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«Investire su filiera corta ed efficienza energetica»

di Andrea Marini

 Roberto Gabrielli, Direttore regionale di Intesa Sanpaolo

4' di lettura

«Al momento non abbiamo registrato un aumento delle sofferenze bancarie e della difficoltà delle imprese a ripagare i loro debiti. La guerra ha avuto un impatto limitato sull’export: nel Lazio le vendite verso Russia e Ucraina rappresentano l’1% del totale e in Abruzzo l’1,4%. Il vero problema sono i rincari delle materie prime e del prezzo dell’energia, che per la verità erano iniziati già da settembre 2021, per effetto della rapida ripresa delle produzioni dopo i blocchi del periodo pandemico. Nel 2022 i settori più energivori, come il distretto della pasta di Fara, del vino del Montepulciano e della moda in Abruzzo, o la ceramica di Civita Castellana e il polo ortofrutticolo dell’Agro-pontino nel Lazio potrebbero avere un impatto sulla marginalità». Roberto Gabrielli, dal 1° aprile guida la direzione regionale Lazio e Abruzzo di Intesa Sanpaolo. In questo colloquio con il Sole24Ore analizza l’attuale fase che sta attraversando il mondo imprenditoriale di queste due regioni e le attività in cantiere della sua banca a supporto del territorio.

Eppure, se si guarda all’ultimo report dei distretti di Intesa Sanpaolo, nel 2021 sia il Lazio che l’Abruzzo avevano visto una generale ripresa dell’export. Con l’aerospazio, l’ortofrutta dell’Agro-pontino e la ceramica di Civita Castellana, nel Lazio, e la pasta di Fara e i vini del Montepulciano, in Abruzzo, che avevano già superato i livelli pre pandemia del 2019.

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«In base a una nostra indagine a livello nazionale – spiega – abbiamo osservato che la stragrande maggioranza delle aziende, per contrastare i rincari delle materie prime e del costo dell’energia, ha iniziato a ritoccare i prezzi alla produzione, senza però compromettere la competitività dei prodotti. In alcuni casi, soprattutto piccole aziende o imprese edili, sono state costrette a lasciare delle commesse perché non più conveniente».

Nel complesso, osserva Gabrielli, «il nostro settore produttivo è solido. Dal 2008 le aziende si sono rafforzate dal punto di vista patrimoniale, un intervento a cui si sono aggiunti quelli sulla liquidità varati negli ultimi due anni». Anche se la situazione cambia da settore a settore: «Le aziende più strutturate, quelle medio grandi, e quelle soprattutto del manifatturiero, già nell’ultimo anno avevano iniziato a lavorare sull’efficientamento energetico, sulle rinnovabili, su un più attento approvvigionamento delle merci per evitare di avere problemi di magazzino e non dipendere troppo dalla lentezza dei trasporti».

Ma se la guerra durerà ancora a lungo, non sono da escludere cambiamenti maggiori. «Già adesso – prosegue il neo direttore Lazio e Abruzzo di Intesa Sanpaolo – ci sono delle produzioni, che prima si facevano soprattutto in Asia, che stanno tornando in Italia. Questo vale soprattutto per la moda, la meccanica e l’elettronica, e potrebbe portare a uno sviluppo ulteriore delle filiere commerciali nei prossimi 12-18 mesi».

In questo scenario, Intesa Sanpaolo ha varato una serie di misure a livello nazionale a sostegno delle imprese, per consentire loro di non frenare gli investimenti e farsi trovare così pronte a riconquistare nuovi mercati, sia di approvvigionamento che di sbocco delle merci, durante la prossima ripartenza. Da una parte si è intervenuti con un finanziamento a 18 mesi e 6 mesi di pre-ammortamento destinato a coprire il costo di 6 mensilità delle bollette passate e future. Per le imprese esportatrici verso la Russia e l'Ucraina è previsto un finanziamento, a condizioni agevolate, della durata di 18 mesi meno un giorno, con 6 mesi di preammortamento, per coprire le esigenze di liquidità derivanti dalla crisi attuale. Più la sospensione delle rate (limitatamente alla quota capitale) per i finanziamenti in essere a 24 mesi (36 mesi per le imprese cerealicole).

Inoltre una serie di iniziative sono state adottate sul fronte Pnrr. «Nel piano 2022-2025 – spiega Gabrielli – affiancheremo agli interventi per il Pnrr interventi per 400 miliardi, di cui 270 a favore delle imprese, dalle anticipazioni dei contributi a fondo perduto all’acquisto di crediti fiscali fino al rilascio di fideiussione a garanzia dei progetti e il finanziamento a lungo termine per sostenere le fasi strategiche dei progetti. Di queste risorse, 10 miliardi sono destinati al Lazio e 2,6 miliardi all’Abruzzo. Abbiamo erogato in Lazio e Abruzzo – sottolinea – già quasi un miliardi, il 80% nel Lazio e il 20% in Abruzzo».

Sempre in ambito Pnrr, è stata lanciata «Incent now», la piattaforma digitale per imprese ed enti che favorisce l'utilizzo dei fondi del Recovery plan: conterrà le informazioni relative alle misure e ai bandi resi pubblici da enti istituzionali nazionali ed europei.

«Per superare questa fase di difficoltà – conclude Gabrielli – le aziende devono lavorare sull’efficentamento produttivo, a partire da quello energetico e sulla diversificazione degli approvvigionamenti. Inoltre è fondamentale proseguire il lavoro già iniziato durante la pandemia sulla digitalizzazione e l’investimento sul capitale umano: il Lazio, in particolare, ha la più altra percentuale di laureati hi-tech ed è secondo solo alla Lombardia sull’Ict. Ci sono tutte le competenze affinché le imprese mantengano elevati standard di qualità per competere sui mercati»

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