L’INTERVENTO

Maggi: «Investire in Bankitalia? Meglio il progetto “Economia Reale” con Cdp»

Il presidente di Assofondipensione interveniene nel dibattito aperto su 24+ in merito alla possibilità per i fondi pensione di sottoscrivere quote della Banca d’Italia, così come fatto da alcuni fondi preesistentie Casse previdenziali

di Giovanni Maggi (*)


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2' di lettura

Il tema dell'investimento in quote costituenti il capitale di Banca d'Italia, Banca centrale italiana e soggetto di diritto pubblico, da parte dei fondi pensione, di cui si discute in questi giorni, è una ipotesi suggestiva, ma si tratta di valutare metodo e merito degli strumenti in campo, oltreché il riferimento agli obiettivi di contesto. L'acquisto di quote o azioni da parte di un fondo pensione negoziale può avvenire tramite gestione diretta o indiretta.

Le regole per la gestione
Secondo la vigente normativa, la gestione diretta, ove statutariamente consentita, è possibile solo per l'acquisto di quote di società immobiliari, non per altri veicoli, a meno che non siano detenute da un Fondo, di cui i fondi pensione potrebbero acquistare le quote. Nel caso della gestione indiretta, l'acquisto dovrebbe essere effettuato tramite mandato di gestione ad operatore specializzato, ma con tutte le criticità del caso trattandosi di titoli illiquidi e con tutte cautele riferite agli aspetti più propriamente tecnici e di dettaglio, non ancora chiari.

Ma prima di tutto, in termini di sistema complessivo, occorre riflettere se il rendimento si debba misurare semplicemente in termini numerici finanziari o non si possa misurare anche in termini di ricadute positive sociali e di finanziamento dell'economia reale, con potenzialità in termini di promozione di un circolo virtuoso teso alla crescita.

Gli obiettivi per l’economia reale
Siamo convinti che investire attraverso strumenti che riescano a generare, oltre al rendimento finanziario, anche ricadute dirette sul territorio diventa per i fondi negoziali non più solo un'occasione, ma una necessità per intercettare le sfide dell'invecchiamento, incrementare la diffusione di una finanza sostenibile e avere positive ricadute sociali.

Per incentivare il ricorso a questo tipo di investimenti, occorrono strumenti idonei (ad esempio, fondi di private equity, fondi di debito, credit funds) che possono rappresentare uno strumento utile, nell'ambito di una adeguata diversificazione, e allo stesso tempo, ove rivolti alle imprese domestiche, possono contribuire alla crescita del reddito nazionale e dell'occupazione.

Il progetto con CdP
Con questo obiettivo, Assofondipensione ha avviato un importante progetto Investimenti in Economia Reale con la Cassa Depositi Prestiti per la costituzione di una piattaforma per l'investimento dei fondi pensione negoziali in fondi di Private Equity, Debt, infrastrutturali, ad Impatto sociale, con l'obiettivo di favorire la diversificazione/decorrelazione del rischio di portafoglio da un lato e il sostegno all'economia, all'occupazione e alla coesione sociale del Paese dall'altro. Questo Progetto vedrà il coinvestimento anche della Cdp e verrà presentato ai fondi pensione il prossimo 17 gennaio 2020.

(*) Presidente Assofondipensione

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