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Investindustrial, raccolta record per il settimo fondo a 3,75 miliardi

La raccolta totale della società di investimento guidata da Andrea C. Bonomi arriva così a 11 miliardi di euro. L’ultimo fondo ha investitori prevalentemente europei (51%) e americani (40%).

di Monica D'Ascenzo

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2' di lettura

Target: aziende mid-market del sud Europa leader nel proprio settore. Potenza di fuoco: 3,75 miliardi di euro. Due tratti essenziali sufficienti a delineare la fisionomia del nuovo fondo appena chiuso da Investindustrial, la società di investimento che fa capo ad Andrea C. Bonomi. Il fondo più grande nella storia della società, che porta la raccolta totale a 11 miliardi di euro.

Nel dettaglio, secondo fonti vicine all’operazione, il nuovo fondo ha registrato un forte interesse da parte di investitori istituzionali sia pre-esistenti con un tasso di rinnovo superiore al 110% sia nuovi. La base degli investitori è principalmente europea (51%), americana per il 40% e asiatica/medio orientale per il 9%. La novità per questo settima fondo è la presenza anche di investitori istituzionali italiani nella compagine.

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Ma chi sono i sottoscrittori? Il 36% è rappresentato da fondi pensione pubblici e fondi sovrani, il 35% da assicurazioni, il 15% da fondazioni e loro fondi di investimento, mentre nel restante 14% figurano prevalentemente fondi di fondi.

Chiusa la raccolta, ora il team di Investindustrial può concentrarsi sulla fase di investimento dando seguito allo scouting continuo soprattutto in Italia e in Spagna. Il fondo, infatti, sarà investito per almeno il 70%, quindi oltre 2,6 miliardi, nel Sud-Europa e principalmente in Italia dove storicamente i fondi precedenti hanno investito la maggioranza dei capitali disponibili.

In particolare, in Italia Investindustrial ha effettuato circa il 50% delle oltre 60 operazioni realizzate negli anni e tra le aziende partecipate oggi figurano, tra le altre, Artsana, Design Holding (B&B Italia), Flos e Arclinea accanto alla danese Louis Poulsen - Sergio Rossi, Ceme, Italcanditi, Lifebrain, Polynt Reichhold. Le società italiane partecipate da Investindustrial hanno in media registrato negli anni una crescita del fatturato di circa il 60% tra il momento dell’ingresso e il momento dell’uscita dalla società e contano nel 2018 oltre 9100 dipendenti per un fatturato nel Paese per 1,5 miliardi di euro.

Fuori dall’Italia Investindustrial segue in questo periodo le sorti di Aston Martin, quotata al London Stock Exchange il 3 ottobre 2018 a 19 sterline per azione. Oggi la casa automobilistica, invece, tratta a circa 558 pence per azione, dopo minimi sotto le 5 sterline a seguito dei dati della semestrale, che aveva evidenziato una perdita di 78,8 milioni di sterline. Investindustrial detiene ancora una quota del 32,8% della società, che, secondo gli ultimi rumors, potrebbe interessare al miliardario canadese Lawrence Sheldon Strulovitch (Stroll). Da sempre appassionato di motori Stroll è proprietario di una concessionaria Ferrari nel Quebec e titolare del Formula 1 Racing Point. Comunque vada la vicenda Aston Martin, Investindustrial ora avrà da lavorare all’investimento dei 3,75 miliardi di euro del nuovo fondo, che distribuiti in società del mid-market equivalgono a un numero di operazioni importanti.

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