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Investindustrial rileva il 52% di Eataly

L’accordo prevede un aumento di capitale di circa 200 milioni di euro per azzerare l’indebitamento

di Carlo Festa

Investindustrial punta alla scalata di Eataly (Ansa)

3' di lettura

Investindustrial, il fondo di investimento guidato da Andrea Bonomi, ufficializza l’accordo che lo porterà a diventare l’azionista di maggioranza di Eataly, con una partecipazione del 52% nel capitale del gruppo fondato da Oscar Farinetti e l’obiettivo di supportarne la crescita a livello internazionale. La struttura dell’operazione prevede un aumento di capitale di 200 milioni di euro e un concomitante acquisto da parte di Investindustrial di una parte delle quote detenute dagli azionisti esistenti.

L’operazione prevede che, al closing, Investindustrial detenga il 52% del capitale, mentre i soci storici Eatinvest (famiglia Farinetti), la famiglia Baffigo / Miroglio e Clubitaly (Tamburi Investment Partners) possiederanno complessivamente il restante 48% del capitale. Grazie all’aumento verrà di fatto azzerato l’indebitamento finanziario netto della società in modo tale da massimizzare la flessibilità finanziaria necessaria per l’accelerazione dell’espansione su scala globale.

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Al termine dell’operazione l’attuale a.d. Nicola Farinetti assumerà la carica di presidente e il nome del suo successore “sarà annunciato a breve”: si tratterà di “un manager di grande esperienza che contribuirà alla crescita e al consolidamento della Società su scala globale”. Investindustrial, la famiglia Farinetti, la famiglia Baffigo-Miroglio e Clubitaly “intendono continuare a sostenere lo sviluppo globale del business, sia attraverso un piano di nuovi flagship stores, sia con l'apertura di nuovi store formats nelle grandi città, nonché proseguendo nel percorso di sostenibilità che da sempre caratterizza Eataly”.

Questo progetto - evidenziano tutti i partner - “prevede il mantenimento della società in Italia, dove Eataly è nata, una forte crescita in mercati esteri quali gli Stati Uniti, dove è già attiva con 8 flagship stores, e lo sviluppo nel Middle East – Asia, dove il Gruppo è attualmente presente con 16 stores in franchising”. Commentando l’operazione Andrea Bonomi, Presidente dell'Industrial Advisory Board di Investindustrial, spiega: “Siamo entusiasti di poter supportare un'eccellenza italiana nel mondo come Eataly in qualità di partner industriale di lungo periodo. Eataly rappresenta un player unico che la famiglia Farinetti, grazie alla sua visione e capacità imprenditoriale, ha guidato nella rivoluzione del concetto di cibo italiano di alta qualità in tutto il mondo”. Per l’ad Nicola Farinetti, “l'accordo sottoscritto apre ad una partnership strategica che proietta Eataly in una nuova fase della sua storia, che si prospetta di grande crescita a livello internazionale. E che ci permetterà di rafforzare il nostro format unico al mondo, promuovere progetti legati all'innovazione e valorizzare i nostri talenti”.

L’aumento di capitale è volto a supportare la crescita di Eataly in Italia e nel mondo, valorizzandone la filosofia e il Dna sostenibile, il sostegno continuo alle filiere agroalimentari locali e l’esportazione di prodotti di eccellenza, sia tramite l’espansione dei flagship stores su scala globale, sia tramite lo sviluppo di nuovi formati. Inoltre con la ricapitalizzazione si punta ad acquistare il restante 40% del business di Eataly negli Stati Uniti, in linea con la strategia di crescita della società e di consolidamento del ruolo di ambasciatrice del food Made in Italy all’estero.

Nell’ambito dell’operazione, Investindustrial si è avvalsa della consulenza dello studio legale Chiomenti e di Kirkland & Ellis per gli aspetti legali, di Deloitte per quelli contabili e fiscali, di Boston Consulting Group per la due diligence commerciale e di Unicredit in qualità di consulente finanziario. Investindustrial è stata inoltre supportata da Ramboll per gli aspetti ambientali e di sicurezza e da WTW per gli aspetti assicurativi. Eataly è stata affiancata dallo studio legale e Tributario Fivelex, per gli aspetti legali di diritto italiano, nonché da Tarter Krinsky & Drogin LLP, Danow, McMullan & Panoff, P.C. e Olshan, per gli aspetti legali negli Stati Uniti. Lo studio legale e tributario Biscozzi Nobili Piazza ha curato gli aspetti fiscali dell’operazione.

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