real estate

Investire in seconde case, tra capoluoghi e località turistiche

di Gabriele Petrucciani


2' di lettura

Qualità, ma non solo. “Il mercato immobiliare oggi è guidato anche e soprattutto dalla necessità di contenere il rischio”. Ne è convinto Marco Angelucci di Cordusio Real Estate Advisory, che fa notare come questa esigenza stia convogliando gli investimenti della clientela “private” verso le zone di pregio dei capoluoghi, ma anche di note località turistiche. Non sempre, però, le località turistiche rappresentano una reale opportunità. Anzi. “Nell'esperienza di Cordusio rileviamo come nei grandi patrimoni familiari italiani vi siano spesso immobili importanti in località pregiate, ma che non rientrano nel circuito tipico della domanda internazionale – fa notare Angelucci - Questo le rende di fatto molto illiquide, difficili da valorizzare e, ove non più fruite, fonte di aggravi gestionali e costi. Tutto ciò ci porta a rilevare un ripensamento nel modo di intendere e gestire le seconde case da parte dei nostri clienti, le cui motivazioni sono riconducibili fondamentalmente a mutamenti nei comportamenti di utilizzo delle nuove generazioni e una sempre maggiore consapevolezza nell'allocazione del patrimonio, anche in chiave di passaggio generazionale”.

Il fatto che le seconde case siano principalmente acquistate per un utilizzo personale/familiare rappresenta un vincolo determinante alla possibile generazione di un reddito da locazione. In questi casi è quindi particolarmente importante investire in mercati liquidi, tutelando la componente di mantenimento nel tempo del valore più che l'ottenimento di flussi di reddito. “Per i grandi patrimoni è quindi sempre preferibile allocare risorse in top location, dove vi sia una domanda internazionale oltre che domestica in grado di dare liquidità anche in mercati di nicchia – sottolinea l'esperto di Cordusio - Diversamente, ove si valutassero le seconde case come puro investimento, si dovrebbe bilanciare la componente di potenziale incremento di valore, con la possibilità di affitto in modo stabile e efficiente. In tal senso, anche approfittando del decremento dei prezzi degli ultimi anni, si dovrebbero privilegiare le località con i maggiori flussi turistici, con attenzione a prediligere zone con una stagionalità ampia e con appartamenti di taglio medio/piccolo, proprio al fine di favorire l'accesso a una domanda più ampia per le locazioni sia stagionali sia per brevi periodi”.

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