetto è particolarmente sensibile. In questi anni, Francia e Germania si sono dette più volte preoccupate all’idea che imprese cinesi possano appropriarsi di tecnologia europea. In questo senso, Pechino e Bruxelles sottolineano nel loro comunicato «l’importanza di seguire standard internazionali nel campo della protezione della proprietà intellettuale».

Unione europea e Cina hanno anche confermato di voler chiudere i negoziati in vista di un accordo dedicato agli investimenti entro il 2020. Proprio nei mesi scorsi i Ventotto hanno approvato nuovi paletti agli investimenti provenienti da Paesi terzi. Inoltre, nel loro comunicato, i due blocchi spiegano che «i diritti umani sono universali, indivisibili, interdipendenti e interconnessi». Questa presa di posizione è stata voluta dai Ventotto, anche se è un tema che non piace ai cinesi.

Come detto, il rapporto europeo con la Cina si è incrinato nel recente passato. Nessun Paese europeo può fare a meno del grande mercato cinese. Al tempo stesso preoccupa la dominazione cinese in alcuni settori, soprattutto se influenzati da sussidi pubblici e da una economia dirigista. Proprio l’Italia ha firmato di recente un Memorandum di Intesa con Pechino, seguendo l’esempio di una decina di altri Paesi europei. In alcune capitali, la decisione italiana ha provocato perplessità.

Riproduzione riservata ©
Per saperne di più

loading...

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...